Ferrara suggerisce...

Ferrara suggerisce... PACHINO - Nuovo intervento del senatore Pietro Ferrara in merito alle prospettive politiche di Pachino. In una lettera aperta intitolata "Che ci sarebbe da fare per Pachino" Ferrara fa una attenta analisi della cronistoria politica della città e suggerisce alcune soluzioni per il futuro. "C'è stato un tempo, -afferma- che a Pachino come altrove si votava prevalentemente per tre partiti, la Dc, il Pci ed il Psi, ed i personaggi politici di quel tempo hanno fatto la storia della nostra città, lottando per il suo progresso. Da allora molte cose sono cambiate, con i democristiani che si sono riorganizzati ma che non hanno trovato una leadership unitaria, i comunisti che non riescono ad avere un progetto credibile, ed i socialisti che, complice una guerra fratricida sono scomparsi elettoralmente. Da dopo tangentopoli, le amministrazioni locali che si sono succedute non hanno voluto o saputo dare a Pachino un volto nuovo. Eppure ci sarebbero molte cose da fare, -continua Pietro Ferrara- ma sarebbe necessario affrontare con una mentalità aperta i problemi oltre alla necessità di avere una credibilità sufficiente.

È necessario smettere di rimanere a rimorchio di quanti mirano solo ad acquistare poteri personali". Poi Ferrara passa ad elencare i requisiti necessari di una coalizione credibile.
"Occorrono persone che siano capaci di rimanere coerenti con i propri principi nonostante le elezioni siano state vinte o perse; persone che possano meritare il voto degli elettori, che non abbiano commesso atti indegni e che abbiano sempre tenuto un comportamento leale e corretto; persone che non si debbono illudere di recuperare per vie giudiziarie ciò che si è perso nelle urne; persone che in vista delle prossime elezioni riescono a proporsi con un concreto indirizzo politico realmente alternativo a quello che ha gestito in questi anni la cosa pubblica".
Insomma secondo Ferrara le riforme elettorali non portano da sole il cambiamento, ma è necessario risolvere la questione morale, dato che i cittadini hanno una perfetta conoscenza dei comportamenti politici.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 12-09-2004 - Categoria: Politica

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PER UN PROGRAMMA POLITICO PER PACHINO.

La prospettiva di costruzione di un "movimento per l'Ulivo" come condizione inalienabile per la vera Rinascita di Pachino.
Se Hegel, contrariamente a Gramsci, individuava nello "Stato" il suo "Principe". Gramsci,nonostante le deviazioni dei partiti sovietici, individuava nel "Partito" il suo "Principe" e l'artefice primario del fare. Quando i "partiti" si sono trasformati nello "stato" e la doppia morale ha preso il sopravvento su tutto: è crollato un sistema di potere dei partiti che durava da dopo la "Liberazione". Se si annullano e si svuotano di significato i sistemi e i cardini della democrazia partecipata: è inutile ora stare a ricriminare di quanto danno vero hanno fatto questi uomini che si sono immedesimati nei "partiti".E se per astrazione lasciamo stare l'italia,la Sicilia e Siracusa e ci soffermiamo su Pachino:prendiamo atto che ogni centro cittadino ha avuto la sua "storia". Vogliamo rifare la storia di questi gloriosi uomini politici che hanno lottato per il progresso di Pachino? Io direi, di lasciare stare!! Perchè molti potrebbero dire e ricordare un famoso detto siciliano: "Sugnu appuiatu ni sta cantunera: rimmi cu sugnu( ora) e nun mi riri quera( nel passato)" Il partito è partito: nel senso che è andato. E con esso è partito anche il controllo etico-morale che alcuni partiti(PCI in testa) sapevano promanare.Oggi, questi sono solo ricordi e nostalgie di politici che hanno vissuto in quel periodo storico: che non si rendono conto di essere stati la causa scatenante di quello che politicamente Pachino vive ora.La nascita e sviluppo del movimento locale di "Rinascita per Pachino" si annovera fra questi fatti importanti e fondamentali per capire lo stato degenerativo in cui la politica di Pachino era arrivata. Nel momento in cui il quadro presente dei "Partiti" non ha prodotto nulla che, come sistema di relazione, facesse da supporto e da condensatore per avvicinare la gente,i cittadini, alla partecipazione democratica. Come si può pretendere ora di accusare "Rinascita per Pachino" di essere stata la causa della instabilità amministrativa degli ultimi 10 anni? Semmai è l'incontrario. E cioè: il perdurare di fenomeni degenerativi in seno, ai cosidetti,"partiti" hanno portato Rinascita di Pachino a catalizzare la parte più democratica dei cittadini. Movimento che è stato, fortemente sostenuto dalla chiesa locale, l'unica "Cosa nuova" capace di dare una direzione politica seria e una speranza duratura e di largo respiro di questo paese. Se la "democrazia" dei "partiti" non viene rafforzata da esempi veri di partecipazione reale e di apertura vera e di interesse vero della vita dei cittadini. In futuro si determinerà un ulteriore scollamento allontanamento fra istituzione -partiti e movimenti democratici urbani.(docet)E ,di conseguenza, difficilmente si potranno ottenere equilibri e nuove amministrazioni tali da rimanere immodificati fino alla fine della legislatura.Dopo la esperienza fatta con le Casa della Libertà che è stata francamente deludente. Si profila ,oggi, e tanti segnali c'è lo confermano, che si avrà una ripresa netta del centro-sinistra. Se in Italia si và abbastanza tranquilli con la presenza di Prodi: i problemi si acuiscono man mano che si scede di scala. Quando si arriva a Pachino: la desolante constatazione per l'ennesimo atto di "trasformismo"; che ha già fatto molti passi!! Cordiali Saluti. Spiros