Sbarchi ininterrotti al porto

Sbarchi ininterrotti al porto PORTOPALO - Il flusso di sbarchi non si arresta. Ieri altri 56 immigrati sono approdati al porto. Tra di loro anche quattro donne (una eritrea e tre etiopi) e due bambini di sei e quattro anni d'età, entrambi in buone condizioni. Proverrebbero dal Corno d'Africa. Per otto di loro si è reso necessario il ricovero ospedaliero, come conferma il dottor Tino Di Rosolini. "Dai controlli - afferma il medico del 118 - per otto di loro è stato disposto il ricovero. Presentavano patologie distorsive, traumatiche e venose. Le condizioni degli altri erano sostanzialmente buone, tanto che non si è proceduto al ricovero ospedaliero". Il primo gruppo è stato intercettato dalla Guardia Costiera, mentre per il secondo gruppo (27 persone) è entrata in azione l'Unità operativa navale di Pozzallo della Guardia di Finanza, dopo una segnalazione della sede operativa di Palermo delle fiamme gialle, come confermato dal luogotenente Sebastiano Campisi, comandante dell'unità operativa navale pozzallese della Gdf. "Un nostro mezzo veloce - afferma il luogotenente Campisi - li ha raggiunti e trasportati a Portopalo. Si presentavano in buone condizioni, non davano l'impressione di gente con giorni di navigazione alle spalle. La matrice, del resto, sembra la stessa dal momento che il barcone è uguale agli altri giunti a Portopalo in questi giorni". Le temperature molto elevate registrate ieri hanno complicato non poco le cose.

Durante il trasporto del primo gruppo di immigrati verso Cassibile si sono rese necessarie diverse soste per l'alta temperatura all'interno del mezzo comunale, privo di aria condizionata. Ieri pomeriggio la temperatura superare abbondantemente i 40 gradi. Stremati anche gli uomini dell'Ufficio locale marittimo di Portopalo che da giorni sono ininterrottamente impegnati in mare. "Abbiamo salvato tante vite umane - afferma Antonio Giuliano, maresciallo della motovedetta Cp2203 - poiché con queste temperature e con imbarcazioni letteralmente alla deriva, come le carrette arrivate in questi giorni, di questo si è trattato. Queste era gente destinata a fare una brutta fine. I barconi avevano i motori in avaria e con il caldo che c'è non è difficile ipotizzare che cosa poteva succedere. Non abbiamo sosta, - aggiunge Giuliano - lavoriamo senza interruzioni di sorta, siamo stremati e rischiamo anche di beccarci qualche patologia dal momento che siamo a stretto contatto con gente che potrebbe presentare patologie di una certa gravità e non abbiamo neanche le mascherine di protezione". Pare che di recente un militare, impegnato nelle fasi di sbarco, dopo essersi beccato l'epatite virale, abbia intentato la causa di servizio. L'equipaggio della Cp2203 comprende, oltre a Giuliano, anche i sottocapi Libotte, Greco e Grasso. L'Ufficio locale marittimo è stato presente anche con il gommone Gc B50 (comandante Cascione, Vaccarella, Puglisi, Lombardo e Spinoso). Da segnalare, inoltre, il solito prezioso apporto dei volontari portopalesi, sempre pronti ad intervenire e ad assicurare un valido supporto alle forze dell'ordine.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 26-06-2007 - Categoria: Cronaca

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