Si comincia ad elaborare il piano di spiaggia

È giunto il momento di porre mano ai piani di spiaggia, che la legge impone ma che sono ancora un sogno per i siracusani. La soprintendenza ai beni culturali e ambientali ha quindi chiamato a raccolta Capitanerie di porto e Comuni, i quali ultimi sono tenuti alla elaborazione di questi piani, d'intesa con capitaneria e soprintendenza. A questo primo incontro hanno partecipato, oltre all'architetto Mariella Muti della Soprintendenza, i rappresentanti delle Capitanerie di Siracusa e Augusta e dei Comuni di Siracusa, Avola, Noto e Pachino.
Secondo le previsioni normative i comuni debbono elaborare i piani di spiaggia, d'intesa con soprintendenze e capitanerie competenti, e presentarli all'assessorato regionale del Territorio e ambiente per l'approvazione. La presentazione all'assessorato dovrebbe avvenire entro il prossimo 15 aprile. Ma la elaborazione di questi piani non è ancora iniziata. Pare quindi praticamente impossibile rispettare la scadenza. Anzi, pare anche impossibile che per quest'anno i piani di spiaggia siano disponibili e operativi. «È importante comunque aver finalmente avviato la trattazione del problema – afferma l'architetto Muti.– Ed è pure importante che finalmente emerga la volontà di pianificare l'uso delle coste, l'impianto di strutture mobili per la fruizione dei tratti di litorali liberi da stabilimenti balneari, le regole da osservare per evitare danni all'ambiente durante e dopo la stagione balneare.

«La pianificazione delle spiagge – sottolinea ancora Mariella Muti – deve rientrare nell'ambito della pianificazione urbanistica. Vanno individuati i tratti di costa accessibili alla libera fruizione. E vanno decise le infrastrutture, le strutture e le attrezzature da predisporre per una corretta utilizzazione, fornendo servizi alla collettività senza pregiudizio per l'ambiente». Il primo problema è la viabilità di accesso alle coste fruibili. In pratica si tratta di collegare le vie di penetrazione a mare con la viabilità principale. Cosa che in pressochè tutto il territorio della provincia siracusana, capoluogo compreso, è ancora un sogno da realizzare. Ed è di realizzazione difficile. L'altro problema è la realizzazione di strutture igienico-sanitarie. Sono quasi del tutto mancanti le zone costiere assistite da collegamenti fognari. L'alternativa in questi casi è quindi la installazione di wc chimici o la realizzazione di pozzi neri a tenuta stagna e con tutti i requisiti di legge, affinchè il rimedio non risulti, alla fine, peggiore del male. C'è poi il problema dei problemi: individuare tratti di costa agevolmente fruibili e liberamente raggiungibili senza imbattersi in stabilimenti balneari e recinzioni private. Lo scorso anno esplose un caso sul litorale di Noto, che provocò anche l'intervento della magistratura in seguito a denunce di tanti residenti.
Fonte: LaSicilia.it il 07-03-2003 - Categoria: Cronaca

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