«Lì sotto c'è uno scheletro» Sigilli alla casa del sindaco.

«Lì sotto c'è uno scheletro» Sigilli alla casa del sindaco. PACHINO - I politici, si sa, qualche scheletro nell'armadio in genere ce l'hanno. Quello del sindaco di Pachino Paolo Bonaiuto però, potrebbe essere «custodito» addirittura in giardino. È questa la tesi degli inquirenti che ieri hanno proceduto ad eseguire sondaggi nella villetta del primo cittadino a Marzamemi, ove da qualche mese sono in corso opere di restauro. La decisione di effettuare ricerche approfondite «per cercare resti umani» tra le mura domestiche, sarebbe arrivata per ordine del pm Antonino Nicastro che giovedì pomeriggio ha disposto il sequestro dell'immobile apponendovi i sigilli e ordinando la sospensione dei lavori. La vicenda prenderebbe spunto da un esposto anonimo: «Gli operai che stanno lavorando nella villetta - avrebbe affermato il misterioso testimone - hanno trovato resti umani durante uno scasso creato per collegare alla rete fognaria gli scarichi dell'immobile». La fantasia pachinese si è subito scatenata, arrivando a ipotizzare il ritrovamento di un teschio immerso in una colata di cemento in puro stile mafioso o addirittura del rinvenimento dei corpi di pachinesi scomparsi alcuni decenni fa e mai ritrovati. Fatto sta, però, che all'immobile sono stati apposti i sigilli, e ieri le ricerche sono state eseguite in maniera più approfondita con l'intervento della polizia giudiziaria di Siracusa che ha effettuato dei rilievi mentre gli operrai della stessa ditta scavavano.
Alla fine, non è emerso nulla e per questo il primo cittadino, attraverso i suoi legali, chiederà l'immediato dissequestro dell'immobile. Ma gli inquirenti non sembrano ancora del tutto convinti.

Già nel pomeriggio di giovedì sarebbero stati sentiti gli operai della ditta che sta eseguendo i lavori e alcuni familiari degli stessi. L'estate pachinese e marzamemese, dunque, si apre all'insegna del giallo. «Manca solo che si materializzi Camilleri... »: il primo cittadino, ieri regolarmente al Comune, si è detto basito e sconcertato per quanto sta accadendo. Chiarendo che non si opporrà ad alcun tipo di sondaggio o prelievo scientifico sull'immobile. «La casa - afferma Bonaiuto - appartiene a mia moglie che l'ha ereditata dal padre. Fu costruita negli anni ‘70 sulle macerie di un grande palazzotto a due piani interamente demolito. Nei mesi scorsi peraltro, la ditta ha eseguito alcuni scavi, arrivando fino alle fondamenta per inserire dei rinforzi per sostenere il secondo piano. Durante queste operazioni nulla è emerso, tranne i detriti della vecchia costruzione. I lavori sono stati eseguiti a regola d'arte, in linea con i progetti regolarmente presentati e approvati, e che i progetti stessi non prevedono alcun... fantasma». L'inatteso stop dei lavori, tuttavia, potrebbe pregiudicare l'apertura, già annunciata, di un'attività commerciale all'interno dell'immobile, attività che, visto il punto strategico nel cuore del centro storico della frazione, era già indicata come di sicuro successo. Che c'entri qualcosa...?

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 23-06-2012 - Categoria: Cronaca

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