Il processo sul naufragio riprende oggi

Quella di questa mattina davanti ai giudici della Corte d'Assise, dovrebbe essere l'udienza d'avvio del processo a carico del comandante della motonave «Yohan», Youssef El Hallal, e del pakistano nazionalizzato maltese Sheik Ahmed Turab, chiamati a difendersi dalla pesantissima accusa di omicidio volontario come dolo eventuale. Un'ipotesi delittuosa che i magistrati della Procura della Repubblica, Roberto Campisi e Paola Vallario, hanno contestato ai due imputati perchè li considerano i principali artefici del tragico naufragio avvenuto la notte della vigilia di Natale del 1996 a 19 miglia dalla costa di Portopalo e che fece registrare l'annegamento di ben 283 passeggeri tutti di nazionalità indiana e pakistana. Al processo, sempre che quella odierna sia la volta buona per l'avvio del dibattimento, non saranno presenti nè il comandante della «Yohan», che sarà rappresentato dal suo difensore di fiducia, avvocato Francesco Comi, nè il pakistano.maltese Turab, a sua volta rappresentato dall'avvocato Giuseppe Cristiano. Il comandante non si presenterà davanti alla Corte, nonostante sia riuscito a ottenere il beneficio della scarcerazione determinata dalla decisione del Tribunale di Blois, in Francia, di non accogliere la richiesta di estradizione presentata dalla Procura Generale della Corte d'Appello di Catania e dal Ministero della Giustizia. Il comandante El Hallal preferisce restarsene in Francia da dove seguirà, con contatti telefonici con il suo difensore, le fasi del processo. Altrettanta scelta ha fatto il pakistano nazionalizzato maltese Turab che, dopo essere stato scarcerato dal Giudice per l'udienza preliminare Monica Marchionni, ha fatto perdere ogni sua traccia con gli organismi della giustizia italiana, ma non con il suo difensore, avvocato Cristiano. Contro l'avvio del dibattimento si batterà il difensore del comandante della motonave «Yohan».

L'avvocato Francesco Comi, infatti, ha intenzione di presentare delle eccezioni preliminari una delle quali tesa a far dichiarare la Corte d'Assise incompetente a giudicare sia il suo assistito che il pakistano-maltese. Secondo il penalista, la competenza non spetta alla magistratura siracusana bensì o a quella di Reggio Calabria nel cui porto la motonave «Yohan» attraccò dopo il tragico naufragio della vigilia di Natale 1996 o a quella di Sanremo città nella quale venne condotto per essere rinchiuso in carcere il suo cliente dopo la prima estradizione decisa dalle autorità francesi, quando El Hallal si vedeva contestare il reato di omicidio colposo plurimo. Contro la tesi dell'avvocato Comi si batterà il Pubblico Ministero Paola Vallario che, richiamandosi alla decisione emessa dal Gup Marchionni che attribuiva la competenza della giurisdizione alla Corte d'Assise di Siracusa, sosterrà la legittimità di quel provvedimento. Se la Corte d'Assise (presidente, Romualdo Benanti; a latere, Giuseppe Artino Innaria) dovesse rigettare la richiesta dell'avvocato Comi, il processo avrà regolarmente inizio con la relazione introduttiva del Pubblico Ministero e con la comunicazione dei mezzi di prova attraverso i quali intenderà dimostrare la penale responsabilità sia del comandante della «Yohan» sia del pakistano-maltese.

Pino Guastella
Fonte: LaSicilia.it il 29-01-2004 - Categoria: Cronaca

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