Il vescovo Malandrino incontra la comunità di Marzamemi

MARZAMEMI - Prosegue la visita pastorale del vescovo mons. Giuseppe Malandrino. Nei giorni scorsi il prelato ha incontrato la piccola comunità marzamese. Nella frazione turistica, sovraffollata d'estate e con poche anime nei mesi invernali, la chiesa rappresenta un vessillo di comunità che va coltivato quasi fosse un bonsai. Ed è proprio il senso della comunità che è stato sottolineato del vescovo all'arrivo a Marzamemi «la chiesa rappre
senta il simbolo dell'unione, del raccoglimento e del lavoro di tanti anni, frutto di chi ha voluto un avamposto della comunità anche religiosa». Malandrino ha anche ricordato gli anni della sua gioventù e di quando era ragazzo e si recava nella frazione con la bicicletta, e la chiesa rappresentava un richiamo sicuro, diverso dai tanti richiami che la società offre e che si rivelano essere fuochi fatui. All'arrivo il vescovo è stato accolto dalla comunità di fedeli che, raccolta e stretta al parroco della chiesa, padre Celestino, mostrava tanta emozione per un
avvenimento che non è certo usuale, basti pensare che l'ultima visita pastorale nel borgo avvenne nei primi anni 90.

A presentare la comunità di Marzamemi è stato il presidente del Comitato Pro Marzamemi" Pasquale Aliffi. «Una comunità, - ha affermato Aliffi, figlia di alcune generazioni di pescatori, tonnaroti e calafatari che lavoravano per il principe di Villadorata. I ceppi familiari possono essere ricondotti ai Caldarella, ai Campisi e agli Aliffi. Molti dei pronipoti di queste persone, - ha continuato il presidente del comitato - oggi a Marzamemi hanno solo le seconde case e sono i così detti oriundi ma che portano ancora nel cuore l'orgoglio di essere marzamesi o per meglio dire Marzamaruoti». La presentazione della comunità spirituale al vescovo è stata fatta dal parroco che ha parlato di gente semplice e laboriosa che non manca agli appuntamenti spirituali. È invece toccato a Giuseppina Aliffi
presentare le attività collaterali alla chiesetta di Marzamemi, «attività, -ha detto Giuseppina Aliffi- fortemente caratterizzate dalla stagionalità che indubbiamente influenza anche la vita religiosa. D'estate la chiesa rappresenta un sicuro segno della fede ed alle messe all'aperto nella piazza Regina Margherita assistono anche più di 500 persone. Inoltre la sera la chiesa rimane aperta ed è sempre frequentata da tante persone che ritagliano 5 minuti del loro tempo per una preghiera.

SA.MAR.
Fonte: LaSicilia.it il 04-11-2005 - Categoria: Cronaca

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