Sanità, ancora troppi ritardi

Sanità, ancora troppi ritardi PACHINO – Una sanità che s'ha ancora da fare. La denuncia è dei Comunisti italiani che durante una conferenza stampa tenuta nella tarda mattinata di ieri nella piazza principale della città hanno puntato il dito sulle problematiche che continuano ad investire la sanità nella zona sud e, in particolare, nel triangolo Pachino - Portopalo - Rosolini. Il segretario della sezione “Palmiro Togliatti”, on. Gioacchino La Corte, assieme al direttivo del partito, ha illustrato i risultati a cui sono pervenute le tre petizioni lanciate lo scorso settembre. «Noi chiediamo a gran voce – ha dichiarato La Corte – che venga rispettato l'accordo del 6 febbraio 2001 nella parte che riguarda l'estremo sud della nostra provincia». Per questo una petizione punta dritto al cuore dei problemi della sanità dei tre comuni. «Continueremo a raccogliere firme fino al 12 gennaio – ha proseguito l'on. La Corte – e dedicheremo più tempo alle tre petizioni che riteniamo essere un nodo cruciale per i cittadini della zona sud». Quella sulla sanità ha raccolto 3.938 firme e chiede che le strutture sanitarie siano migliorate, in particolare che sia aperta la struttura per gli anziani assistiti che è costata 3 miliardi delle vecchie lire e non è ancora entrata in funzione, mentre una sorte analoga è toccata alla struttura per malati così detto “pre gravi”: anche qui sono stati spesi due miliardi di vecchie lire senza mai entrare in funzione.

I comunisti italiani della sezione Togliatti hanno ripetutamente chiesto un incontro con l'assessore regionale alla sanità senza aver mai ricevuto alcuna risposta. «L'accordo del 6 febbraio – puntualizza La Corte – è stato ripreso da quello del 2 settembre di quest'anno solo per la parte che riguarda l'ospedale di Avola-Noto, mentre attendiamo ancora i Pte a Rosolini, a Pachino dove c'è ma manca della radiologia e dell'anestesista, mentre va potenziato il poliambulatorio ed istituita la cardiologia». Di certo la sensazione che l'estrema punta della provincia sia stata parzialmente dimenticata è piuttosto viva nei cittadini. «Chiediamo una seconda ambulanza per Pachino e Rosolini – dice La Corte – e guardie mediche funzionanti 24 ore su 24, indipendentemente dai presidi territoriali d'emergenza: sulla salute dei cittadini non si può scherzare». Le altre due petizioni riguardano la viabilità interna a Pachino e Marzamemi definita «in pessime condizioni», con strade interrotte da oltre un anno e cornicioni pericolanti senza interruzione del traffico per salvaguardare l'incolumità dei passanti e la tassa sull'acqua e sulla nettezza urbana a Pachino. Le petizioni hanno raccolto rispettivamente 3.540 e 3.538 firme e la seconda chiede la sostituzione dei vecchi contatori e l'allungamento dell'orario di erogazione dell'acqua. Inoltre, si chiede la diminuzione del venticinque per cento della tassa sulla Nettezza urbana, aumentata del 51 per cento nel '99 dal commissario regionale. Ma è stata la querelle sulla bretella autostradale a tenere banco nella conferenza stampa di ieri. I comunisti hanno comunicato di un incontro il prossimo 3 gennaio con il presidente della Provincia Regionale Bruno Marziano, per discutere della viabilità della zona sud. I comunisti italiani ritengono che il punto ideale per effettuare lo svincolo sia all'altezza del fiume Tellaro sulla provinciale Pachino-Noto e hanno affermato che intendono ricorrere alla Procura della Repubblica per fare chiarezza sulla vicenda.
Fonte: La Gazzetta del Sud On Line il 30-12-2002 - Categoria: Cronaca

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