Il serbatoio bloccato

Il serbatoio bloccato PACHINO - Rimane ancora fermo l'iter burocratico per la messa in funzione del nuovo serbatoio pensile della centrale idrica pachinese. Dopo l'annuncio avvenuto lo scorso inverno da parte dell'allora assessore ai lavori pubblici Paolino Greco e di uno di progettisti, l'ingegnere Marco Ruscica, sul completamento dei lavori e sull'imminente messa in funzione è calato il silenzio.
Un atteggiamento quasi sorprendente dopo che l'amministrazione progettava già la cerimonia di inaugurazione. L'entrata in funzione del nuovo recipiente viene puntualmente annunciata all'inizio di ogni estate e prospettata come opera risolutiva della carenza idrica, ma altrettanto puntualmente le aspettative vengono disattese. Nelle settimane scorse, l'iter del collaudo tecnico amministrativo iniziato lo scorso luglio si è bloccato.
L'ingegnere Santoro Tafuri, incaricato di compiere le necessarie verifiche circa la corrispondenza delle opere eseguite a quanto previsto sulla carta, è infatti nell'impossibilità di procedere al collaudo dato che al momento non gli è pervenuta la documentazione necessaria da parte degli uffici competenti ed in particolare da parte dell'ufficio tecnico. "Ho richiesto, -ha affermato Tafuri nei giorni scorsi- la documentazione dei collaudi fatti in precedenza sulle singole strutture effettuate in esecuzione degli stralci progettuali precedenti. Al momento dunque, in attesa della relativa documentazione, il collaudo iniziato nel mese di luglio rimane fermo". Stupisce dunque come insieme al conferimento dell'incarico l'amministrazione comunale non abbia dato per tempo l'input ai propri funzionari di trasmettere al professionista pachinese i relativi incartamenti. La situazione non appare chiara anche alla luce delle voci non confermate di alcune difformità dell'opera rispetto a quanto progettato, difformità che non garantirebbero la sicurezza degli impianti e sulle quali ci sarebbero degli esposti alle autorità competenti, e ciò sarebbe il vero motivo dello stop al serbatoio.

Secondo taluno però il collaudo tecnico-amministrativo sarebbe ininfluente per l'entrata in funzione dell'opera, bastando i semplici collaudi tecnici. Una tesi questa respinta dallo stesso Tafuri che invece ha sottolineato la necessità della verifica prima di dare il placet per la messa in funzione. È inoltre mistero circa la verifica mediante messa in funzione dei nuovi motori e delle condutture. Secondo quanto dichiararono Greco e Ruscica qualche mese fa le pompe erano state messe in funzione e tutto funzionava regolarmente compresi gli innesti con le condutture. Oggi invece nessuno dà conferma circa le prove tecniche effettuate. Dubbi inoltre sorgono in merito alla effettiva risoluzione dei problemi idrici della città. Secondo il collaudatore tecnico-amministrativo Santoro Tafuri infatti il problema delle crisi idriche della città non è dovuto né alla capienza del vecchio recipiente né all'altezza del vecchio serbatoio quindi le carenze non troverebbero soluzione con l'entrata in funzione della nuova struttura, deriverebbero piuttosto dalla quantità di acqua immessa nelle condutture. "Nei quartieri della piazza che sono quelli che soffrono maggiormente la penuria d'acqua, -ha dichiarato Tafuri- d'inverno il prezioso liquido arriva nei serbatoi anche senza l'ausilio dei motorini. Ciò significa che l'altezza del recipiente erogatore è sufficiente. D'estate quindi la carenza si verifica non per un problema di altezza ma per un problema di quantità. La soluzione dunque rimane quella di affittare o comprare altri pozzi che garantiscano un afflusso maggiore".

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 21-09-2005 - Categoria: Cronaca

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