Viticoltori pronti a superare la grave crisi

PACHINO - La crisi vitivinicola che si è abbattuta sull'annata 2005 ha comportato ad oggi un blocco del settore e numerose proteste da parte dei produttori. Molti viticoltori però hanno deciso di non assistere passivamente agli eventi ed hanno avviato una serie di incontri per cercare di adottare una soluzione comune in grado di far superare loro i venti di crisi. L'obiettivo dichiarato era quello di creare un'alternativa alle soluzioni prospettate fino ad oggi da grossi operatori del settore. Dopo diversi incontri tenuti con il presidente della CIA e con alcune cooperative tra le quali la cooperativa Elorina, la soluzione sembra essere stata individuata. A seguito di un incontro tra diversi produttori ed il responsabile provinciale della Coldiretti Antonino Gozzo, un grosso numero di agricoltori ha deciso di dar vita ad un comitato per affrontare in maniera unitaria le vicissitudini del mercato. A spiegare la strada intrapresa è uno dei produttori, Giorgio Guarnaschelli che ha illustrato il progetto redatto insieme al presidente dalla Coldiretti. "L'obiettivo è quello di affittare uno o più silos dove far confluire il mosto prodotto dalle uve di coloro che con noi vorranno rischiare la produzione agricola di questa annata per altro ottima dal punto di vista qualitativo. Poi ciascuno di noi cercherà di creare un canale commerciale diretto e, si spera, più vantaggioso per tutti". Cercano dunque di porre le basi per la creazione di una sorta di nuova cooperativa ma svincolata da possibili obblighi di conferimenti e legami che normalmente sono propri delle cooperative tradizionali. "I produttori metteranno la loro produzione o parte di essa nella percentuale che decideranno, -ha dichiarato il presidente provinciale della Coldiretti Antonino Gozzo- e per affrontare le spese immediate relative ai costi di vendemmia potranno beneficiare di una risorsa economica agevolata.

Qui infatti entra in scena la collaborazione con la Provincia regionale di Siracusa, -ha continuato Gozzo- che grazie all'intervento del consigliere provinciale Ignaccolo ha dato la possibilità di sfruttare il meccanismo dei Consorzi-Fidi che abbatteranno di due punti e mezzo il tasso percentuale sugli interessi. A questo proposito, -ha continuato Gozzo- la banca di credito cooperativo di Pachino si è dichiarata disponibile ad erogare prestiti a tassi agevolati ed abbattuti dall'intervento dei Consozi-Fidi relativi a questa emergenza. In questo modo, -ha concluso Gozzo- si intende valorizzare il lavoro sinergico dei produttori ma anche quello di molti grossi imprenditori che potranno beneficiare anche loro di queste agevolazioni bancarie". Tutto ciò potrebbe consentire ai viticoltori di attendere che la situazione dei mercati migliori e che nuove opportunità in termini di prezzo possano arrivare nei mesi a venire.
Novità potrebbero pervenire anche nell'ambito della serricoltura. È infatti allo studio un meccanismo che consentirà sia ai piccoli e medi imprenditori che anche alle grosse imprese di poter assicurare i loro prodotti dal gelo invernale grazie all'intervento di una grossa società assicurativa. A fronte di premi contenuti i serricoltori potranno mettersi al riparo dai disastri economici relativi alle gelate. Tale possibilità a cui la Coldiretti sta lavorando potrebbe essere offerta non solo agli imprenditori agricoli pachinesi ma anche a quelli del territorio di Ispica anche se per una copertura minore.

Sa. Mar.
Fonte: LaSicilia.it il 15-09-2005 - Categoria: Economia

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Elorina.coop

Meglio stendere,coprire, con un pietoso velo,ma sarebbe meglio sigillare il tutto e mettere sottovuoto, per non fare esalare i miasmi ammorbanti e poco profumati dei retroscena della storia,infame, della cooperativa Elorina: classico carrozzone degli anni 70/80,in mano ad una manicata di saprofiti che per come si erano organizzati a succhiare il sangue,ma è meglio dire mosto,dei coltivatori e dei viticultori pachinesi. Se si considera che per volere del "Papa" Orazio () Agosta che in quegli anni era il segretario della Federazione del PCI di Siracusa e poi passato a presidente della Lega delle cooperative( una specie di "cupola" locale, per come era gestita) del quale, per la sinistra e poco luminosa aura di negatività che emanava: l'ho rimosso, parzialmente, dalla mia memoria. Se la cooperativa Elorina venne costruita in quel luogo, che nel segno del contemporaneo lento defluire della vita e del futuro prossimo, potrebbe anche essere condiviso, in questa specifica posizione territoriale: sicuramente, allora,questa scelta non fu dovuta a scelte strategiche di centralità di produzione: ma per il marcato sostenimento e sostentamento partigiano e localistico e clientelare di coinvolgere quanto più possibile i compaesani rosolinesi del sopradetto presidente della lega delle cooperative e segretario della federazione.Un ex prete,seminarista,che in generale non è un disvalore, che riusci ad imporre la sua ferrea volontà di costruirla in quella posizione. Nonostante i compagni di Pachino con in testa il compianto Giuseppe Ferrara,che normalmente si recava in campagna al Burgio di Bonpalazzo con un carretto con uno splendido cavallo bianco, grande personaggio proveniente ed espressione vera della mondo contadino,che per non avere nulla che fare con il fumoso Franco Bartolo, preferiva pernottare a Siracusa e prendere l'autobus dell'indomani: pur di non accettare il passaggio in macchina che questi offriva. Il compagno Giuseppe Ferrara inteso Fumaluoru, aveva costituito, con i moltissimi compagni di Pachino, una cooperativa vitivinicola, della quale, questo compagno,oramai anziano, prima di partire per Ispica per ricoverarsi in uno centro anziani: mi volle incontrare e arraverso il figlio,musicista in una delle due bande musicali di Pachino, con molto affetto,mi invio tutta la documentazione e la copia originale dello statuto di quella cooperativa,che ancora conservo.Una Cooperativa che formava e organizzava una associazione di piccoli produttori che avesse cardine ed ordinamento principale nei compagni e lavoratori e produttori di Pachino.La Cooperativa Elorina che funzionò bene, si fa per non aggravare, per pochissimi anni e che in seguito allo svolgersi di una crisi senza precedenti nella storia della produzione vitivinicola locale, accellerata dalla gestione tutta tesa confermarsi stipendi milionari, mentre i coltivatori, già avversati dalla crisi, si trovarono ad essere spremuti come uva,su due fronti: da una parte le condizioni generali avverse dell'economia e dall'altra di questo manipolo di dirigenti del nulla.

Dall'alto della verità oggettiva e dinappellabile, Cordiali saluti,Spiros