Petizione per Scalo Mandrie

Petizione per Scalo Mandrie PORTOPALO - No alla cementificazione di Scalo Mandrie. E' questo l'obiettivo di una petizione pubblica, promossa dal comitato «Amanti di Capo Passero». Il primo firmatario della petizione, che ha raccolto 133 adesioni, è Sebastiano Petralito. Le firme sono state depositate venerdì scorso al Municipio. Con la petizione, indirizzata al sindaco, al presidente del consiglio comunale, alla Soprintendenza di Siracusa e al prefetto, si chiede l'adozione di provvedimenti urgenti per la tutela paesaggistica di Scalo Mandrie e la modifica del piano particolareggiato della zona A1. «In questi giorni – si legge nel testo della petizione – stiamo assistendo allo scempio urbanistico che si sta perpetrando nella zona di Scalo Mandrie senza che l'Amministrazione comunale abbia posto attenzione alla tutela ambientale e paesaggistica del nostro paese, postergando gli interessi della collettività a quelli dei singoli». Per questo, evidenziano i promotori della raccolta di firme, è montata una protesta che ha avuto attenzione in vasti strati della popolazione, «sensibili alla tutela del paesaggio e di quel poco che è rimasto di beni archeologici».

Questi gli obiettivi del Comitato: convocazione del consiglio comunale urgente per discutere sul riassetto territoriale di Scalo Mandrie, prima che la stessa zona sia completamente coperta di cemento e considerato che «su quelle bellezze naturali stanno maturando mire speculative di edilizia alberghiera». Il secondo obiettivo della petizione è la modifica ed integrazione del piano particolareggiato della zona A1 ad opera degli organi amministrativi, in modo da non consentire a Scalo Mandrie interventi di edilizia privata ma predisponendo, semmai, progetti di interesse pubblico, integrati con l'ambiente circostante (piccoli giardini, parchi, monumenti). Il Comitato si rivolge, infine, alla Soprintendenza di Siracusa. «Non riusciamo a comprendere – si legge nel testo della petizione – come sia stata possibile l'approvazione della Soprintendenza di un piano particolareggiato che consentiva e consente l'edificazione in una zona dove insiste una necropoli ed un antico emporio del IV secolo, con annesse catacombe, dove la stessa Soprintendenza ha destinato risorse per recintare la zona e proteggerla dai vandali e dai tombaroli». Il riferimento è ad un immobile in costruzione e per cui l'Amministrazione comunale si è già pronunciata, ribadendo l'assoluto rispetto della normativa da parte del privato. Il proprietario, non intendendo replicare, ha soltanto specificato che lo stesso immobile «non ricade nell'area archeologica». Sulla petizione del comitato, il sindaco Fernando Cammisuli è categorico. «Per quanto mi riguarda quel comitato è inesistente. Ho più volte chiesto a Petralito di produrre la documentazione inerente la sua costituzione ma non ho ricevuto nulla. Ritengo quindi la petizione una mera speculazione politica di Petralito, soggetto costantemente alla ricerca di visibilità politica. Pertanto, non daremo alcun seguito a questa raccolta di firme».

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 22-07-2008 - Categoria: Cronaca

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