«Tassa sul lusso» no, «ticket» sì

di Giovanna Genovese

«Una provocazione utile e intelligente anche se non è risolutiva». «E' illusoria e inefficace e rischia di produrre risultati opposti a quelli che si pensa di perseguire». La tassa sul lusso pensata dal governatore della Sardegna, Renato Soru, sta tenendo banco. Favorevoli e contrari. Il dibattito è aperto. Ma il ministro Verde, Alfonso Pecoraro Scanio, cavalca l'idea. Tanto che - dice - «il modello Soru dovrebbe essere esportato in tutta Italia, almeno in quelle aree di grande pregio che in certi periodi dell'anno vivono momenti di grande affollamento e che, invece, avrebbero bisogno di una tutela migliore».
Una iniziativa che comunque dev'essere modulata in modo tale da non allarmare i turisti e colpire invece solo chi esagera con il lusso nei luoghi ad alta valenza ambientale. Insomma, per dirla con Paolo Cento, sottosegretario all'Economia: «I posti belli non devono diventare santuari per super-ricchi». Pecoraro Scanio mette le mani avanti. «Non ce l'ho con i ricchi, però - dice - è una questione di buon senso chiedere di più a chi inquina di più». E l'idea piace a Cortina (che ipotizza una tassa per i Suv) e a Verona (un ticket da far pagare ai turisti che vengono in visita all'Arena), ma non a Capri («vogliamo favorire e incrementare il lusso - tuona il sindaco Lembo - non sanzionarlo e penalizzarlo»). In Sicilia? Consensi, dissensi e perplessità. Francesco Tanasi, leader dell'associazione «Consumatori italiani» sostiene che la tassa potrebbe applicarsi «nelle più importanti località marinare come, ad esempio, le Eolie», «avrebbe ricadute positive sullo sviluppo economico di tutta l'Isola», e chiede al governatore Cuffaro l'introduzione del tributo.

«Orrore», replica Telefono blu: «Nulla di peggio per un turismo in crescita come quello della Sicilia. Siamo contrari a ogni forma di tassa ai turisti. Appartengono a una visione buia che ci riporterebbe alla stupida esperienza della tassa di soggiorno». «Parlare in termini di "lusso" non mi sembra corretto - commenta il sindaco di Siracusa, Giambattista Bufardeci - sono migliaia i turisti che vengono nella città di Aretusa tanto che meriterebbe una tassa di "soggiorno" o di "scopo". Una cifra simbolica. Anche solo di un euro. Non è nostra intenzione spennare il turista, anzi cerchiamo di accoglierlo sempre a braccia aperte. Se la tassa sul lusso emessa in Sardegna provocherà il dirottamento dei vacanzieri in Sicilia, noi saremo ben lieti di ospitarli». E se i sindaci di Pachino e Portopalo preferiscono per il momento non esprimere giudizi, il primo cittadino di Lipari, Mariano Bruno, è categorico: «Non la penso affatto come il governatore della Sardegna. Non certo per un fatto di natura ideologica o politica. Quanto perché abbiamo bisogno di un tipo di turismo raffinato per dare la possibilità alla nostra gente di crescere economicamente. Certo, i problemi ci sono: ma li dobbiamo superare. Vogliamo insomma che il turismo continui senza penalizzare nessuno». E allora? Come la mettiamo col ticket da un euro per chi sbarca alle Eolie? «La mettiamo bene - dice Bruno - e se avessi la possibilità porterei quel ticket da uno a 3 o anche a 5 euro. Soprattutto per penalizzare quel turismo mordi e fuggi, che arriva, sporca e se ne va». Beh, così il ragionamento non fa una piega...
Taormina. Altra località, altra amministrazione, altro punto di vista. «La prossima stagione turistica - afferma l'assessore al Turismo, Salvo Cilona - forse aboliremo il ticket per auto e bus. Cercheremo di reperire altre forme di introito per le casse comunali. Turismo d'élite? Le nostre porte sono aperte».

(hanno collaborato: Luigi Barrica, Giusy Cantone, Mauro Romano, Sergio Taccone)
Fonte: LaSicilia.it il 13-08-2006 - Categoria: Cronaca

Lascia il tuo commento
Cerca su PachinoGlobale.net