Naufragio di Natale, testimone rivela: "Sulla Yohan c'era anche l'armatore"

PORTOPALO - (dfr) E' ripreso ieri mattina con una drammatica testimonianza, quella del padre di una delle vittime, il processo in Corte d'Assie sul naufragio del Natale 1996 avvenuto a largo della costa di Portopalo nel quale persero la vita 287 clandestini, la maggior parte cingalesi di etnia Tamil. Il pubblico ministero Paola Vallario ha chiamato a deporre un cittadino pachistano, Kudrat Zabiulla, che in giudizio si è costituito parte civile assieme ad altre trentuno famiglie che hanno riportato lutti nella sciagura del mare adesso al vaglio dei giudici della Corte d'Assise. Il testimone arrivato in Italia appositamente per rendere la deposizione in aula, con l'ausilio di un interprete, ha raccontato l'esito delle indagini da egli stesso svolte, con l'apporto morale ma anche economico delle organizzazioni che sono scese al fianco dei familiari delle vittime del naufragio di Portopalo, rivelando un particolare sin qui inedito. A bordo della motonave "Yohan", ha riferito il testimone, dopo lo speronamento della piccola imbarcazione maltese sulla quale furono costretti a salire i clandestini nonostante il mare in tempesta, non si trovava soltanto il comandante, il libanese Yousseph El Allal, ma anche l'armatore della nave, il pachistano Tourab Ahmed Sheik, imputato nel processo in qualità di organizzatore del viaggio della speranza tramutatosi in tragedia per i clandestini.

Secondo il racconto reso dal testimone, che ha riferito circostanze apprese da alcuni dei superstiti della sciagura, l'armatore non si sarebbe limitato a mettere a disposizione le imbarcazioni per traghettare i clandestini, tra cui la motonave "Yohan", e provvedere al loro vettovagliamento durante la navigazione ma avrebbe effettuato il viaggio di rientro da Portopalo alla Grecia, dove sono sbarcati i superstiti, assieme al comandante della nave lasciando in mare centinaia di persone che non riuscirono a trovare posto sul piccolo natante e finirono inghiottite dalle onde. Una circostanza sconvolgente, tanto quanto l'incredibile vicenda giudiziaria, sulla quale la magistratura dovrà fare adesso luce. Tra le pieghe del processo si è appreso inoltre che è stata fissata per il 23 febbraio l'appello proposto dalla procura di Siracusa contro l'ordinanza con cui i giudici hanno ritenuto di estromettere dal processo il libanese Yousseph El Allal. L'istruttoria dibattimentale è stata rinviata al 2 marzo prossimo per consentire alla Corte d'Assise di conoscere l'esito del ricorso avanzato dal pubblico ministero Paola Vallario.

Daniela Franzò
Fonte: GDS.it il 20-01-2005 - Categoria: Cronaca

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