La ricerca degli antichi splendori

La Tonnara di Capo Passero, una delle più antiche esistenti in Italia, fortuna economica dei Bruno di Belmonte, gli pervenne attraverso le quote del padre e delle zie Preziosa e Concettina. L'aveva comprata il nonno Pietro, deputato alla Camera e imprenditore agricolo, colui che aveva commissionato al famoso architetto Ernesto Basile il Palazzo Bruno di Belmonte, sul corso Umberto, oggi sede municipale. Il nonno Pietro era grande amico di Francesco Crispi, così come il padre Cesare lo fu di Giovanni Giolitti. Aveva sposato una Modica di San Giovanni, discendente dei Principi di Villadorata, dai quali ereditò quote delle tonnare di Capo Passero e Marzamemi. Ma il nonno Pietro comprò tutte le quote di Capo Passero, in disuso, investendo ingenti capitali e ne venne poi ripagato ampiamente. La tonnara e la pesca sono stati motivo di attrazione per la stampa nazionale. Nel 1941 la rivista «La Lettura», del Corriere della Sera dedica un ampio servizio alla pesca del tonno in Sicilia e, in particolare alla tonnara di Capo Passero dei Bruno di Belmonte. Di proprietà dei Bruno è pure l'isoletta di Capo Passero, di notevole importanza naturalistica, e sulla quale insiste una fortezza araba-spagnola. Don Pietro di Belmonte ha cercato disperatamente di portare la tonnara agli antichi splendori, investendo capitali, ma i risultati, negli ultimi anni, solo deludenti.

Quando parlava di questi insuccessi gli occhi dell'ultimo «Gattopardo» diventavano lucidi: «Aspettare che tornino i tonni significa morire un poco alla volta. Questo per me significa sperare, il mare per me è tutto». La tonnara era legata anche sotto l'aspetto affettivo e religioso alla città di Ispica, in molti ancora amano parlare «Ro tunnu della Madonna delle Grazie». La famiglia soleva donare un tonno a sostegno dei festeggiamenti. Qualche anno addietro annunciava l'inizio del «Salpamento», cioè di avvolgere le reti d'acciaio di circa cento tonnellate per la chiusura della tonnara. «Ho il cuore che mi sanguina», con queste parole si era ritirato da questa sfida immane, stanco e deluso: per l'ultimo dei Gattopardi era l'inizio della fine, anche il mare amatissimo, gli aveva voltato le spalle.

D. F.
Fonte: LaSicilia.it il 27-02-2005 - Categoria: Cultura e spettacolo

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