«Il consorzio non ci tutela»

«Il consorzio non ci tutela» PACHINO - È scontro aperto tra i i piccoli produttori ortofrutticoli pachinesi ed il consorzio Igp Pomodoro di Pachino. I piccoli produttori, riuniti nell'associazione di categoria As.Ser. accusano il consorzio di trascurare le piccole aziende agricole a conduzione familiare e ritengono la loro presenza ininfluente nelle decisioni del consorzio. Una dimostrazione di ciò sarebbe evidente nell'assegnazione dei voti spendibili in seno all'assemblea, voti che verrebbero assegnati in base alla quantità di prodotto commercializzato sotto il marchio Igp. «E' chiaro, -ha affermato Aldo Beninato- che a commercializzare una quantità maggiore di prodotto sono i grandi produttori e i commercianti iscritti al consorzio, che non fanno l'interesse dei piccoli produttori». Altra contestazione è relativa al riconoscimento di venti centesimi di euro in più assicurate, per decisione del consorzio, da alcune aziende ai produttori, per ciascun chilo di prodotto commercializzato sotto le insegne del marchio. «Venti centesimi in più partendo da quale base? -ha continuato Bennato- A Pachino non esiste un organo che fissa un prezzo, per cui la maggiorazione da quale prezzo parte»". L'As.Ser ha inoltre emesso un comunicato con il quale vengono fatte delle osservazioni relative a quando si usava un generico marchio «Pachino» fino al riconoscimento Igp.

«Il marchio ha fatto subito gola, -scrivono gli aderenti As.Ser., ma non sempre è stato sfruttato tenendo in considerazione i vantaggi sociali». Si lamenta inoltre che in alcune occasioni il consorzio non avrebbe accettato il confronto, come nello scorso gennaio quando solo due centri di confezionamento furono presenti all'incontro con un funzionario del ministero delle politiche agricole. Secondo Giorgio Morana, portavoce dell'As.Ser inoltre, all'interno del consorzio manca la voce dei piccoli produttori, dato che il commercialista Lorefice (che fa parte dell'As.Ser.) sarebbe stato chiamato come revisore contabile del consorzio per motivi che prescindono da compiti di rappresentanza delle istanze dei produttori. Dura la replica all'Asser da parte del consorzio che con Chiaramida ha affermato: «E' il mercato che stritola il piccolo produttore, non il consorzio di tutela. Il consorzio di questi mali non è la causa, ma, semmai, la cura. Le accuse che ci vengono rivolte sono così generiche che sorge il dubbio si tratti di pretesti elettorali. Al consorzio oggi aderiscono soprattutto quelli che l'Asser definisce «grossi imprenditori», ma aderiscono anche imprese singole e associate, cooperative e organizzazioni di produttori. Ma nessuno ha mai impedito ai piccoli di aderire, e di conquistarsi la giusta rappresentanza all'interno del Consorzio. A tutt'oggi invece non risulta che alcuno dei componenti dell'As.Ser. sia socio del consorzio. E' evidente pertanto che si tratta di accuse ridicole e infondate, demagogiche e populistiche fatte da gente che ama contestare tutto e tutti per mettersi in mostra». Per Chiaramida considerare i grossi imprenditori «controparte» è anacronistico.

Salvatore Marziano

Fonte:
http://giornale.lasicilia.it/giornale/1805/SR1805/SR/SR05/05.html
Fonte: LaSicilia.it il 18-05-2009 - Categoria: Cronaca

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