Il destino del «Silvio Pellico» e la richiesta degli studenti

PACHINO - “Il comune è il massimo responsabile del livello di civiltà di un centro urbano, occorre quindi intervenire in maniera energica sui temi che incidono in modo determinante sulla qualità della vita dei cittadini, a partire dalla realizzazione di una Casa Comune in cui concentrare uffici e servizi (nuovo palazzo comunale)”. È questa la frase usata dal sindaco Giuseppe Campisi nel suo programma elettorale, frase che oggi rischia di dar vita a dissapori tra la dirigenza del primo istituto comprensivo e la casa municipale. Oggetto della tensione venutasi a creare, secondo quanto riferito dal sindaco in seno ad un incontro promosso dall'associazione Città Etica, sarebbe stata una domanda che gli alunni della scuola primaria avrebbero voluto porre al sindaco in un incontro pubblico che l'istituto ha organizzato. La richiesta era quella di far impegnare il primo cittadino a lasciare inalterati i locali della scuola che hanno sede in uno dei pochissimi palazzi storici della città, dando la sua parola di non utilizzare i locali comunali come futura sede per gli uffici municipali, e di non trasferire altrove le aule scolastiche.

“Si tratta di un impegno che non posso prendere, -ha affermato Campisi- poiché quello di trovare una nuova sistemazione per gli uffici municipali è un preciso impegno del mio programma elettorale. Non posso dunque fare una promessa di questo tipo”. In realtà il programma del sindaco non prevede espressamente l'uso dell'istituto Pellico quale sede del palazzo di città. Quasi tutti i candidati a sindaco nelle passate elezioni amministrative però avevano individuato nel plesso scolastico comunemente indicato come “Scuole vecchie” la sede ideale ove ubicare la residenza municipale. La struttura infatti avrebbe tutte le caratteristiche necessarie per ospitare il palazzo di città. Si tratta infatti di un edificio storico ed architettonicamente prestigioso. Anche l'ampiezza potrebbe risultare adatta, e solo piccole modifiche strutturali interne oltre che la realizzazione delle necessarie reti informatiche ed elettriche potrebbero rendere l'edificio idoneo ad ospitare in un'unica sede tutti gli uffici comunali ad oggi sparsi per il territorio. Una sede unica avrebbe anche il vantaggio di evitare gli affitti che il comune è costretto a pagare mensilmente ed eviterebbe il problema delle sedi staccate. Sarebbe anche risolto il problema legato all'ubicazione dell'ufficio tributi di via Tasca. Il proprietario infatti avrebbe notificato alla casa municipale la volontà di interrompere il rapporto di locazione e, a meno di proroghe, fra qualche mese il comune sarà costretto a rilasciare i locali. Forse da questo episodio è stata rivalutata l'ipotesi di un possibile cambio di destinazione dei prestigiosi locali che ospitano il primo istituto comprensivo di via Cirinnà.

Sa.Mar.
Fonte: LaSicilia.it il 27-02-2007 - Categoria: Cronaca

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