Giliberto potrebbe lasciare per fare spazio ad An

PACHINO - La verifica di maggioranza arriva ad una fase di sbocco. Dopodomani, infatti, è previsto il giorno della verità ovvero quello in cui l'assessore Giliberto dovrebbe fare le valigie. Il condizionale è d'obbligo vista l'imprevedibilità della situazione politica in seno alla coalizione che guida Pachino da due anni. Ma quali sono gli scenari, stando anche alle indiscrezioni che continuano a circolare nell'ambito politico locale? La prima ipotesi è quella che dà l'assessore Giuseppe Giliberto dimissionato dal sindaco che del resto non ha fatto mistero in queste settimane di far riferimento alle indicazioni dei gruppi politici. E se cinque consiglieri su sei dell'Udc hanno chiesto a gran voce le dimissioni dell'assessore è chiaro che in questo senso la sua permanenza in giunta sembrerebbe ormai all'epilogo. La seconda ipotesi, restando aperto la carica di settimo assessore, vedrebbe l'ingresso nell'esecutivo di Angela Beninato, con Giliberto che diverrebbe il settimo componente in giunta come espressione del vice presidente del consiglio comunale Salvatore Francavilla. In questo caso l'Udc avrebbe tre assessorati contro i due a testa di Forza Italia e Rinascita. Soluzione non da fantascienza se non fosse ancora aperta la vicenda legata al rientro di Alleanza Nazionale nella maggioranza.

La segreteria provinciale di An ha detto chiaramente che l'ingresso in giunta del partito di destra dovrà avvenire solo con due assessorati. Certo si dovrà vedere quale gruppo sarà disposto a cedere un assessore ad An. Il più indicato è Rinascita. La posizione del sindaco, stando alle solite voci bene informate dei corridoi di palazzo, sarebbe possibilista. L'ingresso di An rafforzerebbe tutta la coalizione e ricostituirebbe il centro-destra nella sua interezza. In questo senso andrebbe a cadere però l'ipotesi di un salvataggio in extremis dell'assessore Giliberto che continua imperterrito per la sua strada. «Porto a termine quello che mi compete - ha aggiunto Giliberto - fin quando sarò al mio posto farò sempre il massimo per onorare questo ruolo che mi è stato politicamente assegnato». La questione all'interno della maggioranza insomma resta aperta e gli animi sembrano piuttosto rasserenati, almeno fino a lunedì. Eloquente quanto affermato ieri dal vice presidente del civico consesso, Francavilla. «Si parla sempre e solo di posti in giunta, di poltrone e di incarichi a questo o a quello. - ha detto Francavilla - Spero che non si perdano di vista gli obiettivi programmatici. Il senso della politica è infatti quello di dare risposte concrete alla collettività altrimenti la politica si riduce ad un mero teatrino delle parti».

S. T.
Fonte: LaSicilia.it il 22-11-2003 - Categoria: Politica

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L'Amministrazione che non ha mai decollato.



Sono molto sensate le parole del Vice-presidente del consiglio Salvatore Francavilla. Ma purtroppo tardive e mal poste: è sopratutto il suo partito che ha prodotto queste susseguirsi continua di crisi. Infatti se si fà una analisi della situazione locale bisogna senz'altro affermare che nonostante l'alto numero di consiglieri attribuiti alla maggioranza questa amministrazione non ha prodotto assolutamente quasi nulla. Se si fà una analisi delle delibere di giunta - almeno quelle pubblicate nel sito ufficiale del Comune- ci si rende conto della assoluta inconsistenza delle deliberazioni che sono state adottate e approvate. Prevale una alta preferenza a partecipazioni di feste e festicciole a cui il Comune ha presenziato per promuovere il suo principale prodotto che è il "Ciliegino". Per il resto normale amministrazione e quasi nessuna gara di appalto per realizzare nuovi lavori pubblici a carattere sociale e strutturale. Si è oramai perso il conto degli assessori che, di volta in volta, sono stati prima nominati e poi sfiduciati dal Sindaco. Ma come si sà questa fiducia/sfiducia gli è stata di volta in volta suggerita dai vari gruppi consiliari. A cui il Sindaco, purtroppo, ha riposto troppa fiducia. Non rendendosi conto che erano e sono altre e più pragmmatiche le prerogative gestionali che gli attribuisce la legge. Se poi si aggiungono gli errori fatti dall'opposizione che non ha attaccato battaglia su temi specifici e programmatici generali (PRG in testa): si apre un vuoto enorme per la gestione della cosa pubblica nel territorio di Pachino. Questa opposizione che si è limitata, invece, a disquisire su cavilli formali a solo livello consiliare e procedurale burocratico formale. Che dopo aver perso il suo Consigliere di punta è arrivata, addirittura, a considerare una vittoria della sinistra l'elezione del Difensore Civico del Comune. Con auguri di prammatica anche dell'ex segretario del D.S che gli attribuisce, ancora, posizioni di appartenente alla "sinistra" di Pachino: ma vogliamo scherzare???? A parte il fatto, che il difensore Civico sarebbe dovuta essere una figura che fosse frutto di una maggioranza molto più ampia. Ma come si fà a dichiarare vittoria su una decisione di una parte della maggioranza è un arteficio intellettuale a cui qualcuno dovrebbe riflettere e pensare a chi è preposta la guida e l'analisi politica per il glorioso partito della sinistra storica a Pachino. A cosa serve legarsi a l'elezione risicata per un solo voto di differenza a palese dissonanza alle prerogative amministrative e sociali che questa figura istituzionale dovrebbe avere? Cioè garante sostanziale delle prerogative politiche civili e amministrative di tutti i cittadini. Oggi, purtroppo, si evidenzia con sorprendente eloquenza la triste inconsistenza di una classe politica globale. Dove emerge, come tarda quintessenza, la stessa consistenza della politica molecolare che da sempre pervade la vita amministrativa e sociale, di quel luogo decisionale che è,( o meglio, dovrebbe essere) il Comune di Pachino.
Cordiali Saluti. Spiros