«La giustizia s’insegna fuori dai tribunali»

«La giustizia s’insegna fuori dai tribunali» PACHINO - Di fronte ad una platea pienissima ed attenta nei locali del Kick Off 300 si è svolta la tavola rotonda sulla educazione alla legalità organizzata dall'associazione Città Etica. Relatore d'eccezione è stato Gherardo Colombo, ex magistrato di Milano e componente del pool di "Mani Pulite" durante gli anni di tangentopoli e dello scandalo sulle mazzette facili che scosse la vita politica italiana e l'opinione pubblica nazionale. Gherardo Colombo da qualche mese non esercita più la funzione di magistrato, ha infatti lasciato le aule di giustizia dopo oltre 33 anni di servizio per dedicarsi all'educazione alla legalità. In un religioso silenzio Colombo ha affascinato la platea con una ricostruzione storico-sociale e con continui riferimenti alla Carta costituzionale. «Perché la giustizia possa funzionare - ha affermato - è necessario fare molto fuori dalle aule di giustizia, impegnandosi nell'educazione alla cultura della legalità».

Colombo poi si è soffermato sul sistema giustizia che in Italia è piuttosto lento e funziona male. «C'è quasi da vergognarsi, i processi sono lunghissimi. Secondo alcuni studi pare infatti che la prescrizione arrivi in aiuto di coloro che hanno commesso dei reati nel 95% dei processi. Una cifra forse sovrastimata, -ha continuato l'ex magistrato, ma certamente si ha prescrizione nell'80% dei processi. Altre volte poi è il legislatore a venire in aiuto dei rei con la modifica delle leggi. Si cambiano così le regole in corsa e si vanifica tanto lavoro. Anche per questo ho deciso di lasciare in anticipo le aule giudiziarie, ritenendo sia più utile sollecitare la riflessione fuori dal palazzo di giustizia». Diverse poi le domande poste all'ex magistrato dalla platea. L'argomento più gettonato ovviamente è stato Tangentopoli. «L'operazione Mani pulite terminò - ha affermato l'ex magistrato - perché il senso della giustizia non è univoco per tutti. Ad un certo punto l'indagine rischiava di allargarsi troppo per scoprire che l'interesse personale a violare le regole è molto più ampia e diffusa rispetto a quanto non si possa credere». Non sono mancati anche gli interventi di Francesco Caruso che ha sottolineato come lasciare la magistratura per un giudice del calibro di Colombo potrebbe essere intesa quasi come una resa, mentre il consigliere Ignaccolo ha fatto riferimenti alla situazione politica pachinese.

Sa. Mar.
Fonte: LaSicilia.it il 21-09-2007 - Categoria: Cronaca

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