Mallia: "La costa si sta sgretolando"

È arrivato nel corso del convegno svoltosi a Marzamemi dal titolo "Dalla punta in su. Pachino, il territorio, le risorse e le potenzialità" l'allarme sull'erosione delle coste.
A lanciarlo è stato il giovane ingegnere per l'ambiente ed il territorio Pierpaolo Mallia che nel corso del suo intervento ha evidenziato i danni causati dalla progressiva erosione dei litorali in molte zone del pachinese che hanno portato addirittura alla scomparsa di alcune spiagge. Mallia, che collabora con l'Università di Bologna, ha inoltre illustrato le tecniche per la ricreazione degli arenili, chiamate tecnicamente "ripascimento costiero" e si è soffermato sull'importanza e sulla necessità della ricreazione delle dune sabbiose lungo gli arenili come unica tecnica idonea a frenare le energie sprigionatesi dalla violenza delle onde. Il problema, -ha dichiarato l'ingegnere Mallia- si verifica lungo un ampio tratto di costa che va dalle Concerie a Porto Ulisse, ed il risultato è la cancellazione delle spiagge. Le conseguenze tangibili sono la completa distruzione delle costruzioni che un tempo si affacciavano sugli arenili e che oggi danno direttamente sul mare. Le tecniche di ripascimento consentono in maniera artificiale di ripristinare lo status originario. Si tratta di trasportare con delle pompe della sabbia dello stesso tipo per granulometria e colorazione dai fondali marini alla riva e distribuirla in maniera uniforme secondo delle angolazioni ben studiate. Successivamente si dovrà procedere ad impiantare sulle dune create la così detta macchia tipica per evitare che la sabbia trasportata venga nuovamente trascinata via dalle onde.

La convenienza sarebbe non solo naturalistica, ma anche economica poiché avere più spiagge significa anche maggiori possibilità di lidi e salvaguardia delle costruzioni esistenti che rischiano la distruzione. Le conseguenza relative alla progressiva erosione delle coste risultano evidenti anche nella zona della Marinella a Marzamemi dove è già stata seriamente danneggiata una casa che si affaccia direttamente sul mare dato che il tratto di spiaggia è stato azzerato. «In quel caso, -ha dichiarato Mallia- si è proceduto a mettere dei grossi massi nella parte antistante, ma non è escluso un peggioramento della situazione». Dove invece la costa non subisce erosioni è nella parte della riserva di Vendicari, dove le dune risultano completamente intatte anche a seguito della macchia presente che ne trattiene l'erosione.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 26-08-2004 - Categoria: Cronaca

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Analisi della situazione costiera nel Promontorio.
Processi di antropici e degrado della fascia costiera.
Premessa
Un ringraziamento agli organizzatori di questo convegno "Dalla punta in sù" e all'analisi delle coste, di alcune, condotta con una sua relazione da parte dell'Ing. Pier Paolo Mallia di recente laureato a Bologna con una tesi sulla sistemazione idraulica e portuale del Porto fossa di Marzamemi. Vorrei ora delineare alcune direttive di analisi geografico territoriale che sicuramente partono da una area inscritta nelle quattro tavolette della IGM a scala 25.000 che comprendono l'area vasta della terza punta della Sicilia ( Visto che la Sicilia ne ha tre) . Ha una struttura geologica, imperniata sui monti iblei,che ne formano l'ossatura portante di questo singolare e ineguagliabile ambiente. Le sue variazioni e autoctone peculiarità morfologiche, geografiche, topografiche e ambientali che la caratterizzano sono di inestimabile e ineguagliabile pregio antropico-ambientale. Suddividendo, ora, l'area del Promontorio in relazione agli arenili( spiagge) esistenti e presenti nell'area, a partire da Porto Ulisse (Punta Castellazzo),possiamo elencare le spiagge nelle seguenti: Raneddi, Costa dell'Ambra, Concerie, Cuffara( commercialmente oggi denominata Carratois), isola Correnti 1, versante ovest e isola Correnti 2 versante est, Rada di Portopalo, Collo, Morghella, Corruggi, Calafarina, Porto fossa, Lido, Spinazza, Reitani, San Lorenzo, Fondo di Barche e Vendicari. Elencherò ora le spiagge che hanno dei problemi di erosione facendo una breve premessa geografica. Se le spiagge dove avvengono questi spostamenti di sabbia riguardano le aree portuali di Portopalo e Marzamemi: la prima causa di tutto ciò è senza dubbio la modificazione della struttura architettonica derivante dai moli costruiti. Che rispetto alle tradizionali direzione del modo ondoso e del vento, con la loro costruzione, sono stati introdotti elementi(moli frangiflutti ecc… ) che hanno fatto si che l’azione meccanica di natura eolica subisse delle variazioni di direzione: provocando i processi di erosione in atto.. E questa modificazione ha introdotto la erosione di parti di spiaggia in parti singolari del territorio. Per lo stesso principio a grande distanza lo stesso fenomeno si avvisa con la costruzione del Porto di Pozzallo: che per la sua grande proiezione sul mare ha determinato sicuramente modificazioni rilevanti al normale flusso dei moti ondosi e ventosi provenienti dal mare del canale di Sicilia occidentale.Questa è una concausa dei processi evidentissimi di erosione soprattutto della costa di Contrada Granelli fino alla torre degli americani( Ciappa). Mentre nella costa dell’Ambra i processi in atto sono leggermente più arretrati rispetto alla vera emergenza costituita dalla erosione profonda della spiaggia di Raneddi.
Come è evidente l'azione erosiva al Lido di Marzamemi: dove la costruzione del nuovo braccio di proseguimento della Balata ha introdotto l'elemento generatore delle variazioni del moto ondoso e ventoso nella baia di Marzamemi. Il quale ha intensificato, negli anni, l'azione erosiva della zona. Un'alta costante riscontrata per ciò che concerne la modificazione dell'assetto dunale e retrodunale e che lo stesso è direttamente proporzionale al grado di degrado e di rottura della fascia ecologica naturale di tenuta( Ginepro marino). Infatti si osserva a Raneddi, a Pantano Parrino (pantanello di Portopalo) e al lido di Marzamemi. Gli effetti antropici di modificazione della fascia costiera sono fattori di debolezza e che ora sono i fattori che agiscono direttamente proporzionali all' azione di penetrazione erosiva costiera. Pertanto il problema và affrontato tenendo conto anche di questo importante fattore ambientale generale.E la conferma ci è data dal resto delle spiagge del Promontorio: che non interessate da processi antropici e che mantengono il loro assetto originario. Non subendo sostanziali variazioni morfologiche: Vendicari, San Lorenzo, Calafarina, Carratois, ecc.. eccc. Pertanto alla luce di queste brevi note si può riassumere che l'azione erosiva prevalente è indotta da fattori antropici ( costruzione di bracci porti, moli, banchine ecc...)E dal degrado della fascia dunale e retrodunale. Se nel secondo caso la soluzione a medio e a lungo termine può essere tentata e risolta. Rimane pur sempre il problema irrisolto di come progettare i porti o ristrutturarli per lenire ed impedire efficacemente l'azione di erosione ondoso-eolica delle spiagge vicine. Questo è il vero punto fondamentale da cogliere nell'analisi di sintesi progettuale per risolvere in massima parte questo problema.
Dall'alto della terrazza dell'edificio militare nell'isola delle Correnti. Cordiali Saluti. Spiros