Concorso letterario premiati i vincitori

PACHINO - Si è svolta martedì nel salone della parrocchia dei "Santi Angeli", la premiazione del concorso letterario sul volontariato, organizzato dall'associazione "Misericordia". "Il buio dell'egoismo e della violenza è dissolto dalla luce dell'amore, esigenza insopprimibile di quanti dedicano silenziosamente e gratuitamente parte del loro tempo agli altri, mettendo in pericolo spesso la loro vita. Anche a Pachino brilla questa luce attraverso l'opera delle associazioni di volontariato al servizio della comunità" è stata la traccia sulla quale si sono cimentati i circa trenta candidati e ai quali era richiesto di mettere in risalto nell'elaborato i punti di forza del volontariato attraverso esperienze personali. A tutti i partecipanti è stata consegnata una pergamena a ricordo della partecipazione all'evento culturale, mentre ai primi dieci classificati è stato assegnato un premio in denaro, consegnato direttamente da Giuseppe Aprile in qualità di governatore della "Misericordia" di Pachino.

Gli elaborati di Concetta Sipione, Alessandra Quartarone, Concetto Agnello, Massimo Gennuso, Adriano Ardilio, Vitaliano Di Lorenzo e Paolo Poidomani si sono classificati, così, rispettivamente dal decimo al quarto posto, medaglia di bronzo virtuale per Patrizia Oliva mentre il secondo posto è stato assegnato all'elaborato di Federica Giannone. Il primo premio assegnato dalla giuria formata dai docenti: Angela Traversa, Maria Di Martino e Mariagrazia Avarino è andato, così, allo scritto di Cinzia Cicciarella per la realizzazione di un elaborato "che evidenza la conoscenza delle associazioni di volontariato del territorio con un contenuto che valorizza l'esperienza personale frutto di maturità e consapevolezza coerente e coesa con riflessioni che denotano una personalità religiosa e aperta al sociale".

SALVATORE MONCADA.
Fonte: LaSicilia.it il 14-04-2005 - Categoria: Cultura e spettacolo

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Alla Memoria di Mauro Adamo....

Il tema delle Associazioni del volontariato è di grande importanza culturale e sociale per ogni comunità. Approfitto per ricordare la figura di Mauro con questo mio ricordo sulla Pace e del Cristo risorto.

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Tu chiamale se vuoi, emozioni......"L.Battisti"
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La Pace a Pachino, nell'anno 1987

Frotte di ragazzini, accompagnati da genitori, nonni, zii e parenti vari, felici, percorrono le strade diritte e parallele del paese,tutti con il vestito nuovo comprato per la festa, verso la piazza principale di Pachino. Mentre, dentro la sagrestia della chiesa Madre, odorosa di incenso e profumi secolari, il Parroco viene aiutato dal sagrestano e dai chierichetti a vestirsi dei paramenti sacri per officiare il grande evento della Pace e dell'incontro, della rinascita del Cristo risorto.
La madre Maria, coperta da un manto nero, simbolo antico del solenne lutto, per la perdita del suo unico figlio: percorre le vie della città triste e disperata per il nefasto evento della crocifissione e della sepoltura.
Gli sbandieratori montano sulle lunghe aste flessibili i drappi indorati, e colorati di rosso porpora e sfumature violacee con ricamate icone sacre che ricordano l'evento, e orgogliosi, sotto gli sguardi dei cittadini e dei devoti, si allenano per ripetere gli stessi simbolici segnali del grande momento paesano della Pace. Su un lato, a parte, gli artificieri incaricati dalle maestranze preposte a soprintendere all'evento, hanno preparato i fuochi artificiali per corredare e festeggiare l'importante e simbolico evento che fra qualche ora sarà ripetuto come vuole l'usanza consolidata della remota ed antica tradizione cattolica locale. La madre Maria, dopo aver percorso il breve tratto di strada che la separa dalla piazza,dopo avere girato in processione ed essere passata dalla chiesa Pompei: arriva nel piano della piazza, scortata dalle donne dell'addolorata, in maggioranza significativa. Hanno il capo coperto del ricamato velo che solitamente tengono nel comò buono e che utilizzano solo per l'importante e sacro evento annuale. Seguita da migliaia di fedeli è portata in spalla da donne robuste e forzute che a turno si alternano nel portare il gravoso peso della statua imbardata da un mantello nero: simbolo del lutto per la morte dell'amato figlio Gesù. E sotto il mantello vengono nascoste, all'ultimo momento utile, per la preparazione dell'imminente incontro, e in attesa di poterle liberare e farle volare e librare libere nell'aria: una decina di colombelle bianche. Sul lato opposto, che coincide con l'angolo della chiesa madre, il Cristo risorto vestito con un saio bianco e un mantello rosso, con in mano un figliolino di palma, artisticamente intrecciato, viene fatto uscire, seguito anche Lui da altre migliaia di fedeli, dal portone principale in bronzo, per l'occasione, solennemente e completamente spalancato, della chiesa madre. La piazza è piena di gente festante, trepidante ed allegra ed in attesa dell'evento, mentre qualche turista, interessato per la grande occasione, scatta qualche fotografia per fissare nella propria memoria, il lieto e significativo evento pachinese. E i molti fedeli e cittadini, più meno devoti, accompagnati dai parenti tornati dalle più svariate località italiane,eurpoee e americane: trovano occasione d'incontro per scambiarsi un augurio e un caloroso segno di pace. Un incrociarsi riverente di migliaia di mani che si toccano con delicatezza per sancire, spesso, la pace in terra per qualche amicizia ammuffita. E i più aperti e puri ed i veri fedeli cattolici: ne approfittano, con cuore, per lasciarsi alle spalle qualche rugginosa discussione intrecciata nei mesi invernali. La festante folla, con vestiti multicolori, viene accarezzata da qualche lieve soffio di vento che irriguardoso e cupo trascina basse nuvole da cuffara che a tratti coprono e nascondono il raggiate e caldo sole primaverile. Il quale, ogni tanto, fa capolino sbucando da dietro le grigie e basse nuvole, e facendo filtrare qualche luminoso e caldo raggio di sole sulla folla festante. Le nuvole si alternano e corrono veloci diluite e miscelate ad altre di diversa tonalità di colore, poste più in alto, tutte bianche grigie e rosa, che sembrano modellare nel cielo figure giganti che s' intrecciano e si disfano sotto un vento che le fa correre veloci e le intreccia come magma vulcanica dell'Etna. Mancano ancora gli ultimi dettagli e il battere simbolico di qualche colpo di campana: impartisce i segnali e gli ordini alle maestranze che soprintendono alla sequenza scenografica che sta per consumarsi come ogni anno. La folla si dispone lungo il persorso prestabilito e le staffette cominciano a comunicare, portando i messaggi, fra il figlio risorto e la madre che non conosce ancora la luminosa e lieta novella.
Gli sbandieratori, che fungono da segnalatori a distanza, comunicano e confermano con calibrati e simboliche mosse ed inchini dei pesanti drappi, la notizia. Tutto è pronto per l'evento, e la notizia lieta è stata finalmente comunicata e recepita: la fase finale dell' evento può avere inizio. Il battere velocissimo della martellina sulla campanella, lacera l'aria per quel battere repentino che irradia solenne il suo suono ferroso. Inizia l'incontro, la madre Maria corre festante e felicissima verso il figlio e, con un comando manuale, improvvisamente, durante la corsa,con un marchingegno meccanico governato da fili: gli viene tolto il manto nero. Le colombelle nascoste,sotto il mantello, vengono, così, liberate e improvvisamente svolazzano solcando il cielo che, intanto, inatteso e come per miracolo divino: è stato liberato, da un soffio possente di vento improvviso e costante, dalle pumblee e bianche e multicolori nubi primaverili. Ora il sole splende, improvviso, come non mai, e la folla festante batte con sempre più forza le mani. E nello stesso tempo, a molti, i più sensibili e devoti, gli si inumidiscono gli occhi e le lacrime salate solcano il viso per la grande emozione. Mancano, ora, pochi metri, e le statue, che prima correvano veloci,una verso l'altra, si soffermano per un attimo. Quasi per rendere viva una profonda riflessione umana e trasmettere l'ultimo anelito distacco dalla verità che emoziona la Madre Maria che piange per il meraviglioso e festoso e sperato ritorno in terra del figlio Gesu'.
Un abbraccio ripetuto, due, tre volte, sancisce il definitivo incontro della mamma con il suo amato figliolo. Gli applausi, ora, si alzano fragorosi ed alti nel cielo azzurro visibile dalla piazza di Pachino. Ed improvvisamente partono i botti a mitraglia dei fuochi d'artificio. I passeri e gli uccelli vari, appollaiati nelle fronde ombrose dei ficus, abituati al clamore e al vociare della gente: non resistono agli improvvisi e potentissimi botti dei mortaretti. E come partecipi al fragore e al clamore di quel bellissimo evento: svolazzano, ora, in tutte le direzioni immaginabili nell'aria. Percorrono quasi impazziti e solcano il cielo disegnando iperboliche traiettorie nel cielo. E e il loro volo si interseca con il quello di decine di colombi che hanno i loro nidi nei tetti della matrice e delle case attorno alla piazza. Il clamore è immenso, l'aria si riempe dall'odore acre della polvere da sparo,che forma fugaci nuole artificiali, ed il battere di mani, le lacrime dei devoti: rende frizzante ed esaltante e riempe l'aria di diffusa santità percepibile e partecipata con passione e massima esaltazione da tutti i presenti. Le due statue si dispongono, ora, fianco a fianco e, scese dal piano della piazza, percorrono il circuito veicolare, per salutare insieme e per l'ultima volta: l'immensa folla di fedeli che si dispone ai bordi del circuito esterno della piano piazza. Ora, insieme, finalmente per sempre, percorrono l' anello quadrato della piazza, mentre la banda musicale, al gran completo, intona musiche appropriate per la finale e solenne processione, Poi, entrano e il portone in legno interno della matrice si chiude per raccogliere i fedeli più devoti nella finale santa messa. Finita la quale i fedeli, salutandosi ancora una volta,si allontanano stanchi e doloranti per l'intensa mattinata e a passo lento ma immensamente felici si avviano verso casa. E' allora che si chiude definitivamente il pesante portone esterno in bronzo, donato da un pachiese di Toronto, e annunciando, così, ai cittadini e ai fedeli, rimasti a parlottare nel piano piazza, che anche per quest' anno: la "PACE" è cosa fatta.

Cordiali Saluti .Spiros


Buona Pace.