Il bilancio finisce in Procura

Il bilancio finisce in Procura PACHINO - Il collegio dei revisori dei conti muta il proprio parere dopo due bocciature di fila del bilancio di previsione 2008 e i consiglieri comunali Gambuzza, Blundo e Baglivo mandano gli incartamenti sui conti pubblici alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. Assume uno scenario giudiziario dunque la vicenda del bilancio di previsione non ancora approvato dal civico consesso nonostante la scadenza naturale fosse stata fissata per maggio. Quello che si sta consumando sui conti appare un vero e proprio braccio di ferro, combattuto a suon di pareri, richieste, osservazioni. Sullo sfondo c'è l'ombra del dissesto economico, qualche mese fa prospettato anche dallo stesso sindaco Campisi. L'emergenza poi rientrò dopo un accurato esame dei conti. Il collegio dei revisori intanto, chiamato ad esprimere il suo terzo parere a mandato ormai ampiamente scaduto (giorno 23 è stato convocato il consiglio per la designazione dei nuovi componenti), ha mutato il proprio parere dando via libera ai conti comunali anche se con molte perplessità. Il collegio contabile di fatto ha confermato tutte le proprie valutazioni negative sui conti comunali, valutazioni che si basano essenzialmente su una bocciatura in toto per quanto riguarda l'aumento del 60% della tassa sui rifiuti solidi urbani.

Perplessità sono state manifestate sempre per la previsione degli incassi derivanti dagli oneri di urbanizzazione nonostante l'amministrazione abbia ridotto la previsione di entrata rispetto alla precedente proposta, e non sono mancate le titubanze sulle spese dovute per il personale che vanno in controtendenza rispetto agli indirizzi di una politica di contenimento delle spese. «Preso atto del dietrofront dei revisori - hanno affermato i consiglieri Gambuzza, Blundo e Baglivo - dovendo procedere in maniera serena all'esame del bilancio in consiglio che a questo punto ha dei pareri contraddittori da parte dell'organo contabile, abbiamo chiesto all'assessorato regionale alle autonomie locali , alla Corte dei Conti ed alla Procura di verificare la situazione onde evitare che anche a Pachino si verificasse una situazione analoga a quella creatasi al comune di Catania». A difendere la legittimità degli atti è ancora una volta il funzionario responsabile dei conti comunali Vincenzo Blundo che ieri ha reso noto l'esito di un parere chiesto dalla casa municipale sulla legittimità degli atti al ministero delle finanze e che ha confermato l'assenza di illegittimità nell'azione municipale.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 20-08-2008 - Categoria: Politica

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Pur apprezzando la coerenza del ragionamento -"i revisori sono un organo tecnico etc."- nel commento che precede, non posso esimermi (anche per la stima verso Giancarlo Barone) dal rilevare alcune cosette.

E, sorpresa, non inizio dal fiele che chiude la sua glossa, ma proprio dal cuore di quest'ultima.

Noto, qui come altrove, quello che definirei un certo "istituzionalismo", altrove riscontrato (mi riferisco all'ultimo commento di Nino Gullotta), e degno -probabilmente- di migliore causa.

Mi riferisco, insomma, alla difesa d'ufficio dell'istituzione ("c'è un Sindaco, non votiamogli contro", c'è un "organo tecnico", le sue parole sono vangelo o quasi), che spesso non coglie nel segno.

Il vero problema -infatti- è il merito delle scelte che si fanno, degli atti che si compiono, delle motivazioni che si appongono agli stessi atti.

Se è vero quel che mi si dice, i revisori -nella fattispecie- hanno fornito il parere positivo senza che, in fondo, sia cambiato molto: sono cambiate -come riporta fedelmente Salvatore Marziano- le cifre per gli oneri di urbanizzazione, di molto ridotte nel nuovo schema esitato dalla Giunta.

Ma, come nota l'articolista, è rimasta intonsa l'odiosa -verrebbe da dire "naturalmente impopolare"- misura dell'aumento del 60% della TARSU, che i revisori (e non solo Rinascita) continuano a definire anche illegittima.

Da qui -e dall'altra critica, di merito, riportata dall'articolo sulla previsione (evidentemente in aumento) "sulle spese dovute per il personale che vanno in controtendenza rispetto agli indirizzi di una politica di contenimento delle spese"- il disorientamento per il parere positivo reso adesso dal Collegio dei Revisori.

Il quale (e si tratta di logica, anche se non strettamente numerica, non certo di politica) aveva bocciato il primo schema per due motivi, uno dei quali resta -l'aumento della spazzatura- ancora sul terreno.

Senza dire che -cosa che Giancarlo sa bene- i pareri si chiamano così, appunto, perchè non esprimono certezze assolute, ma si prestano (eccome!) alle interpretazioni di chi li fornisce oltre che a quelle di chi li legge.

Logico che si prestino -e mi dicono che sia stato questo il caso, ma non ci sarebbe nulla di male!- anche all'uso di perifrasi meno brutali o schiette, ad un periodare difficile e da rileggere più volte, ad espressioni che servono a meglio distinguere, precisare, puntualizzare, come a lasciare sospesi....

Così, quindi, com'è legittimo per i revisori dei conti rivedere il proprio parere (sfumandolo), lo è senz'altro sottoporlo a critica, purchè come nel caso, motivata.

A meno, appunto, di non voler cadere nell' "istituzionalismo" di cui parlavo. Obiettivo ammirevole, per carità. Ma così poco praticato -oggigiorno- da chi in molti campi ci rappresenta da risultare "stonato" (come tutti gli opposti estremi) e, soprattutto, fuorviante.

Cordialità tutte,
Sebastiano Mallia

p.s. Quello che dico qui è, appunto, un post perchè mi premeva di più dare rilievo a quanto ho detto prima.

Ciò non toglie che, fra i tanti mali che ci affliggono, ci sia l'asincronia che spesso caratterizza il modo di riferirsi alle responsabilità politiche.

Cosa c'entri -infatti- la richiesta di vederci un po' più chiaro nel bilancio con le responsabilità di Rinascita è di elementare decifrazione: nell'articolo si parla di Rinascita (anzi parla -come purtroppo succede solo a Pachino- solo Rinascita, laddove sarebbe interessante conoscere il parere del PD e di altri partiti sul bilancio...) e, quindi, per randellare Rinascita si ritorna alla faccenda dei Sindaci...

Bene, volendo prescindere dal fatto che non ci siamo mai nascosti le nostre responsabilità, è appena il caso di ricordare che (nel 2006) con noi "sbagliarono" la maggioranza dei Pachinesi (due volte a quindici giorni di distanza).

E' rispetto ed amore per le istituzioni anche questo, in quanto riferito alla volontà popolare che va rispettata (anche, credimi per esperienza sulla mia pelle, quando non ci favorisce....).

Il punto è un'altro: da tempo all'errore di chi ha sbagliato due anni fa, si somma il perseverare attuale di qualcun altro.

Perserverare fatto anche di avalli silenziosi all'aumento della TARSU, per esempio, oggetto della critica di Rinascita.

Se poi questo è buttare "fumo" per ergersi a protagonisti della scena politica, lascio giudicare a chi ci legge.

A me è parso, più che altro, uno dei pochi modi con i quali, a Pachino, si fa opposizione.
Essendo la stima nei confronti di Sebastiano Mallia assolutamente ricambiata ed essendo lui un interlocutore di ben altro spessore intellettuale e morale rispetto ad alcuni "avventori del web", chiarisco prendendo lo spunto dall'ultimissima frase del suo commento (A me è parso, più che altro, uno dei pochi modi con i quali, a Pachino, si fa opposizione).
Ecco, appunto, fare opposizione. Con il rischio di sembrare ancora "istituzionale", mi sono chiesto: ma prima di attenzionare Assessorato Regionale agli EE.LL., la Corte dei Conti e la Procura della Repubblica di Siracusa, i consgilieri non hanno l'obbligo di leggersi il bilancio loro trasmesso, gli allegati ed i relativi pareri, formarsi un'opinione e votare o non votare il suddetto bilancio, assumendosi la responsabilità "istituzionale" e politica del loro voto?
Per quanto ne sò (ma potrei sbagliarmi) ai consiglieri è stato trasmesso n.1 bilancio e non tre con tre diversi pareri. Il resto è cronaca e politica giornalistica che giustamente ci ha informato del travagliato iter per la formazione del bilancio e di quanto (istituzionalmente) eccepito dai revisori per addivenire ad una proposta ora trasmessa ai consiglieri.
Secondo i consiglieri di Rinascita tutte le istituzioni chiamate in causa si dovranno occupare del bilancio ufficialmente trasmesso ai consiglieri o di tutte le bozze ed i pareri che si sono succeduti nell'iter?
In questa idea di opposizione ci vedo un indebolimento degli organi istituzionali (Collegio dei Revisori e Consiglio Comunale) ed è una cosa che non mi piace, così come del resto non riesco a capacitarmi dello scempio che si fà delle istituzioni ad ogni livello (nazionale, regionale e locale) nella bruttissima Italia di oggi.
Colgo l'accenno di Sebastiano alla esigenza che l'opposizione venga anche da altre forze politiche, facendo l'espresso riferimento al PD, ma sa bene anche lui che il PD (locale ma anche nazionale) risulta attualmente lacerato da troppe correnti o fazioni (tant'è che in qualità di portavoce ho formalmente rassegnato le mie dimissioni non riuscendo più a capire di chi avrei dovuto essere portavoce).
Ammetto, infine, "il fiele che chiudeva la mia glossa" con riferimento alle responsabilità di Rinascita in relazione all'elezione del Sindaco.
E' un sassolino nella scarpa che ho da tempo e vorrei proprio che ci si possa confrontare sul fatto che la storia di Rinascita, a parte una iniziale speranza per una "primavera di rinascita", in qualche modo coincide anche con il peggior periodo amministrativo che questo comune ha forse mai conosciuto. Innegabilmente gli ultimi quindici anni sono stati solo anni di macerie dal punto di vista politico ed amministrativo, ed hanno visto l'intero territorio circostante (intendo gli altri comuni), che peraltro non possono competere con le nostre potenzialità economica, sopravanzare Pachino.
In tutto questo non si può certamente caricare Rinascita di tutte le responsabilità, ma non si può neanche non ritenerla compartecipe.
Cordialmente.
Giancarlo Barone.
Comunque sia e qualnque sia il lavoro del Collegio dei Revisori NON DOVREBBE mai finire in Procura.

Per i fatti come sono successi gli unici ad andare a finire in Procura sono i comportamenti del Presidente del Consiglio che pur ricevendosi la carpetta con il PEG nulla ha detto sino a quando la Consigliere Costa, dopo 8 giorni, non ha fatto rilevare l'errore che non è un errore perchè come detto e scritto negli atti del Consiglio Comunale dell'altro giorno "Rinascita" vuole il PEG anche se è un atto figlio del Bilancio ed il Bilancio è quello che ancora non è stato nemmeno discusso dall'organo consiliare che lo deve approvare con o senza emendamenti...!!!!

La verità è che "Rinascita" ci ha tentato a truccare le carte mandando il PEG e non il BIlancio così nel giorno del Consiglio Comunale avrebbe potuto chiedere la nullità della seduta perchè gli uffici comunali non avevano inviato il Bilancio di Previsione che è l'unico documento su cui il Consiglio è chiamato a pronuncirsi col suo voto...!!!!

Alla luce di questi fatti e delle richieste fatte dal Consilgiere Comunale Gambuzza e Blundo nella seduta consiliare dell'altra sera, essi chiedono che il PEG sia inviato nuovamente dagli Uffici a tutti i Consiglieri comunali e badate bene, contestualmente hanno chiesto che i 15 giorni di tempo ricomincino a decorrere perchè i consiglieri comunali abbiano la possibilità di incidere sui capitoli di spesa e non sugli interventi e sulle risorse che sono gli elementi di base del bilancio....!!!!

In conclusione i componenti di "Rinascita" vogliono ritardare fino all'esasperazione, anche utilizzando sistemi contro la legge, l'approvazione del bilancio perchè solo così possono immobilizzare l'attività di spesa del Sindaco e dell'Amministrazione attiva del Comune di Pachino...!!!

I Pachinesi devono sapere che i veri nemici dei cittadini di Pachino, della politica e dello sviluppo sono solo quelli di "Rinascita" che ingessano l'attività amministrativa con sistemi da codice penale....!!!

Giuseppe Cambareri