Jurato, il pittore della Balata

Jurato, il pittore della Balata L'artista Giovanni Jurato, nato a Scicli il 18 gennaio 1947, vive e lavora a Milano, in Via Fàa di Bruno,10 tanto da essere considerato un pittore di Brera, nonostante i lunghi soggiorni estivi ed invernali in Sicilia, precisamente a Scicli, suo paese natale, a Pachino, suo paese adottivo, in Via De Sanctis, 159, ed ad Avola, paese della moglie. Nel 1961 ha formato il Gruppo '61 insieme ai pittori C.Brancato, G.Calì, G. Deluca, G.Di Frenna, L.Micalef, T. Mallia; successivamente si è diplomato, alunno di Cassia e Scirpa, all'ISA(SR,'66) e nel 1972 ha eseguito alcuni lavori come disegnatore di tessuti per il mondo della moda a Brera.

Sua prima Collettiva: 1° Mostra Estate (Marzamemi,'63), successivamente al Circolo Endas (Floridia,'65), per poi proseguire con le grandi Collettive all'estero, all'Enit di Montreal, al Central Park di N.York, al Taidemuseum (Finlandia), al Corucheus (Lisbona), alla mostra dell'antiquariato di Nice, al Fiac di Parigi.

Sua prima Personale: Palazzo della Provincia (RG,'71). Ulteriori mostre degne di nota: Kursaal (Pallanza,'73), Centro Splendor (Milano,'74), Galleria Cherigato (Milano,'76), Il Portico (Pachino,'77), Galeria Brasiliana (Milano,'78), Galleria degli Artisti (Milano,'80), Galleria Romana 19 (Milano, '81), Arci (Pozzallo, '82), Expoarte (Bari,'84), Centro Galilei (Caserta, '85), Loggia della Balata (Marzamemi, '89), Galleria La Ginestra (CT,'90), Artecultura (Milano,'91), Palazzo De Leva (Modica,'91), Colegio dei Gesuiti (Caltagirone,'92), Circolo degli Artisti (Milano,'93), Chiesa S. Teresa (Scicli,'93), Biblioteca Comunale (Cassano d'Adda,'94), Estate Pechinese (Marzamemi, '96, 2000), D. L. Arte (Milano,'97), Galleria 8,75 (R.Emilia,'97), Palazzo Villadorata (Marzamemi,'99), SeleArt (Novegro,'99), Studio S. Marco (Novara,'01), Torino Espos.ni (Torino,'02), Banca Popolare(Novara,03), La Navicella (Milano,'03), Il Veliero (Marzamemi,'03,'04), Premio Scalia (Avola,'04), Galleria degli Artisti (Milano,'04), Pinacoteca (Pachino,'05).

Con i suoi blu cobalto, i suoi verdi indaco, i suoi pastosi e materici colori mediterranei, Giovanni Jurato, compaesano di Guccione, ha illustrato la sua Marzamemi, la Balata, il Porto, l'isola Brancati, Spinazza, Reitani, la campagna pachinese.
Pur soggiornando a Milano, il quasi sessantenne Jurato ha avuto sempre Pachino nel cuore e non ha mai trascurato occasione per ritornare nei luoghi della sua memoria, della sua infanzia.


Paolo Bonaiuto
Fonte: Modica.info il 30-06-2005 - Categoria: Cultura e spettacolo

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Umberto eco. Il Nome della Rosa

"Il principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio".




Siti in cui sono presenti pittori e opere di autori pachinesi....

Pachino Promontorio.index
Galleria Roma Siracusa
Paolo Bonaiuto Critico
Pachinoglobale.com
Rosario Ardilio.net


La prima manifestazione culturale che configura e costituisce ufficialmente una scuola pittorica del Promontorio è descritta e raffigurata, ci sono delle foto dell'epoca allegate, molto bene, in un libro redatto e scritto da Gaspare Calì.

Una manifestazione di cultura che vedeva coinvolta la meglio gioventù culturale, intellettuale,politica, sociale che si riuniva alla Tavernetta dei due Mari per dare l'annuncio e esporre l'idea, e della fattiva volontà, di costituire la formazione del Gruppo 6 ,gruppo pittorico pachinese e portopalese, dove l'idea di considerare nella sua unità il territorio, senza barriere, anticipa ed emancipa l'idea stessa del Pachino Promontorio.





Dobbiamo un grosso riconoscimento a chiunque si è cimentato nell'arte della raffigurazione pittorica,poichè essa costituisce un pilastro della presenza, costituzione, configurazione, ed esistenza di una scuola pachinese.

O meglio, nonostante i fermenti nuovi e della espressione della arte della pittura, sono diventati in molte casi testimonianze di quello che non c'è, o è in corso la sua perdita fisica materiale.

Questo succede con i Beni Culturali mobili ed immobili. Che come gli scieri e le muciare e tutto il materiale della tonnara dovrebbero essere oggetto di un vero e proprio progetto di recupero.

Il recupero di tutti gli oggetti che venivano utilizzati per fare funzionare la tonnara raccolti e con questi oggetti costituire trovando un filo logico per costruire e costituire un insieme museale delle attività di pesca del Tonno.

Poichè, credo che questa è una operazione di enorme importanza culturale e da prendere in considerazione per preservare e recuperare questo patrimonio che altrimenti potrebbe venire dissolto e distrutto per sempre.

Con i nuovi progetti di sistemazione delle pavimentazioni del borgo, ora in escuzione, nel corile arabo si assiste alla trasformazione migliorativa delle condizioni di utilizzo ed usufruizione degli questi spazi urbani. Un intervento positivo nel contesto di Marzamemi.

La pittura, qui ha agito ed agisce da condensatore di memoria e per questo assume significativa collaborazione per la formazione della visione generale del promontorio, dove i quadri sono da considerare come utilissimi flash e icone che configurano nel suo insieme il ricordo dell'oggetto che ha assunto nel tempo una immagine condivisa e riconoscibile immediatamente da tutti.

Da qui l'importanza della pittura come veicolo e motore della formazione dell'immagine riconosciuta dalla cultura e della sua evoluzione. Per certi versi la produzione culturale,riflette la cultura e veicola valori culturali locali molto importanti che si riflettono sulla socialità generale,spesso in modo fortemente negativo a livello di coesione sociale e politica. I continui disturbi alla amministrazione configurano un assetto di partiti e di personale incapace di avere un progetto condiviso unanime e dove prevale il particolare sul generale.

Per avere una visione più generale, è importante partire dal sito di Paolo Bonaiuto che come catalogatore in internet delle informazioni sul settore deve essere considerato la fonte generale.

Tuttavia, bisogna convenire che il primo a costruire un sito avente in oggetto i pittori locali è stata fatta da Rosario Ardilio, subito seguito,in quanto per certi versi se ne condividono gli obiettivi dal sottoscritto.
Magari facendo conoscere quello che non ufficiale cercando con questo di allargare l'indagine su tutto quello che esiste superando le barriere della appartenenza con una visione più ampia e di vasto respiro e laicamente documentare ciò che ci circonda ed esiste a livello pittorico.

Esistono, comunque, altri pittori, poco conosciuti, a scala locale, che hanno optato nelle loro produzioni, non del paesaggio, e le architetture e le marire: ma che hanno trovato nella loro produzione un filone di pittura, che al paesaggio, preferisce la figura umana come soggetto principale della ricerca.

Una pittura che ha meno impatto come gusti prevalenti,ma che sono da considerare molto importanti se vogliamo considerare tutto quello che esiste come pittura locale.

Molti giovani si cimentano nell'arte della pittura, o è una sparuta minoranza che pratica quest'arte.
Non ho percezione diretta della vita culturale biologica,di vita vera delle popolazioni locali, tuttavia dai molteplici fonti mi arriva una scarsa attenzione dei giovani verso questa forma d'arte che ritengo di estrema importanza formativa per i giovani e i meno giovani in genere.

Alcuni pittori hanno raggiunto livelli abbastanza alti di precisione e di espressione figurativa.
Per esempio, l'arte del pittore Sebastiano Guarrasi,che è abbastanza conosciuto all'estero e poco conosciuto in ambito locale.

Significative come richiamo al filone della pittura del paesaggio rimangono emblematici i quadri dello stesso autore sulle stagioni, vendemmia,la mietitura ecc. che restano, comunque, emblematiche per lo stile naif popolare siciliano con il quale sono stati realizzate le pitture.

La critica ufficiale non considera molto le sue produzioni e arte e ufficialmente non gli attribuisce nessun collegamento con l'arte colta, espressionistica della cultura ufficiosa e ufficiale che raffigura da anni le stesse architetture che finalmente sono riuscite a rendere di nuovo vive.


Inoltre segnalo l'opera di Federico, pittore eclettico, di cui non faccio il cognome, per mantenere la sua volontà alla privacy.
Una pittura innovativa sulla figura che si discosta molto della scuola pachinese, toccando soggetti assai lontani dalle solite marine e muri di Marzamemi che qualcuno ha riprodotto in forma cosi fedele tanto di essere arrivati con i colori imitato l'effetto dell' intonaco screpolato dei muri.

Effetti davvero straordinari se vogliamo, su cui battono le loro variegate pennellate e scientificamente, sullo stesso soggetto, tutti i vari autori locali.
Elencarli tutti è un compito a cui è difficile non cimentarsi e a partire da Tano Fortuna, che fu uno dei fautori e forse il più proficuo artista che oltre le tavole d'olio ha lasciato delle tracce sull'architettura locale tuttora esistenti e visibili a Pachino.
Una figura che non si può dimenticare se si vuole rifare la storia che viene completamente dimenticato dalla cultura locale ufficiale. Poi tutto lo stuolo dei vari autori che hanno dipinto in molte occasioni le architetture e i segni della vecchia Marzamemi e le sue atmosfere. Diversi autori, in eguale misura, hanno tratto da queste architetture oggetto delle loro opere che contribuiscono a formare l'immagine condivisa di quello che era ed è oggi Marzamemi.

Un sito che ha avuto una giusta riconoscenza da parte della storia che ora l'assedia come un castello incantato da cui ci si aspetta la favola e il sogno nel proseguire nel lieto avvenire della vita e da questa trarre testimonianza di una percezione scritta e viva del possibile futuro di Pachino.
Le opere di Jurato,Dugo,Napolitano,Calì,Mallia,Santuccio,Barone,ed altri costituiscono una scuola d'arte che a Pachino ha sempre avuto una buona tradizione. E da più parti arrivano significativi espressioni che con attenzione ne teniamo in debito conto per configurare una isione quanto più oggettivo possibile su tutto quello che esiste on -line sull'argomento.
Una ricerca bibliografica....

CONTROTENDENZA


Le opere di alcuni artisti locali sono poco conosciute perchè controcorrente e non suscettibili di essere esposte al pubblico. Non hanno mercato, o si accingono piano piano ad affermare un'altra forma di mercato che ha in oggetto un'altra forma espressiva completamente autonoma.
L'Opera di Bartolo Barone si discosta dalla ufficialità impressionistica dei maggiori pittori locali e provando a sperimentare, attraverso l'espressionismo, nuove soluzioni che gli conferisco un ruolo particolare nella ricerca pittorica locale.

Per testimoniandogli la diversa sua ricerca che è stata capace di raggiungere sempre maggiori e migliori risultati espressivi.
Affermando una controtendenza ufficiale e dove si sente come l'odore dell'erba bagnata dal campo della purezza della ricerca che è destinata, se si insiste, sul filone espressionistico ed interiore di ottenere risultati di un certo spessore.

La linearità e la scelta di soggetti difficili, oltre ad una mano prolissa e unica: ne contraddistinguono i caratteri innovativi e controcorrente della sua pittura.
L'opera di Santuccio che da marine interne e paludose ne lasciano intravvedere le intenzionalità oniriche, che collegate con una perfezione della mano di Bartolo lasciano una traccia nuova per chi ha un minimo di conoscenza della pittura locale che progredisce e avanza verso nuove dimensioni delle arti grafiche e pittoriche locali.



Corrado Brancato, che e gestisce la galleria Roma a Siracusa: è un'altro pittore pachinese che esprime la sua pittura attraverso la figura umana.
E molto spesso i risultati sono sorprendenti per la forte personalità dei soggetti che riesce a creare.
Insomma, voglio dire che esiste un variegato numero di pittori che sono stati catalogati, con grande sapienza e cronologico puntiglio scientifico, nel sito di Paolo Bonaiuto.

Tracce di un lavoro che intende raggiungere gli stessi obbiettivi. E da questo creare un unico progetto che permettesse l'immediato riscontro,percezione e catalogazione delle varie opere dei pittori locali e del Promontorio.

Credo sia arrivato il tempo di potere costruire un percorso unitario, per potere avere e disegnare una idea reale sulla progressione temporale di come storicamente si sono configurati e sviluppati le espressioni pittoriche dei vari i vari autori.
Riuscire a farlo, costituirebbe una pagina importante, e farlo con scientificità e imparzialità e darebbe un grosso contibuto alla "conoscenza" di tutto quello che esiste di arte,pittura, scultura ed altre forme espressive della pittura e dell'arte in generale nel Promontorio.
La raffigurazione pittorica del territorio, comunque, rimane, insieme ai documenti, "la base reale" che forma "l'essenza primaria e primordiale dell'immagine" che ognuno di noi si forma dentro alla propria individuale e unica memoria.






Io credo che uno il pittore che può essere considerato come capostipide di un certo modo di dipingere per come ne ha raffigurato il paesaggio locale è: Ettore Costa.

Egli ha trattato il territorio, i paesaggi,le marine,le architetture,la natura, la storia della memoria figurativa per primo traendo da quella l'arte della pittura locale che ha agito come attore pittore primigenio per il mantenimento della tradizione e della cultura della pittura locale.









Al di là della luce, che poi ogni pittore interpeta a modo suo, è la condivisione del paesaggio e delle marine e delle architetture di Marzamemi che hanno costituito il soggetto principale della ricerca che ha accomunato tutti i pittori locali. E qualcuno anche il resto del territorio.Portando alla testimonianza architetture ed ambienti rurali poco conosciuti dalla maggior parte dei cittadini e dai turisti e visitatori del nostro territorio.



In effetti su Marzamemi ,per certi aspetti, si è formato, più che una scuola, un mercato. Dove giustamente i vari pittori propongono alla vendita i loro lavori.Sarebbe un grosso guaio, per tutti, se non ci fossero.


E la presenza annuale estiva di bottege che espongono quadri e cercano di venderli ai turisti èè diventata una conseitudine che fa gioire ail cuore a chi trae da quei quadri ispirazioni notturne di quello che è e cosa rappresenta quel quadro come testimonianza ricca di un grande tesoro.

Per questo stretto rapporto che vedo connesso a livello gerarchio più ampio come anello cardine della percezione esterna di quello che questo territorio è in grado di esprimere in termini di nuovo approccio verso i nostri beni culturali.

Sotto questo aspetto bisogna avere chiaro un fatto, con internet è stato possibile fare conosce ad un pubblico più vasto quest'arte e anche in questo settore si è aperto un diverso modo di percepire e interagire con il territorio che aiuta ad avere una sensibiltà maggiore e sostenerlo per salvaguardarlo dalla scarsa sensibilità generale che tuttavia è ancora maggioranza nelle mente della cittadinanza.

E stenta ad essere utilizzata come motore per fare crescere la cultura e la sensibilità di molti nei riguardi del territorio e della natura e della cultura in generale.

Tuttavia si asuspica a partire dalle tante esperienze registrate di potere costituire una pagina, una memoria che traccia e fotografa la situazioni odierna come flash della memoria condivisa.
continua................

Cordiali Saluti,Spiros