Salvare la sanità - Lettera della Ignaccolo

PACHINO - In occasione della conferenza dei sindaci della zona sud che si terrà domani in materia sanitaria, il consigliere provinciale Giuseppina Ignaccolo ha scritto al prefetto, all'assessore regionale alla Sanità, al manager dell'Asl 8 e al direttore sanitario oltre che ai sindaci per evidenziare lo stato di disagio che i cittadini che risiedono nella zona sud sono costretti a subire in materia sanitaria, nonostante siano già trascorsi due anni di lotte a difesa della sanità locale.
«E' necessario fare il punto sulla situazione, - ha scritto nel documento - per appurare i risultati concreti della diversificazione dei due presidi di Avola e Noto che hanno comportato lo spostamento delle specialità di base a Noto e le branche di alta specializzazione da attuarsi gradualmente ad Avola. L'accordo infatti prevedeva il mantenimento dei due presidi ospedalieri ma con una rifunzionalizzazione. «Gli accordi prevedevano l'istituzione ad Avola di alcuni reparti quali la cardiologia, l'utic, l'oncologia medica, la nefrologia, l'emodialisi, la chirurgia oncologica e l'anatomia patologica, mentre a Noto avrebbero dovuto essere attivati la lunga degenza, e la riabilitazione. Se è vero che ad oggi qualche cosa è stato fatto, -continua la Ignaccolo- è anche vero che molto bisogna ancora fare tenendo conto di alcune priorità. Innanzitutto vanno evitate le contraddizioni derivanti dalla razionalizzazione della spesa che costituiscono la causa principale dei disservizi.

I pazienti di Avola ad esempio, -ha denunciato la Ignaccolo- per una semplice urografia sono costretti a spostarsi a Noto nonostante i macchinari siano presenti anche ad Avola. Perché non aggiustarli o sostituirli? Inoltre i pazienti ricoverati a Noto devono essere trasportati in ambulanza ad Avola per eseguire una semplice Tac dovendo dunque subire i disagi non solo della malattia ma anche del percorso tortuoso e dell'attesa visto che il bacino di utenza è piuttosto ampio. Basti pensare che la media mensile di Tac eseguite ad Avola e prescritte a pazienti provenienti dal presidio di Noto sono circa 100. Perché non sistemare la Tac anche a Noto?» Ma le richieste del consigliere Ignaccolo sono anche di potenziare alcuni reparti esistenti quali l'oculistica, o la possibilità di fare trasfusioni d'emergenza anche a Noto, la guardia anestesiologica di 24 ore. Un'ultima notazione il consigliere provinciale pachinese la rivolge in merito al dibattito in corso in questi giorni relativo all'assunzione di uno specialista di alta fama per ricoprire il posto attualmente vacante di primario di chirurgia. «Credo - ha concluso la Ignaccolo - che questa non sia la soluzione del problema anche perché il più bravo dei medici non può dare il meglio di sé se le strutture non sono adeguate. Inoltre verrebbero bloccati i bandi di concorso già emanati con dubbi di legittimità in merito».

s. m.
Fonte: LaSicilia.it il 30-09-2004 - Categoria: Cronaca

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