Soccorsero una “carretta”: indagati

La procura della Repubblica di Modica sospetta un’intesa sottobanco tra battelli da pesca siciliani e gli organizzatori del traffico di clandestini nel Canale di Sicilia. Il comandante ed i pescatori del "Chico", piccolo battello di Pozzallo, che domenica notte ha soccorso e condotto in porto un legno alla deriva con 151 extra comunitari, sono indagati per concorso in favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Il "Chico" è stato posto sotto sequestro. Tra le 151 condotte a Pozzallo 30 le donne ed i bambini. Nei soccorsi era intervenuto anche un Guardacoste della Guardia di Finanza. A Pozzallo, contrariamente al solito, la polizia ha impedito i contatti tra i cronisti e gli extracomunitari. Il comandante del "Chico", Corrado Sala, ed i 4 marittimi sono stati interrogati dal procuratore di Modica, Domenico Platania, sino alle ore 3 della notte, ma ad un certo punto è stata chiesta la presenza di un difensore. L’incarico è stato affidato dal sindaco di Portopalo Fernando Cammisuli all’avvocato Corrado Valvo.

«Ho fiducia nella magistratura- osserva il sindaco- e anche nei marinai e nei pescatori della mia comunità. Non entro nel merito dell’inchiesta ma ho l'obbligo di difendere il buon nome della marineria Locale. Per quanto mi è stato riferito quella del "Chico" è stata un'operazione di salvataggio in mare di disperati». Al porto c’è incredulità e disagio, i pescatori si chiedono se ora non debbano far finta di non vedere e di non udire, lasciando solo alle unità militari il compito e la decisione di soccorrere o meno i clandestini. Ma nella cultura di ogni marineria resta radicato il senso del dovere del soccorso in mare.

Chi oggi da una mano sa bene di poterla egli stesso cercare domani. I nastri con la registrazione dei messaggi radio scambiati dal "Chico" con la centrale operativa della Guardia Costiera, a Roma, e con il Guardacoste delle Fiamme Gialle sono già agli atti e contengono la ricostruzione dei soccorsi, secondo il legale dei pescatori. «Non mi sembra- ha osservato Valvo- che ci sia qualcosa di diverso rispetto ad un’azione necessaria e dovuta di fronte ad un pericolo concreto ed imminente».

Secondo la testimonianza del comandante Scala era stata tracciata prima la rotta su Malta più vicina della Sicilia. La Valletta non ha però risposto ad un fax con richiesta di autorizzazione all’attracco. Scala ha dato notizia del silenzio maltese a Roma. Contemporaneamente a bordo del "Chico" si registrava la protesta degli extra comunitari, che chiedevano di sbarcare in Sicilia. «Cinque pescatori- ha osservato l’avvocato Valvo- hanno dovuto fronteggiare la turbolenza di 151 ospiti. Hanno avuto timore per la loro stessa incolumità». Ma non solo questo, una donna ha avuto un malore, è stata salvata dal massaggio cardiaco.

Informata degli eventi la Centrale di Roma ha autorizzato la rotta sul porto siciliano più vicino: «Allo stato attuale - conclude il legale - non mi sembra ci siano i presupposti per un'ipotesi di reato, anzi...». Ieri notte c’è è stato un solo sbarco di clandestini in Sicilia, in trenta sono approdati in nottata sul litorale di "Torretta-Granitola", in territorio di Campobello di Mazara (Trapani). A dare l'allarme è stato il guardiano di un porticciolo che ha visto allontanarsi un'imbarcazione. Polizia e carabinieri hanno poi rastrellato gli extra comunitari sulla statale per Agrigento.
Fonte: Il Messaggero On Line il 21-08-2002 - Categoria: Cronaca

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