I sindacati contro l'Asl 8

«L'Asl 8 mortifica ancora una volta gli utenti dimostrando poca conoscenza del territorio». E' dura la presa di posizione di Enzo Scatà segretario generale della Ust Cisl sulla proposta di accorpamento delle guardie mediche. Un provvedimento, secondo Scatà, adottato senza alcuna concertazione, che mortifica alcune zone della provincia e gli utenti in generale. Non piace insomma il piano di razionalizzazione sottoposto alle comunità interessate a ridosso della scadenza dei termini ultimi fissati dal decreto Cittadini del 30 settembre scorso. «Una decisione – dice Enzo Scatà – presa dal direttore generale senza alcun preventivo incontro con le parti sociali e che, così come formulata, mira a penalizzare fortemente i cittadini del comprensorio montano, in particolar modo quelli di Cassaro, Buscemi e Testa dell'Acqua, nonché quelli di Portopalo».

Nella proposta inviata ai sindaci lo scorso 29 novembre, l'Asl propone l'accorpamento della guardia medica di Cassaro a Ferla, di Buscemi a Palazzolo, di Testa dell'Acqua a Noto e di Portopalo a Pachino. «Un piano – aggiunge Enzo Scatà – che evidenza alcune incongruenze e scarsa conoscenza del territorio. Mentre, ad esempio, si giustifica il mantenimento del presidio di Villasmundo con le difficoltà di collegamento con i centri vicini, si eliminano le guardie mediche di centri come Cassaro e Buscemi che pagano già grossi problemi di viabilità». Anche il presidente della Provincia, Bruno Marziano, si è espresso contro il piano di chiusura di alcune guardie mediche. Per protestare contro il piano di chiusura e chiedere l'intervento di Marziano stamani una delegazione di sindaci della zona montana (la più penalizzata) e di medici delle guardie mediche ha incontrato il presidente.

Marziano ha condiviso le ragioni degli amministratori e dei medici poiché la chiusura delle guardie mediche di Cassaro e Buscemi pone difficoltà di assistenza e logistiche per circa duemila cittadini dei due comuni montani rivolgersi ai presidi di Palazzolo e Ferla. Marziano si è quindi impegnato a convocare un incontro con il direttore dell'Asl per affrontare la questione e tentare una rimodulazione non penalizzante per i cittadini. Critica anche la posizione di Giuseppe Zappulla, segretario generale della Cgil di Siracusa, che invita Failla a ritirare il programma e ad aprire un confronto con il sindacato e il territorio. «Con l'applicazione del decreto – commenta Zappulla – il dottor Failla, ancora una volta, disattende anche una precisa normativa regionale che gli imponeva di consultare preventivamente le organizzazioni sindacali dei lavoratori consumando, così, un grave atto di disprezzo dei rispettivi ruoli e delle prerogative.

Ma, al di là di ogni pur grave atteggiamento nei confronti del sindacato, rimane il vero grande problema: così si nega il diritto alla tutela della salute ad intere comunità». «La soppressione, infatti, se grave dovunque assume in alcune realtà le caratteristiche di un abbandono delle Istituzioni pubbliche preposte all'assistenza sanitaria pubblica. Pensiamo, in particolare, ai Comuni della zona montana già fortemente penalizzati per le difficoltà economiche, sociali e della stessa viabilità». La Cgil è quindi contraria ad ogni forma di accorpamento che consideri la salute dei cittadini un mero conto ragioneristico su cui operare contenimenti di costi. Ogni disegno di razionalizzazione non pu prescindere dalle caratteristiche del territorio e dalle patologie insistenti. Cancellare le guardie mediche in alcuni centri può significare la violazione del diritto costituzionalmente garantito della tutela alla salute.
Fonte: LaSicilia.it il 05-12-2002 - Categoria: Cronaca

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