Vandali danneggiano una colonna

PORTOPALO - Si sono accaniti contro un pilastro di abbellimento, rivestito di marmo bianco di Modica, che si trova in piazza «Terrazza dei due mari». A segnalarci l'atto vandalico, che pare risalga a qualche settimana addietro, è un commerciante della zona che ha notato tra l'altro i resti distrutti del marmo nella zona sottostante la piazza. Non è la prima volta purtroppo che qualche ignoto incivile si accanisce contro la piazza che il vescovo di Noto, cittadino onorario del comune portopalesi, nel giorno dell'inaugurazione (avvenuta nel maggio del 2001) ribattezzò con il nome di «Piazza della Solidarietà». Stavolta il gesto è di quelli eclatanti ed è difficile pensare che nessuno abbia visto né sentito niente poiché per ridurre in quel modo il pilastro l'autore ha dovuto fare uso presumibilmente di un martello o comunque di un oggetto in grado di scardinare la copertura in marmo del pilastro, lasciando solo il blocco originario. «E' inaudito - afferma un commerciante della zona - stavolta si è passato il limite. Ancora una volta c'è chi si accanisce contro una struttura che in molti ci invidiano per la sua bellezza e che in estate diventa punto di ritrovo per tanti, giovani e meno giovani. «Tutti noi dovremmo sentire il dovere di salvaguardare la nostra piazza e far rilevare immediatamente quando si è in presenza di gesti del genere».

I precedenti negativi contro la Terrazza dei due mari, dovuti alla maleducazione e all'inciviltà di qualcuno, purtroppo non mancano. Pochi giorni dopo l'inaugurazione, infatti, qualcuno pensò di cospargere l'area con il verde attrezzato di una sostanza che fece ingiallire le piante, successivamente altri si sono accaniti contro la struttura che delimita l'ingresso nell'area della piazza mentre altri ancora hanno a volte invaso l'area dove sono sistemate le zone di verde, creando non pochi problemi. E non va tralasciato che uno dei tre faretti che illuminano il golfo di Scalo Mandrie dalla piazza è stato preso a calci e scardinato, con la carcassa che giace pochi metri più avanti. Per non parlare, infine, delle scritte con pennarelli vari che purtroppo fanno da corollario a molte opere pubbliche che costituiscono un'offesa al sentire di molti.

Sergio Taccone
Fonte: LaSicilia.it il 03-07-2004 - Categoria: Cronaca

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