Marzamemi, 20 giorni senza luce per un errore

MARZAMEMI - Un esercente di Marzamemi, G.C. titolare di un bar-gelateria accusa di negligenza l'Enel. L'esercente è rimasto per circa 20 giorni senza la normale erogazione energetica subendo danni ingenti dato che il materiale conservato all'interno delle celle frigorifere è andato irrimediabilmente a male. «L'esercizio era chiuso, -ha affermato il titolare- dato che io sono stato all'estero per un breve periodo. Durante la mia assenza è accaduto che, nonostante le bollette fossero state tutte regolarmente pagate, degli operai hanno proceduto al distacco dell'energia dall'esterno tranciando i fili. Il titolare di un esercizio vicino al mio mi ha riferito di avere visto gli operai che operavano la sospensione e di avere loro chiesto di prendere maggiori informazioni circa l'insolvenza magari rivolgendosi a mio fratello che opera a pochi metri di distanza. Gli operai però si sono rifiutati riferendo di avere l'ordine di distacco da eseguire». Al rientro dall'estero l'esercente ha scoperto i danni ed ha cercato di ricostruire la vicenda. L'Enel in realtà aveva emesso un ordine di stacco per un'abitazione privata vicina e disabitata, intestata ad un'altra persona. L'unica cosa che coincideva era il numero civico. «Mi chiedo come è possibile fare con tanta leggerezza sbagli simili, -ha affermato il titolare dell'esercizio commerciale. Ogni contatore ha un numero di utente e quello che importa soprattutto è che la mia è una fornitura per un esercizio commerciale mentre quella da staccare era una fornitura di privati. Non si sono accorti gli operai che stavano procedendo a sospendere la fornitura in un locale pubblico? Non si sono chiesti quali danni potevano arrecare? Credo che in simili casi, quando si ha a che fare con il lavoro delle persone, invece di procedere a cuor leggero si debbano usare molte cautele e tanto buon senso. Chiederò oltre i danni economici anche quelli morali poiché sono stati in molti a pensare che fossi moroso e che per questo il locale era chiuso. Mi devono risarcire».

Sa.Mar.
Fonte: LaSicilia.it il 28-01-2006 - Categoria: Cronaca

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