Il sacrificio per l’Italia democratica

Il sacrificio per l’Italia democratica PORTOPALO - Ricordare i caduti, il loro sacrificio per un'Italia democratica e per trasmettere ai giovani d'oggi quel valore, spesso bistrattato, dell'amore per la nostra Patria. Questo il messaggio uscito ieri in occasione della celebrazione della giornata delle forze armate ed in ricordo dei caduti nelle due guerre mondiali, conflitti che insanguinarono il secolo scorso. La cerimonia, come ogni anno, si è svolta in via Vittorio Emanuele, nei pressi della lapide che ricorda proprio quanti persero la vita in guerra. Alla presenza delle autorità civili, religiose e militari (Marina Militare e Guardia di Finanza) e degli alunni dell'Istituto Comprensivo portopalese, guidati dai rispettivi insegnanti e dal dirigente scolastico Teodoro Bisonte. Il parroco di Portopalo, dopo la lettura di un passo del Vangelo, ha ricordato, oltre ai morti nelle due guerre, anche i tanti caduti dei giorni nostri, a cominciare dagli immigrati che perdono la vita in mare, nel tentativo di raggiungere le coste siciliane.

"I giovani - ha affermato il prete della parrocchia San Gaetano - hanno il dovere di soffermarsi su valori come la pace, la fratellanza e la solidarietà fra popoli. E' il modo migliore per onorare i nostri cari caduti in guerra". L'assessore Mirarchi ha ribadito "l'importanza del valore della Patria". Subito dopo è toccato al sindaco, Fernando Cammisuli, prendere la parola. Nel suo breve intervento, il primo cittadino ha allargato il suo ricordo, in occasione di questa giornata, anche a coloro che persero la vita in quella "guerra civile" che si combattè in Italia" dopo l'armistizio con gli Alleati, i morti per le stragi negli "anni di piombo" e i caduti italiani nelle "Missioni di Pace" in Afghanistan e in Iraq. "Abbiamo l'obbligo, il dovere - ha sottolineato il sindaco di Portopalo - di soffermarci e riflettere su questi fatti, cercando di trasmettere alle giovani generazioni il ricordo e i veri valori del vivere civile, nel rispetto degli altri". Un trombettista ha intonato il "Silenzio" mentre un militare leggeva, uno ad uno, i nomi dei soldati portopalesi caduti nel primo e nel secondo conflitto mondiale. Nomi scolpiti in una lapide illuminata da una piccola, perenne luce.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 05-11-2006 - Categoria: Cronaca

Lascia il tuo commento
Cerca su PachinoGlobale.net