La giornata del rifugiato

PORTOPALO - Presentato il centro per richiedenti asilo avviato d'intesa con la cooperativa «Karol Wojtyla» .

Un incontro sul tema dei migranti, in occasione della giornata mondiale del rifugiato, si è svolto martedì nel salone parrocchiale della Chiesa San Gaetano. Nel corso di questa iniziativa è stato presentato alla cittadinanza il centro per rifugiati e richiedenti asilo attivato dal Comune di Portopalo in convenzione con la Cooperativa Sociale «Karol Wojtyla», attraverso un progetto presentato al Ministero dell'Interno e avviato da qualche mesi. A rappresentare l'amministrazione comunale è intervenuto il vicesindaco Michele Taccone che ha sottolineato la grande importanza di questo progetto e l'attenzione della comunità locale verso l'immigrazione e dei richiedenti asilo. Annarita Giarratana, direttrice del Centro di Portopalo, si è soffermata sui temi della giornata mondiale del rifugiato. «Il richiedente asilo – ha affermato – è un potenziale rifugiato. Difatti è colui che fuori dal proprio paese d'origine inoltra domanda per il riconoscimento dello status di rifugiato. Si tratta di una persona in pericola, dunque, costretta a fuggire dal proprio paese per un fondato timore di persecuzione a causa della sua razza, religione, nazionalità, per il gruppo sociale al quale appartiene o per le sue opinioni politiche». Attualmente il centro ospita soltanto adulti ma a breve arriveranno anche dei minori provenienti dall'Eritrea e giunti di recente a Portopalo via mare. «Gli ospiti del nostro centro – ha aggiunto la dottoressa Giarratana – a Portopalo sono conosciuti e, devo dire, anche voluti bene».

Un aspetto fondamentale per l'integrazione è la conoscenza della lingua italiana. A questo proposito si stanno attivando delle iniziative rivolte ai cinque cittadini del Togo già assegnati al centro.
Il parroco Palacino ha sottolineato proprio l'aspetto integrazione.
«La nostra comunità è molto accogliente – ha affermato il prete – e queste iniziative non fanno che confermare una realtà presente da molti anni a dispetto di tante false affermazioni fatte in passato ai nostri danni». Nel corso della giornata si è anche svolto un incontro amichevole di calcio a 5: da un lato la selezione del Togo dall'altro la squadra «over 19» della Polisportiva Savio guidata da Sebastiano Quattrocchi, qui nelle vesti di direttore di gara. Il risultato, per una volta, non contava. L'aspetto importante è stato uno solo: la condivisione di un momento di sport, solidarietà e fratellanza. Il tutto si è svolto in un clima di festa e alla presenza di un numeroso pubblico sugli spalti del campo oratoriale «Don Bosco» di via Tasca. Ha partecipato anche un prete della diocesi conolese di Butenbo-Beni, da qualche tempo a Rosolini. Dopo il match c'è stato inoltre un buffet con piatti tipici del Togo e dell'Eritrea. Insomma una festa multietnica dove non sono mancati i momenti di riflessione su un fenomeno di portata epocale, sul coraggio e il dramma di tanti esseri umani che sfidano le insidie del mare alla ricerca di un futuro migliore.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 22-06-2006 - Categoria: Cronaca

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