Pesca bloccata al 50 per cento

Pesca bloccata al 50 per cento PORTOPALO - I pescatori hanno consegnato i documenti di lavoro all'autorità marittima, entrando ufficialmente in sciopero. La decisione, che segue quella presa dalle altre marinerie siciliane, giunge al culmine di una crisi in cui l'aumento del costo del carburante per i pescherecci sta rischiando di mandare a picco le imprese di pesca. A Portopalo l'adesione allo sciopero, da fonti ufficiali, ha riguardato 40 imbarcazioni, poco meno della metà. La marineria locale, pertanto, non ha risposto compatta. L'obiettivo è la defiscalizzazione del gasolio e l'istituzione di una zona franca, oltre alla proclamazione dello stato di calamità. Richieste che saranno esposte, nei prossimi giorni, al presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Attilio Nardo, presidente dell'Associazione pescatori portopalese, che raggruppa una larga parte della marineria locale, si sofferma sul momento particolare che sta attraversando la categoria. "I documenti sono stati portati all'Ufficio locale marittimo - afferma Nardo - e si tratta del passo successivo alla dichiarazione dello stato di agitazione, decisa alcuni giorni fa. E' anche probabile che i lavoratori si mettano in disoccupazione e sarebbe la prima volta nella storia di questa marineria". Il momento è particolarmente delicato.

"Non ci facciamo illusioni, sappiamo che il costo del carburante continuerà a salire - aggiunge Nardo - ma le nostre richieste, indicate in una piattaforma sottoscritta dai rappresentanti delle marinerie siciliane, prevedono misure per dare ossigeno alle imprese del settore". Queste le richieste sottoscritte dall'Associazione pescatori e che arriveranno al tavolo istituzionale regionale e nazionale: fermo biologico da estendere anche agli armatori, agevolazioni finanziarie da parte dell'Ircac, contributo a percentuale sul costo del gasolio per le imprese di pesca, accesso al credito a tasso agevolato. Misure la cui attuazione spetterà alla Regione. Per la parte di competenza statale, invece, la piattaforma prevede l'aumento degli aiuti "de minimis" da 3.000 a 30.000 euro, l'applicazione del regime speciale dell'Iva alle imprese di pesca (misura già concessa al settore agricolo), la sospensione degli studi di settore, l'estensione del limite di pesca, l'eliminazione dei costi del Blue Box (sistema di rilevazione continua del posizionamento dei pescherecci) e la previsione di ammorzatori fiscali per i pescatori. Assopesca ha sottoscritto in ogni sua parte il documento redatto da Federcopesca.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 01-06-2008 - Categoria: Economia

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