Dalla Cina arrivi boom su tavole italiane

La Cina ha aumentato in modo rilevante le proprie esportazioni di prodotti alimentari in Italia con incrementi in quantità che variano dal 440% per gli arrivi di mele al 22% per quelli di pomodori conservati al 5% per verdure e ortaggi sottaceto

Si tratta di un trend che - sottolinea la Coldiretti - conferma la strategia commerciale di "conquista" attuata dalla Cina sul mercato europeo e nazionale dove oggi si colloca al secondo posto dopo l’Argentina, nelle quantità di prodotti agroalimentari esportate in Italia, tra i Paesi non appartenenti all’Unione Europea.

Il boom di importazione delle mele è avvenuto soprattutto prima dell’entrata in produzione delle varietà nazionali mentre è in costante aumento - continua la Coldiretti - il flusso di pomodoro cinese di prima trasformazione da mescolare con il prodotto italiano per diventare automaticamente "tricolore" e finire sulle tavole di ristoranti e pizzerie come "Made in Italy", anche a condimento dei piatti più tipici della tradizione nazionale come pizza e pasta.

Se le importazioni di pomodoro concentrato cinese rappresentano ormai un terzo della produzione nazionale, particolarmente preoccupante e lo sbarco in Europa dei pomodori pelati Made in China presentati per la prima volta nel mese scorso al Salone dell’Alimentazione di Parigi dalla multinazionale cinese Chalkis Tomato, filiale della Xinjiang Production fondata dall'esercito cinese.

La concorrenza cinese - sostiene la Coldiretti - va combattuta con la trasparenza di mercato e per questo non bastano dazi e tariffe, ma bisogna rendere subito operativa la legge che obbliga a indicare in etichetta l'origine territoriale del pomodoro.
Un passo in avanti è stato compiuto grazie alla circolare del Ministero delle Attività Produttive n.169/2004 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale che riserva la denominazione di vendita "passata di pomodoro" solo al prodotto ottenuto dalla spremitura diretta del pomodoro fresco, chiudendo di fatto le porte all'utilizzazione di concentrato di pomodoro importato dalla Cina.

Ma non basta e il percorso di trasparenza - conclude la Coldiretti – deve essere completato con l'emanazione del decreto che rende obbligatoria l'indicazione in etichetta dell'origine o provenienza del pomodoro utilizzato come previsto dalla legge 204 del 3 agosto 2004 approvata con il sostegno della Coldiretti che ha raccolto un milione di firme.

IL BOOM DELLA CINA A TAVOLA NEL 2004

I prodotti importati Aumento delle quantità (*)

Pomodori conservati +22 %
Ortaggi e verdure sottaceto +5%
Mele +440%
(*) Confronto in quantità tra i primi otto mesi 2004 con analogo periodo del 2003
Fonte: Greenplanet.net/Avvenire.it il 18-11-2004 - Categoria: Economia

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