Coste di Sant'Ippolito vietata, necessari siti alternativi

È stata chiusa la discarica dei rifiuti solidi urbani pachinese di Coste di Sant'Ippolito. Ad emettere l'ordinanza che ne vieta l'utilizzo ai comuni di Pachino e Portopalo di Capo Passero è stato il prefetto di Siracusa Alecci lo scorso trenta settembre. L'ordinanza ha esecuzione immediata, per cui i due comuni del siracusano dovranno scaricare altrove il frutto della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Il motivo del divieto ha le basi nello stato di emergenza ambientale nel territorio della regione siciliana decretato dal ministero dell'interno e del coordinamento della protezione civile, stato di emergenza prorogato fino al 31 dicembre 2004. In tutta la regione Sicilia infatti si è determinata una grave emergenza ambientale dovuta ai rifiuti solidi urbani, ai rifiuti speciali e pericolosi ed alle materie di bonifica e di risanamento ambientale. I comuni di Pachino e Portopalo erano stati autorizzati a conferire i propri rifiuti nella discarica di Coste di Sant'Ippolito di proprietà del comune pachinese fino al 30 settembre 2004. Il gruppo di valutazione della prefettura ha ritenuto di non concedere alcuna proroga per lo smaltimento dei rifiuti esprimendo parere negativo "considerato che già da tempo sono state individuate alcune soluzioni per ulteriori abbancamenti di rifiuti nella discarica ma che solo il 29 settembre 2004 sono stati presentati alcuni elaborati incompleti e che richiedono una ulteriore elaborazione e l'adeguamento alla legge 36 del 2003. Inoltre ulteriori abbancamenti possono costituire pregiudizio ad un corretto smaltimento delle acque meteoriche della discarica". L'ordinanza prefettizia, seguendo inoltre il suggerimento del gruppo di valutazione, ritenendo assolutamente necessario autorizzare i comuni di Pachino e di Portopalo a smaltire i propri rifiuti solidi urbani, ha ordinato il conferimento degli Rsu per il cinquanta per cento presso le discariche di contrada Costa dei Grani a Rosolini e per il restante cinquanta per cento in contrada Nicoletta Baglio sita nel comune di Avola.

Lo smaltimento avverrà presso queste due discariche fino al 31 dicembre 2004, e dovrà avvenire ovviamente nel rispetto delle normative vigenti. Il provvedimento dunque sarebbe dovuto al mancato adeguamento per tempo della discarica pachinese alle vigenti normative o ad alcuni "elaborati incompleti" così come scrive il gruppo di valutazione della prefettura. Secondo quanto si è appreso dagli uffici municipali i due comuni interessati comunque si sarebbero già conformati all'ordinanza del prefetto Alecci. Certamente l'ordinanza prefettizia comporterà un ulteriore aggravio di spesa sia per la gestione della discarica che dovrà essere adeguata alle prescrizioni che la normativa prevede che per quanto riguarda il trasporto e lo smaltimento in altre discariche poste fuori dal territorio pachinese e per cui certamente i due comuni saranno costretti a pagare. Certamente non si tratta di una buona notizia per le casse comunali a dir poco prosciugate e che tanto fanno discutere la classe politica pachinese. Una ulteriore emergenza che la giunta nei prossimi giorni sarà costretta ad affrontare con la massima urgenza per evitare che la situazione possa degenerare sotto il profilo igienico-sanitario, anche se la stagione più «pericolosa», quella estiva, è ormai superata.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 03-10-2004 - Categoria: Cronaca

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