Due assenze specchio del malcontento in aula

PACHINO - Parla di pace questo consiglio comunale per certi versi litigioso, guarda lontano ma ci si chiede se riesca a vedere al di là del proprio naso. A parlare di pace (di quella in Medio Oriente) è il consigliere di An, Di Fede, che porta all'attenzione un tema internazionale di drammatica attualità. Parla di un grande valore da difendere e plaude all'iniziativa del comitato promotore della prima giornata della pace. Ad esortare il civico consesso a guardare al di là del suo naso, è invece l'accorato intervento di Angelo Dell'Ali. Non paroloni, non eufemismi ma un monito a tutti (politici navigati e non dovrebbero farne tesoro): "il tempo passa, il mandato sta per scadere, è ora che cominciamo a lavorare!». Sottolinea che il consiglio è chiamato a produrre atti politici per il benessere della comunità, non per giudicare l'operato oggi dell'uno, doma-ni dell'altro e così via in quell'interminabile vortice di accuse e di caccia alle streghe, che generano immancabili malintesi. E di caccia alle streghe, ha inteso parlare il consigliere di Fi Petralito, che ha ritenuto opportuno informare i presenti sui motivi che hanno spinto i due compagni di cordata, Sultana e Quartarone, a disertare la seduta.

Un'assenza di protesta, la loro, per rendere pubblico il proprio malessere ad un clima politico diventato pesante. Petralito si spinge oltre, ma non troppo e accenna ad atti d'intimidazione, a vendette trasversali,legati al No del suo gruppo sul tema della centrale eolica, parla anche di interessi politico-affaristici di qualcuno. Non fa nomi il forzista, parla fra le righe e questo spinge il consigliere Valerini, a chiedere spiegazioni in merito a tali esternazioni: «Sono consigliere dal 1983 -dice- e da anni non sentivo in quest'aula, parole come intimidazione, vendette trasversali o interessi politico-affaristici».
E' chiaro, l'ombra del sospetto comincia a dilagare.
Provocatorio, invece, l'esordio del consigliere Spatola, che accusa il consiglio di aver smarrito la strada: "Sono convinto che non siamo adatti a fare i consiglieri di Pachino,gli elettori, hanno sbagliato a votare». Altrettanto provocatoria la sua proposta: «Vorrei essere il primo dei 13 firmatari di una rinuncia al mandato,la sottoscrivo per primo, se ci sono 12 di voi che mi seguono, altrimenti, cerchiamo di essere più riflessivi, abbiamo il dovere di lavorare per la costruzione della città». Si chiude,così, un altro capitolo di un consiglio comunale di "buoni propositi" e di colpi di scena, in un clima tutt'altro che favorevole.

di Valeria Drago
Fonte: LaSicilia.it il 19-03-2003 - Categoria: Cronaca

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