Sequestrate 3 tonnellate di pesce

PORTOPALO - Una notevole quantità di diverse specie ittiche è stata sequestrata, a conclusione di una operazione congiunta, da personale in servizio presso il dipendente ufficio locale marittimo della capitaneria di porto di Siracusa, e da finanzieri della locale brigata. Il sequestro è avvenuto all'interno dello scalo marittimo del porto pescherecci di Portopalo di Capopassero. Sono stata sequestrate ben 3 tonnellate di pescato, composto per la maggior parte da dimensioni di pesce sottomisura. Il prodotto ittico, composto da varie specie, specialmente cernie, dalla stiva frigorifera del peschereccio, battente bandiera maltese, è stato trasferito nelle celle frigorifere di cui dispone la struttura portuale di Capopassero. Quindi è al sicuro, in attesa di essere visionato e ispezionato dai veterinari dell'Asl su incarico della magistratura. I veterinari dovranno accertare le caratteristiche organolettiche del pescato, la sua freschezza , la conservazione attraverso la catena del freddo esistente sul natante maltese e la commestibilità, nella ipotesi che possa essere distribuito – superati tutti gli accertamenti di laboratorio e sanitari – presso istituti di beneficenza della zona o di altre zone della provincia siracusana. Sarà la magistratura a stabilire le più opportune vie che il pescato dovrà seguire. Il rastrellamento del mare, attorno a Portopalo di Capopassero, è stato accertato in seguito ad una normale operazione di controllo delle attività svolte nel porto. L'accertamento ha evidenziato appunto il violento rastrellamento del fondali ad opera dell'equipaggio del peschereccio maltese, a cui è stata contestata una serie di illeciti sia amministrativi che penali, derivati dalla inosservanza delle norme contenute nei regolamenti comunitari in materia di pesca, sanità e dogana. Se non fosse scattata in tempo reale l'operazione di polizia nel porto di Portopalo di Capopassero, tesa alla repressione degli illeciti in materia di pesca marittima, il prodotto ittico era già destinato alla vendita e quindi ai vari mercati. L'iniziativa di repressione, secondo quanto è dato, sapere, non è stata determinata da circostanze contingenti, ma è la risultante di un servizio di osservazione finalizzato alla tutela del mondo ittico e quindi delle varie specie di pesce, che vive nelle acque del Canale di Sicilia. La recente entrata dello Stato di Malta nella comunità europea è stata accolta con soddisfazione anche dal lavoratori siracusani del mare, i quali nel passato, sempre per ragioni di pesca, hanno avuto notevoli conflitti con le autorità portuali e marittime maltesi. Adesso, la situazione sembra essersi rovesciata. Sono stati i pescatori dell'isola dei cavalieri a venirsi a trovare in difetto, avendo raccolto dal mare, pesci di piccole dimensioni che non potevano essere portati nelle stive frigorifero e che per la normativa comunitaria avrebbero dovuto essere rimessi in mare, immediatamente, appena notate le dimensioni. Almeno così dovrebbe essere. Ed invece, il pescato stava per finire sulle tavole dei consumatori siciliani e no. Saretto Leotta
Fonte: LaSicilia.it il 27-06-2004 - Categoria: Cronaca

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