Torna in azione il racket

Torna in azione il racket PACHINO - Un apparente tentativo di racket estorsivo è stato scoperto ieri mattina ai danni di una gioielleria di corso Nunzio Costa, la GFS Preziosi. Il proprietario, Salvatore Urso, al momento dell'apertura del suo esercizio commerciale ha trovato in una delle due vetrine poste in via Rattazzi, i resti di uno scatolone di cartone ridotto ormai in cenere e del liquido infiammabile, probabilmente gasolio, versato nella vetrina sotto la saracinesca e sulla parete. Per fortuna le fiamme appiccate sicuramente nottetempo, non si sono propagate all'interno del negozio, forse a causa del tipo di propellente utilizzato dagli ignoti che hanno commesso il fatto. Il liquido infiammabile comunque deve essere penetrato fin dentro i locali dato che all'interno del negozio si sentiva un forte odore di gasolio. Il titolare ha immediatamente chiamato gli agenti del locale commissariato di Pubblica Sicurezza che, recatisi sul posto, hanno constatato l'accaduto procedendo a fare i rilievi del caso e raccogliendo la denuncia inoltrata dal titolare della gioielleria. Successivamente si è proceduto a ripulire con dell'acqua le pareti su cui era stato versato il propellente. Un episodio, quello verificatosi ieri, che fa temere un risveglio di eventi criminosi gravi dopo anni di quiete per quanto riguarda il crimine organizzato. Gli inquirenti comunque non si sbilanciano sull'accaduto e tendono a minimizzare.

Dal commissariato infatti si fa sapere che si sta procedendo ad indagare a 360 gradi non trascurando nessun dettaglio, tendendo però, stando alle dichiarazioni, a non dare una eccessiva importanza all'accaduto. Intanto però alcuni colleghi del gioielliere vittima dell'episodio sono stati visti in commissariato e questo fa supporre che gli inquirenti stiano procedendo a verificare se nell'ambiente commerciale si siano registrate delle richieste di pizzo. Secondo gli agenti del commissariato di Ps il titolare avrebbe dichiarato di non aver ricevuto nessuna richiesta estorsiva, per cui si tende nelle indagini a vagliare vie diverse da quelle del tentativo di estorsione. In passato infatti si sarebbero verificati casi di persone ubriache fermate dopo tentativi andati a vuoto di forzare vetrine o saracinesche di negozi. Questa tesi tenderebbe a scartare dunque l'ipotesi di una recrudescenza criminosa proveniente dalla vicina Siracusa dove durante l'inverno si sono verificati episodi estorsivi gravi. Tra i vicini comunque nessuno sembra essersi accorto di nulla. Pachino comunque da almeno un decennio vive una fase di calma dal punto di vista delle criminalità organizzata.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 01-09-2005 - Categoria: Cronaca

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