Non solo fantasie sulla presenza di un fantasma in casa disabitata

PORTOPALO - Da tempo corre voce in paese che in una casa, disabitata, si verifichino strani movimenti relativi a presenze, diciamo così, indefinite e paranormali. I racconti legati al mistero, si sa, attirano sempre l'attenzione di tanti. Qui si parla di fantasmi e roba del genere, tra immaginazione e fantasia. E come avviene in questi casi la prima reazione è che viene stuzzicata facilmente l'attenzione della gente. C'è chi liquida tutto con una risata, tanto è solo fantasia, c'è chi si avventura in dissertazioni a metà strada tra l'onirico e l'irrazionale. Premesso che ognuno è libero di credere o no a storie del genere, si racconta di un cane che, quando veniva lasciato dal suo padrone accucciato nei pressi di quell'immobile, si lamentava manco fosse percosso, calmandosi solo quando si allontanava da quel posto. E si vocifera inoltre di mattonelle che si staccavano di notte e di imposte che sbattevano senza alcuna ragione plausibile. Edgar Allan Poe, con elementi simili, sulla casa del mistero avrebbe ambientato uno dei suoi racconti del terrore. Il prolifico Camilleri potrebbe prenderne spunto per uno dei suoi libri venturi, magari incaricando Montalbano di indagare tra i "fantasmi".

In tempi in cui, letterariamente parlando, la saga di Harry Potter diventa l'evento dell'anno, con annunci iperbolici sulla nuova puntata della serie, da pubblicare a Natale ma lanciata già ora, sembra ormai essersi modificato il senso e la percezione di ciò che è reale da ciò che è palesemente frutto dell'immaginazione e della sconfinata mente dell'uomo, campo vastissimo ed ancora in parte inesplorato. A Portopalo intanto le voci sulla "casa del mistero" continuano a circolare sottotraccia. Pare inoltre che un'emittente nazionale si stia muovendo per saperne di più, cercando di stuzzicare alcuni abitanti del posto in cerca di ulteriori elementi. Forse si spera di raccogliere confessioni tipo: "si, ho visto i fantasmi che uscivano dalla porta e rientravano dalla finestra". Magari qualche società di produzione televisiva contatterà i proprietari della casa per l'allestimento di un "reality show" o per girare qualche scena di un ipotetico remake di "Profondo Rosso". Nel paese (l'Italia) dove politici partecipavano a sedute spiritiche nella fase più tragica degli "anni di piombo", tutto sembra possibile. E' incredibile invece che, nel 2005, si debbano ancora sentire menate simili. "Una casa di fantasmi? - si domanda incredulo un giovane- Mi pare una panzana estiva, determinata magari da un'attività piuttosto intensa dei raggi solari". Scrisse Dietrich Bonhoeffer: "la stupidità è un nemico del bene più pericoloso che la malvagità… contro la stupidità siamo disarmati". Aveva ragione.

S.T.
Fonte: LaSicilia.it il 18-07-2005 - Categoria: Cronaca

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I fantasmi nel Promontorio.

La prima "chicca",sulle vicende fantasmagoriche, e di fantasmi,streghe,"patruni di luoco" e cavolate varie, sul tema: è documentata cinematograficamente, con una pellicola del regista toscano Giuseppe Ferrara,che nel 1963, per la RAI,realizzò questo filmato che ha un titolo assai curioso e per certi versi interessante: "Le streghe di Pachino". Non conosco i contenuti del documentario, ma solo il titolo: che ho trovato ricercando nella rete con google, naturalmente.Ricordo, che intorno al 1968, voci di corridoio e popolari segnalavano e descrivevano un grosso drago che era sbucato improvvisamente dalla grotta di calafarina.Erano cosi dettagliate le descrizioni che ricordo, ancora oggi, che ne feci anche un disegno. Tranne poi accertare che era stata una soffiata,(invenzione), dei trafficanti che,pare, avessero nascosto all'interno della volta naturale della grotta: ingenti quantità di sigarette di contrabando.Per quanto riguarda Camilleri, il nostro,naturalmente una storia sui fantasmi l'ha già scritta.L'episodio riguarda una vecchia signora che ha due nipoti,uno buono,che fà il prete,l'altro scavezzacollo che, per fare vendere la casa della zia,e impadronirsi dei soldi della vendita: inscena una serie di episodi e comparse di fantasmi flatulenti e rumorosi. Naturalmente il Montalbano riesce a venire a "capo" della divertentissima vicenda. Appurando che non si trattava di un fantasma, ma del nipote birbo che si era carnavalato come un "moderno,ma antico": "patruni i luoco".
Niente,niente,sotto sotto, quel casalino abbandonato: si trincera e nasconde una vicenda similare??? Alla vostra fervida immaginazione la fine della divertente e fantastica storiella...


Cordiali saluti, Spiros