É pronto il serbatoio pensile

É pronto il serbatoio pensile PACHINO - Dopo venticinque anni di attese, di dibattiti, di perplessità sulla sua reale capacità di funzionamento, e di scetticismo, il nuovo serbatoio pensile costruito nella centrale idrica di contrada Pianetti è tecnicamente pronto per entrare in funzione. Ad annunciarlo è stato l'assessore ai lavori pubblici Paolino Greco insieme ad uno dei progettisti, l'ingegnere Marco Ruscica, responsabile e direttore dei lavori insieme a Domenico Cuntrò. I lavori dell'ultima trance sono stati ultimati, e finalmente, dopo 25 anni di attese, una delle più grandi incompiute della nostra città è pronta per essere messa in funzione". Il tutto, così come si evince dal verbale di collaudo, era stato portato a termine già in data 23 luglio 2004, mentre solo qualche giorno fa è stata provata la completa funzionalità delle apparecchiature previste nel progetto. "Rispetto al progetto originario redatto dall'ingegnere Cavarra, -hanno affermato Greco e Ruscica- sono state apportate delle leggere modifiche soprattutto nella zona di attacco del diamante, cioè la struttura che conterrà l'acqua. Con i lavori che sono appena stati eseguiti, abbiamo dotato il serbatoio generale di tutti gli impianti idraulici di sollevamento dell'acqua di cui l'opera era mancante. Va detto che durante questi decenni l'iter burocratico della struttura è stato alquanto travagliato. Basti pensare che nel 1981 la zona venne dichiarata sismica, per cui furono necessarie delle prove tecniche per verificarne la tenuta. Un sostanziale passo in avanti venne compiuto con la giunta Adamo che approvò uno stralcio per 431 mila euro.

Ma l'intervento risolutivo è stato quello appena ultimato. In corso d'opera sono state approntate delle modifiche che hanno ridotto all'essenziale gli interventi, eliminando ad esempio la pavimentazione della zona o realizzando un impianto semiautomatico, non completamente automatizzato, ma che ha permesso di arrivare con la stessa cifra a rendere funzionale il nuovo recipiente. Durante la realizzazione delle opere, -hanno continuato Greco e Ruscica- è stato misurato lo spessore delle lamiere nel timore che il tempo avesse logorato la parte che conterrà l'acqua. Per questo è stato completamente svuotato e ripitturato con vernice compatibile agli usi alimentari ed idonea al contatto con l'acqua potabile. Sono stati eseguiti gli innesti nelle condutture comunali, ritardati per evitare che la popolazione potesse rimanere a secco durante i mesi estivi e fatti invece nelle scorse settimane quando la quantità di acqua era tale da non procurare alla gente un sensibile ammanco nell'approvvigionamento. Sono inoltre state provate le tre pompe di cui il nuovo recipiente è dotato e funzionano perfettamente. Delle tre, una è di riserva e due dovranno funzionare in alternanza tra loro e non contemporaneamente. Anche qualora però venissero azionate insieme per permettere un riempimento più veloce del serbatoio, la cabina elettrica è perfettamente in grado di assicurare l'apporto energetico necessario. È possibile riempire la struttura ad una velocità di 200 litri di acqua al secondo. L'impianto inoltre, -hanno concluso Greco e Ruscica- è dotato di un cloratore munito di dosatore elettronico. L'opera è pronta per entrare in funzione, ora è necessaria la volontà politica". Il sindaco Sebastiano Barone a tal proposito ha affermato: "Stiamo provvedendo a nominare un collaudatore tecnico-amministrativo per le verifiche contabili, dopodiché la struttura entrerà in funzione. Stiamo cercando di fare prima possibile per l'importanza che il serbatoio riveste". Con il funzionamento della nuova centrale idrica, più capiente e più alta della vecchia, dovrebbero essere definitivamente risolti i problemi di approvvigionamento cittadini, specialmente di quelli le cui abitazioni si trovano nei pressi della piazza centrale.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 28-01-2005 - Categoria: Cronaca

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"Stiamo provvedendo a nominare un collaudatore tecnico-amministrativo per le verifiche contabili, dopodiché la struttura entrerà in funzione. Stiamo cercando di fare prima possibile per l'importanza che il serbatoio riveste".

Una scusa per rimandare, di almeno sei mesi,per non esagerare, l'utilizzo della tanto attesa e maggiorenne, struttura idrica. Se l'impresa ha consegnato l'opera e se la Direzione dei Lavori ha firmato il certificato di fine lavori, che è l'atto ufficiale di consegna dell'opera ultimata all'amministrazione committente: la stessa,per motivi indifferibili ed urgenti, ancora prima del collaudo tecnico-amministrativo e contabile, può utilizzare l'opera e metterla in esercizio. Il problema serio, a questo punto, a mio avviso, è l'acqua e le quantità disponibili che ha in dotazione il Comune di Pachino.Un altro problema lo intravvedo, da lontano,visto che l'articolo non ne fà cenno, sulla capacità tensio-statica e di tenuta degli stralli, corde in acciaio, che sorreggono il diamante. Infatti, a serbatoio pieno, bisogna considerare che sono enormi i carichi statico dinamici che devono sostenere. Mi auguro che l'opera in acciaio, la ciambella, o diamante,e di conseguenza tutta la struttura: non debba subire immediatamente una sospensione per la rottura di qualche tirante. A meno chè la stessa venga utilizzata senza mai raggiungere il carichi d'esercizio per come è stata progettata. Mi auguro, comunque, che le mie previsioni non si verifichino e che a distanza di 15 anni, della mia assenza da Pachino, non mi ricordi bene come è fatta la struttura statica del serbatoio.

Cordiali Saluti Spiros