Natale '96 naufragio metafora

PORTOPALO - Che ne è stato della vicenda del «Naufragio del Natale '96» a 19 miglia da Capo Passero? E dopo la massa di informazione (e disinformazione in qualche circostanza) riversatasi sulla comunità portopalese, per un fatto che avrebbe coinvolto invece soltanto alcuni pescherecci, quelli che all'inizio del '97 si recavano in una determinata zona dove le paranze tiravano i corpi delle vittime di quella immane tragedia, quali sono le iniziative culturali tendenti a chiarire alcuni aspetti relativi al più grande naufragio nel Mar Mediterraneo dalla fine della seconda guerra mondiale? Il gruppo di artisti siciliani, Colophon-Art, ha avuto il grande merito di mettere in risalto alcune iniziative promosse in ambito internazionale ed incentrate su questo naufragio diventato «metafora della mancata accoglienza dei migranti da parte dell'Occidente». Solo che, come sottolineato da Carmelo Causale, di Colophon-Art, in questo passaggio si sono persi i dettagli della vicenda stessa, dando una visione dei fatti che nella migliore delle ipotesi si è rivelata «approssimativa e tendenziosa».

Il gruppo, che ha in Nuccio Foti, docente di fisica all'Università di Catania, uno degli esponenti di punta e che raggruppa tra gli altri anche fotografi, attori, scultori e scrittori, ha confermato nei giorni scorsi che la conferenza teatrale dal titolo «Il naufragio della verità», sarà rappresentata a marzo a Catania nel corso di due distinte iniziative, una delle quali dovrebbe tenersi all'Istituto di Fisica dell'ateneo catanese a conferma di una sensibilità del mondo accademico verso tematiche che solo a prima vista sembrerebbero estranee da determinati contesti culturali. «La conferenza teatrale - ha affermato Foti - è stata presentata il 13 agosto dell'anno scorso a Portopalo in anteprima e quell'iniziativa ha dato il via ad altri progetti mirati a ristabilire la verità dei fatti sul naufragio, senza voler assolvere nessuno ma smentendo certe visioni stereotipate che hanno generato solo confusione e disinformazione». «Il naufragio della verità» è una sorta di «work in progress» che s'arricchisce di nuovi elementi. A Portopalo c'è chi sostiene ancora che parlare di questa vicenda, anche se in ambito culturale, non fa altro che mettere il dito sulla piaga. Al di là delle iniziative di Colophon-Art altre ve ne sono in cantiere. Una di queste, incentrata sulla tragedia del «Natale '96», vede all'opera Renato Sarti, autore tra l'altro di «Mai Morti», manifesto dell'antifascismo perenne.
Fonte: LaSicilia.it il 21-02-2003 - Categoria: Cronaca

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NAUFRAGIO DEL 1996 CANALE DI SICILIA.

Da un anonimo eclipse60@virgilio.it
Riceviamo e volentieri pubblichiamo.
Oggetto: Sulla tragedia del Natale 1996

Ho ricevuto questa e.mail il 15.10.2002 ,dopo che questo signore ha letto una mia lettera pubblicata dalla signora Amente nel suo sito a Noto.

Avevo chiesto gentilmente al Presidente della Provincia di Siracusa, via e.mail al suo ufficio stampa e personalmente e telefonicamente agli assessori Salvatore Baio e Nunzio Perrotta di realizzare una manifestazione di solidarietà istituzionale per quanto successo.
La mia iniziativa è partita dal momento in cui sia a livello televisivo,che mediatico si stava ingiustamente condannando senza appello tutta la comunità di Portopalo di C.P. e i suoi pescatori. E comunque dopo avere letto sulla "Nazione di Firenze " una lettera di un lettore che chiedeva al Direttore del giornale se in quella zona abitassero delle persone normali o delle bestie. A quel punto ho preso carta e penna e ho scritto una lettera alla Provincia per sollecitare un intervento istituzionale commemorativo di quanto era tragicamente successo.
Ecco la lettera al mio appello alla Provincia:
Egregio Architetto Spinello, navigando sul web ho letto ieri quanto da lei scritto il 19 giugno scorso( nel sito di cetty Amenta) a proposito del naufragio del Natale 96 a 19 miglia a largo di Capo Passero. Ho cercato il suo indirzzo e-mail (spero di averlo trovato) per dirle alcune cose.
I suo intervento è purtoppo infarcito di luoghi comuni e moralismi di varia natura. Lei parla di una delle tragedie "piu' tristi": mi chiedo se le disgrazie abbiano una scala di intensità. (cèe l'hanno e come caro amico) Non si capisce poi se Lei abbia a cuore le vittime del naufragio o "l'immagine " dell'area geografica (una tesi da Mulino bianco, siti internet sulla bella zona tra Portopalo e Marzamemi e siamo tutti a posto), E poi scattano le scusanti alquanto puerili: potevano sapere i pescatori di Portopalo ma anche quelli di Malta. Distribuiamo la copla del silenzio. Poi c'è l'illuminante panegiroco morale a Salvatore Lupo sulla cui correttezza nutro dei seri dubbi. Lei forse non sa infatti che all'epoca del naufragio il capitano Lupo era assessore al Comune di Portopalo. Era insomma anch'egli una autortà pubblica ma nel 1997 non fece nulla, non mosse un dito per informare il Sindaco allora in carica. E poi anche lui andava a pescare nella zona del naufragio: possibile che non abbia mai pescato alcun resto unano e che il suo coinvolgimento sia solo nell'aver trovato, quattro anni dopo ,la tessera di una delle vittie. Lupo insomma sentiva sole le voci di "radio banchina" mentre altri pescavano e ributtavano in mare i cadaveri della tragedia. Tutto questo è difficile da credere. Caro Architetto Spinello, ho l'impressione che Lei sia poco informato su tutta la vicenda( forse perchè legge solo Repubblica) poichè del naufragio i primi a parlarne furono due giornalisi ,uno italiano e l'altro inglese già all'inizio del 1997. Si tratta di Livio Quagliata (Il manifesto e Johon Hooper (The Observer). Infine cita Kassel allora è opportuno aggiungere che in quella città della Germania non si tiene una mostra internazionale qualsiasi (senti senti) ma la piu' grande rassegna d'arte contemporanea d'Europa (DOCUMENTA), visitata da oltre mezzo milione di persone. Ed a Kassel non è stata presentato un filmato ma una istallazione denominata SOLID SEA alla quale ha collaborato tra gli altri lo stesso Bellu di Repubblica. Non Basta non parlarne del Naufragio perchè di questa tragedia parleranno altri con libri,mostre, premi giornalistici (vedi Bellu che su questo scoop ha fatto la sua fortuna professionale) e quanto altro sia strumentale ad alimentare il circo mediatico. Nel telefonare a Lupo si è dimenticato di chiedergli perchè non fece nulla nel 97 quando era assessore a Portopalo. Mi disgusta poi il moralismo che emerge dalle parole finali del suo intervento quuando parla di immagine negativa di tutta la Provincia . Il grande Toto avrebbe detto: ma mi faccia il piacere! L'accensione di fari a Torrefano è poi una vera "Boutade". La commemorazione delle vittime del naufragio va fatta al cimitero, altro che fari intermittenti e mausolei. Il riferimento al " Don Abbondio" infine rende palese un anticlericalismo vecchio stampo del tutto anacronistico ai tempi d'oggi. Scusi la mia franchezza. Cordialmente Gaetano.
Avevo solo chiesto di commemorare e ricordare e recuperare quelle vittime. E comunque a Non dimenticare quanto successo. Mi sono ritrovato attaccato da questo anonimo Gaetano per il solo fatto di avere ringraziato Lupo e per avere solleciatato un intervento della Provincia.
Scusi la mia franchezza. Cordialmente Gaetano

P.S.

Ti ringrazio per la franchezza. M aora senti la mia.
A Marzo se volete veder "non si sa' cosa" dovete pagare il biglietto perchè il circolo mediatico continua..... con libri ,riviste,informazioni, istallazioni,teatro e manifestazioni artistiche il circo barnum sulle tragedie dei popoli DEVE continuare: Tanto è arte!!!!!!!!!!!
MA MI FACCIA (LEI) IL PIACERE(E NON LO DICE TOTO' MA IL SOTTOSCRITTO) CHE RIPETO SI FIRMA SEMPRE E HA IL CORAGGIO DI SOTTOSCRIVE QUANTO ANCHE SBAGLIANDO SOSTIENE E NON SI NASCONDE MAI DIETRO L'ANONIMATO COME FA' LEI.
SCUSI LA MIA DI FRANCHEZZA.NON SALUTO GLI ANONIMI PERCHE' NON SE LO MERITANO....
Rosario Spinello Firenze