Gli studenti dell'istituto Alberghiero rendono omaggio a vittima delle foibe

Visita degli alunni della V A dell'Istituto alberghiero Paolo Calleri a Rosolini per rendere omaggio alla memoria di Vincenzo Serrentino, ultimo prefetto di “Zara italiana” e vittima delle Foibe. Nel vicino comune in via Alighieri nella casa natia infatti è posta nel 1997 una lapide a futura memoria. “L'iniziativa si inquadra nello studio della storia curriculare che i ragazzi compiono nelle classi quinte, -ha affermato l'insegnante Rosa Blundo che ha promosso la visita. Gli studenti stanno affrontando lo studio del periodo storico ed hanno avuto così la possibilità di toccare con mano quanto accaduto ad un nostro conterraneo nato proprio alle porte di casa nostra. Si tratta di fatti ancora poco conosciuta in Italia. Storia locale e storia nazionale si intrecciano tragicamente nell'assurdo genocidio perpetrato contro gli italiani dalmati, istriani, fiumani, giuliani subito dopo l'8 settembre 1943, ad opere dei titini. Una carneficina dei nostri compatrioti sottaciuta o forse nascosta per ben 60 lunghi anni.

Il perché non è difficile immaginarlo, ed è dovuto ancora trascorrere un decennio dal crollo del muro di Berlino, testimonianza tangibile del fallimento del sistema comunista, perché quelle vittime avessero l'onore di essere ricordate e fosse loro restituita la dignità negata con qell'atroce morte”. Avvenimenti drammatici dunque quelli di cui la storia è triste testimone, ma avvenimenti che devono essere radicati nella nostra memoria, ricordati per non dimenticare e spiegati alle nuove generazioni, come del resto sostiene il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. Le foibe devono il loro sinistro significato all'uso che ne fecero i partigiani jugoslavi durante i secondo conflitto mondiale. Il fenomeno iniziò nell'autunno del '43, nei territori dell'Istria, quando i partigiani delle formazioni slave, ma anche gente comune, per lo più delle campagne, fucilarono o gettarono nelle foibe centinaia di cittadini italiani, bollati come “nemici del popolo”.

Sa.Mar.
Fonte: LaSicilia.it il 26-02-2006 - Categoria: Cronaca

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