Prezzi alti, ma solo al dettaglio

Le alte temperature hanno causato lo stato di emergenza nell'agricoltura di tutta la provincia. Il danno subito dal comparto, tuttavia, non sarebbe responsabile dell'aumento dei prezzi su frutta e verdura, anzi le associazioni di categoria, rilevano che i produttori, soprattutto in relazione ad alcuni prodotti tipici come il pomodorino, registrano difficoltà nel piazzarli nel marcato a prezzi equi, mentre l'escalation inspiegabile dei rincari si verificherebbe al momento della vendita al dettaglio. Secondo una prima stima fornita dalla Coldiretti provinciale, la perdita registrata nell'intero comparto, in provincia, si aggirerebbe sui 60 milioni di euro. Si tratta di una percentuale che varia dal 40 al 45% delle produzioni locali e che viene calcolata sulla base della produzione lorda vendibile, 150 milioni di euro. La Coldiretti provinciale ha inoltrato la relativa istanza all'Ispettorato provinciale dell'agricoltura affinché le perdite vengano stimate con precisione. Pare, comunque, che l'iter per l'accertamento del danno atmosferico, sia cominciato.
Quest'anno, dunque, il nemico numero uno dell'agricoltura non è stato la siccità, scongiurata dalle abbondanti precipitazioni invernali e tardive, ma il gran caldo che ha messo ko alcune produzioni locali fra le più rappresentative. In primo luogo gli agrumi. «Le piante degli agrumi soprattutto - rileva il presidente provinciale della Coldiretti Nino Gozzo - sono state colpite dal vento caldo a partire da maggio, il frutto pertanto non ha raggiunto la piena maturazione. Si è verificata - dice ancora Gozzo - una copiosa cascola di frutti che ha causato gravissimi danni ai produttori».

Il pomodorino ciliegino di Pachino, ma anche il fagiolo, il fagiolino e le leguminose in genere, prodotte più nella zona di Noto e Rosolini, non sono state risparmiate. Il pomodorino veniva stimato ieri sul mercato a 0.30 euro al chilo, talmente bassa che, perdurando, potrebbe causare la rinuncia da parte del produttore, a raccogliere il frutto. Un prezzo troppo modesto che però non trova riscontro nelle rivendite, mercati e bancarelle, dove il pomodorino vola alto. La domanda non fa altro che lievitare tanto che il prezzo, per il consumatore, parte da 2 euro. «La situazione attuale potrebbe preludere o ad altri rincari oppure ad una massiccia importazione di prodotti esteri - spiega Gozzo - i quali vengono rivenduti come nostrani ma che nulla hanno a che fare con la qualità e la bontà delle nostre produzioni anche per i trattamenti antiparassitari». Anche l'ulivo esce fortemente penalizzato da questa estate afosa. Le olive scarseggiano e l'anno prossimo l'olio potrebbe essere più caro. I vigneti vivono invece la loro stagione d'oro. Un'annata felice, da ricordare, per le uve prodotte a Pachino, Noto ma anche a Siracusa e Avola. I vini siracusani dell'annata 2003, assicurano gli esperti, saranno di ottima qualità, avranno la giusta gradazione alcolica e buone caratteristiche organolettiche.

Graziella Ambrogio
Fonte: LaSicilia.it il 30-07-2003 - Categoria: Economia

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