Giovane scafista in manette

Un presunto manager dell'organizzazione internazionale criminale che gestisce il traffico di essere umani nel Mediterraneo, soprattutto tra l'Egitto e la Sicilia, è stato snidato a Milano ed arrestato da agenti del commissariato di pubblica sicurezza di Noto, unitamente al personale appartenente al gruppo interforze contrasto emigrazione clandestina. Alla cattura hanno collaborato anche agenti della questura di Milano. La notizia dell'avvenuto arresto (decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal p.m. Filippo Focardi) dell'egiziano Ali Shehata Hassanein Obaya Hassan di 27 anni è stata comunicata alla stampa dal procuratore capo della repubblica, Roberto Campisi, nel corso di una affollata conferenza stampa appositamente convocata:, presenti tutti i rappresentanti delle forze dell'ordine e della capitaneria di porto, che furono impegnate nelle azioni di indagine, relative al macabro rinvenimento dei 16 corpi di cittadini egiziani, annegati miseramente nel tentativo di raggiungere i, litorale di Vendicari. Il «manager» dell'organizzazione malavitosa internazionale, posto in stato di fermo a Milano, è accusato di avere favorito l'immigrazione clandestina di 37 cittadini egiziani (16 morirono annegati mentre un diciattesimo egiziano è ancora dato per disperso), per trarne profitto. Per ciascun clandestino trasportato il ticket del viaggio era stato di 25 mila pound, circa 4 mila euro. Altra accusa è quella di «morte come conseguenza di altro delitto». La tragedia avvenne in quanto il gommone stracarico di persone venne diretto verso il litorale: A causa del mare di scirocco, il battello con il carico umano naufragò, con la conseguente, non voluta morte di 16 egiziani. L'egiziano catturato a Milano è stato definito tra l'altro «testa di ponte», in quanto, secondo i riscontri investigativi, sarebbe stato il referente, in Italia e quindi in Europa, della organizzazione internazionale che traffica in esseri umani. Alì Shehata Hassein era entrato in Italia, via Lampedusa lo scorso luglio; portato a Cpt di Bari venne sottoposto a provvedimento di respingimento. Ma fuggì in maniera clamorosa dal centro di permanenza temporanea pugliese. Una volta scovato, oltre al fermo disposto dal sostituto Focardi, al presunto manager egiziano (sarebbe una autentica punta di iceberg) è stato contestato il reato di inosservanza al decreto di espulsione: per cui è stato arrestato.
Le indagini sull'asse Siracusa-Egitto non si sono concluse. Anzi procedono in perfetta sintonia operativa con la magistratura e le forze di polizia della repubblica Araba d'Egitto.
Fonte: LaSicilia.it il 12-12-2007 - Categoria: Cronaca

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