Mare caldo, ricompare il granchio americano

La zona di mare, che va da capo Xifonio (Augusta) a capo Passero (Pachino), ha ripreso il «granchio». Si tratta del granchio americano, una specie di crostaceo dei mari del sud. Questo conferma come ormai anche dalle noste parti il mare stia assumendo una connotazione tropicale. Ad evidenziare la ricomparsa, perchè di ricomparsa si tratta, del granchio americano è stato Enzo Parisi, della segreteria nazionale di Legambiente. «Si tratta - afferma Parisi - di un granchio che è molto apprezato ed è ricomparso sui banchi del nostro mercato di pesce e crostacei, dove lo si può acquistare. Questo granchio era molto comune negli anni Sessanta, allorchè, forse importato da qualche petroliera, si era diffuso in grande quantità in tutta la rada di Augusta. Poi, all'improvviso scomparve, forse perchè non aveva trovato il suo habitat naturale. Ora, è ritornato dopo circa 40 anni, e questo potrebbe essere accaduto perchè il nostro mare, anche a causa dell'effetto serra, ha una temperatura tale da ospitare, sempre di più specie di origine tropicale».
Ma non è solo il granchio americano a confermare che il nostro mare diventa sempre di più tropicale. Ci sono, infatti, altri elementi che evidenziano questo fenomeno.

Infatti, in qualche circostanza, come fa rilevare Enzo Parisi, è stata rinvenuta la vongola «Tapes philippinarum», oppure la «Caulerpa racimosa», un'alga, quest'ultima» che è molto diffusa, soprattutto nella zona dei pontili della raffineria Erg Med. La «Caulerpa racimosa» sta soppiantando la «Posidonia oceanica», pianta endemica del Mediterraneo, che è facilmente attaccabile. Anche la nostra zona di mare, quindi, non sta sfuggendo a quanto sta accadendo su gran parte del Mediterraneo, dove, negli ultimi anni gli esperti hanno notato specie provenienti da aree tropicali o sub-tropicali. In molti casi, spiegano gli esperti, arrivano attraverso il Canale di Suez e dal bacino del Nilo. «Soltanto - afferma Enzo Parisi - che mentre prima le stesse specie marine arrivavano lo stesso nella nostra zona di mare, come nel caso del granchio americano, non trovando un loro habitat naturale, non sopravvivevano. Invece, ora si moltiplicano, e velocemente. Per evitare danni irreparabili all'economia del Mediterraneo bisogna prendere dei provvedimenti urgenti».

Paolo Mangiafico
Fonte: LaSicilia.it il 11-08-2005 - Categoria: Cronaca

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