"Impalcature abbandonate da anni" Il Castello di Portopalo è nel degrado

PORTOPALO - (sedi) Il castello cinquecentesco dell'isola di Capo Passero martoriato e frodato agli occhi di tutti. La fortezza costruita sull'isola nel sedicesimo secolo dal re di Spagna, Carlo V, segno storico tangibile della dominazione degli Aragonesi in Sicilia, rischia la totale distruzione a causa dello stato di fatiscenza in cui versa assieme all'intero lembo di terra in cui si erge. "Di fronte a tanta pietà - ha dichiarato il portopalese Emilio Gregori, proprietario di un hotel di fronte all'isola -, bisogna avere un enorme coraggio per entrarci dato lo stato di degrado del castello e di Capo Passero". Qualche anno fa ebbero inizio dei lavori di ristrutturazione della fortezza, finanziati dalla Regione. Di quegli interventi effettuati alla struttura rimangono ora solo le impalcature utilizzate, arrugginite ma ancora fissate alle pareti esterne del castello. Ma anche gli attrezzi della ditta appaltatrice sparsi per tutta l'isola e quintali di materiale di risulta abbandonato. "Mi chiedo se il nostro primo cittadino e le autorità competenti - continua Gregori - siano a conoscenza dello stato pietoso in cui versano le risorse archeologiche del nostro territorio. Basta osservare lo scempio commesso sull'isola di Capo Passero, il castello abbandonato, la casetta più piccola posta a fianco trasformata in contenitore di rifiuti, il muro del giardino della fortezza abbattuto, l'impalcatura lasciata a marcire.

Eppure, dovrebbe essere rispettato il vincolo paesaggistico sull'isola, tra le altre cose deturpata dall'immondizia". Una richiesta di intervento per salvaguardare l'isola dallo scempio che si sta compiendo, è stata effettuata dallo stesso Gregori, il quale ha inviato una lettera aperta indirizzata alla Soprintendenza ai Beni culturali di Siracusa, alla stazione carabinieri di Portopalo ed al sindaco Fernando Cammisuli. "Dobbiamo tutelare - conclude - la nostra storia ed il paesaggio per questo ritengo sia opportuno che venga reso pubblico il martirio che stanno subendo le aree archeologiche e naturali della costa portopalese".

Sebastiano Diamante
Fonte: GDS.it il 12-05-2005 - Categoria: Cronaca

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