Il Forum, solo l'inizio di un lungo percorso

Siamo alle battute conclusive per il Summit internazionale sulla libertà di informazione che si concluderà domani. A Tunisi infuriano le polemiche, da una parte gli oppositori al regime di Ben Alì, che chiedono a gran voce libertà civili e di espressione, dall’altra, il caso del segretario generale di Rsf, Menard, a cui è stato impedito l’accesso al summit.
Abbiamo avuto modo di raccogliere la testimonianza dell’On. Vincenzo Vita, giunto al Summit come rappresentante UPI (unione delle province italiane).

"Il world summit si avvia alle battute conclusive c’è ancora qualche fermento a causa di alcuni atteggiamenti di attacco alla libertà di informazione tenuto dal governo tunisino nei giorni passati.

Ieri una nostra delegazione è andata all’assemblea del comitato per le libertà e per i diritti … sicuramente non può sussistere un world summit sulla libertà di informazione se non viene tutelato il bene primario, l’esercizio della libertà di espressione.

Quanto al compromesso che si è profilato e che sarà formalmente varato domani da Kofi Annan, è solo un primo passo, la strada è ancora lunga: si tratta di un’intesa un po’ fragile e ancora troppo generica, nelle modalità di evoluzione, che ha però un approccio positivo, ovvero il superamento del vecchio organismo privato, con sede in California, la Icann.

La Icann nacque come punto di riferimento di Internet quando la rete era ancora piccola e pionieristica, ora serve tutt’altro, non un ruolo di controllo da parte dei governi (come vorrebbero Iran e Cina, per esempio) e neppure un organismo di tipo tradizionale delle Nazioni Unite, escluso dallo stesso Kofi Annan; serve piuttosto la costruzione di un’autorità mondiale per le comunicazioni che sia luogo di riferimento per le garanzie dei cittadini, del villaggio globale, per la tutela della libertà di espressione, per la battaglia concreta contro il digital divide, questo anche attraverso un fondo capace di intervenire materialmente.

Al riguardo, l’Unione delle province italiane, ha presentato due proposte: l’una volta al gemellaggio attivo tra le province del nord e del sud del mondo (ogni provincia si può far carico di un altro territorio suo omologo in una zona povera) l’altra, invece, è quella di destinare, annualmente, una piccola percentuale delle gare d’appalto per implementare il fondo per la solidarietà digitale che già si è costituito attraverso l’opera di numerose municipalità riunitesi in un summit preparatorio la settimana scorsa a Bilbao.

Il forum che è stato proposto per superare l’Icann, è da salutare come l’inizio di un percorso ed è fondamentale, come ha sottolineato anche il Ministro Stanca, che veda un ruolo attivo da parte dell’Europa.

Va aggiunto, che, oltre ai governi, devono partecipare a questo processo le autonomie locali, gli organismi non governativi e le associazioni della società civile, affinché “la rete delle reti”sia davvero il territorio dei diritti, della libertà e della crescita culturale.

In tal senso è indifferibile una vasta opera di formazione e di alfabetizzazione informatica e digitale".

In rapporto alla vicenda di Menard, aggiunge, infine:" Desta davvero inquietudine il grave atto con cui le autorità tunisine hanno negato l’ingresso nel paese a Robert Menard, segretario generale di Reporter Senza Frontiere. Non si può parlare di società dell’informazione attraverso un così complesso e importante summit internazionale e non garantire regole minime di libertà, a partire da quella di informazione. C’è solo da augurarsi che l’incidente abbia una immediata soluzione e che a Robert Menard sia permesso di partecipare ai lavori del Vertice di Tunisi."
Fonte: Articolo21.info il 19-11-2005 - Categoria: Cronaca

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