Con fondi Ue linee ferroviarie dismesse diventano piste ciclabili

Con fondi Ue linee ferroviarie dismesse diventano piste ciclabili Palermo, 5 feb.- (Adnkronos) - Con i fondi della programmazione comunitaria le linee ferroviarie siciliane dismesse verranno trasformate in piste ciclabili. ''E' una scelta coerente per rafforzare l'offerta turistica e destagionalizzare i flussi verso la Sicilia, puntando a una politica ambientale che valorizzi il meraviglioso proscenio naturale e culturale della nostra regione. E' un ulteriore tassello che mettiamo a posto per rilanciare il turismo puntando a un segmento di mercato, quello del cicloturismo, in continua ascesa'', afferma il vicepresidente della Regione sicilia e assessore al Turismo Titti Bufardeci.

In pratica si tratta dell'attuazione del Piano strategico per la mobilita' dolce e non motorizzata. L'intervento verra' realizzato con i fondi della programmazione comunitaria (PO 2007/13 - Asse 3). Il piano prevede la trasformazione in piste ciclabili di 13 linee ferroviarie da cui ricavare altrettanti itinerari e si richiama allo studio ''Greenways di Sicilia'', effettuato dall'associazione italiana Greenways in collaborazione con le Ferrovie dello Stato. Delle 13 linee previste del piano, tre sono state gia' oggetto di finanziamento: linea Palermo - Corleone - San Carlo; la linea Castelvetrano - Porto Empedocle - Agrigento e la linea Castiglione di Sicilia - Linguaglossa.

L'obiettivo di questo ulteriore intervento e' coniugare l'esistenza di siti culturali e archeologici con percorsi gia' tracciati, seguendo le indicazioni del documento sugli attrattori culturali, naturali e turistici, attualmente all'esame della giunta regionale di governo. Le prossime linee ferroviarie a essere convertite a piste ciclabili saranno la Caltagirone - Piazza Armerina - Dittaino, la Siracusa - Ragusa - Val d'Anapo, la Castelvetrano - Ribera e la Noto - Pachino - Vendicari.
Fonte: adnkronos.com il 06-02-2009 - Categoria: Cronaca

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il 2009 è il momento delle decisioni: non tiriamoci indietro

Mai Così Poco per Andare Così Lontano

La Mobilità Ciclistica Siciliana ha bisogno di tutti i Ciclisti Siciliani



Il 2008 si è appena concluso e può sembrare che ciò sia accaduto silenziosamente e senza scosse. Invece, alcune cose vanno cambiando. Molti di noi non sanno, per esempio, che la Regione sollecita continuamente (chilo avrebbe detto) alcune Amministrazioni locali, affinché alcune piste già finanziate vengano realizzate. Fra queste, la Noto – Noto Marina, che sconta una forte – quanto miope - resistenza locale, e la Donnalucata - Marina di Ragusa, a quanto pare ritardata da alcune discutibili richieste dell’Assessorato Ambiente della Regione (… una mano non sa cosa fa l’altra…).



Sicuramente, c’è moltissimo da fare. Altre piste sono state realizzate negli ultimi anni, alcune però in maniera inaccettabile, come la Torre Archirafi – Riposto, lungo la costa etnea. Altre ancora sono andate per fortuna solo in parte in malora, anche se non per colpa diretta dei progettisti o delle Amministrazioni dei territori attraversati, come la Caltagirone Salvatorello – San Michele di Ganzaria. Oppure sono ampiamente sottoutilizzate, come la Menfi – Portopalo di Menfi e la stessa pista di San Michele, perché non facenti parte – sino ad ora - di stralci funzionali.



Qualcuna ha “rischiato” di essere costruita, come la ciclabile sugli argini del fiume Simeto, ma la grave sottovalutazione dei costi di costruzione (fenomeno frequente nelle pubbliche Amministrazioni, ancora molto disinformate nei confronti delle piste ciclabili) ha bloccato l’iniziativa. Anche la Castiglione di Sicilia – Rovittello, che esiste da tempo, è stata costruite con evidente scarsità di risorse. La disinformazione delle pubbliche amministrazioni deve farci riflettere, perché dobbiamo assolutamente trovare il modo di intervenire.



Qualche altra pista, invece, è stata costruita, talvolta con lavori titanici e soprattutto rispettando i luoghi e la storia, come sta accadendo nelle tratte ferroviarie dismesse e oggi recuperate fra Palermo e l’entroterra. E anche per la Castiglione – Linguaglossa, che aprirà fra breve, dopo anni di lavori di elevata qualità e, soprattutto, dopo lo scampato pericolo rappresentato dalla costruzione di una strada rotabile che avrebbe sventrato il Parco dell’Alcantara



Alcune delle piste menzionate fanno parte del primo piano finanziato dalla legge 366/98. La maggior parte di esse è inclusa in quel sogno – che pertanto non è rimasto del tutto tale – rappresentato dal cicloitinerario internazionale Capo Nord – Malta, conosciuto con il nome di Eurovelo n. 7 (eurovelo.org), e dal ciclotitinerario nazionale denominato Ciclopista del Sole (bicitalia.org).



Per altri ciclo itinerari si “combatte” e prima o poi la spunteremo: così per l’iniziativa Baroque Slow Coast (lungo il Canale di Sicilia), per la pista ciclabile Siracusa Centro – Targia – Thapsos – Priolo, che attraversa luoghi meravigliosi e ricchi di storia quanto – alcuni di essi – deturpati e che attendono di essere recuperati anche attraverso la realizzazione di quest’opera. O per il completamento della Greenway degli Erei almeno sino a Piazza Armerina. E per altre ancora, sparse in tutto il territorio della nostra bella Isola.



Tutte queste ciclabili sono incluse nel Piano Direttorio della Mobilità non Motorizzata voluto dall’Assessorato Regionale Trasporti e redatto con il nostro contributo diretto (http://www.regione.sicilia.it/TURISMO/TRASPORTI/prt/piano%20mobilita%20non%20motorizzata%20in%20Sicilia.htm). Si, perché la nostra Regione, prima di molte altre, per l’azione illuminata di alcuni funzionari, si è voluta dotare di un documento tecnico-politico di guida alla mobilità non motorizzata, redatto con la collaborazione delle associazioni di settore (cito la FIAB Onlus e l’Associazione Italiana Greenways ) ad un tavolo tecnico appositamente costituito.



Sin da ora è possibile anticiparvi che il 2009 sarà un anno decisivo per la mobilità ciclistica italiana e siciliana in particolare. Infatti, 10 anni dopo aver iniziato una costante opera di informazione presso le amministrazioni in merito alla legge 366/98 (informazione che nel 1999 portò alla progettazione delle prime piste nella nostra regione, ovvero: Castiglione – Rovittello, Menfi – Portopalo di Menfi), Noto – Vendicari (ancora non realizzata nonostante i finanziamenti), accade ora una congiuntura straordinaria: nel piano 2007 – 2013 sono esplicitamente menzionate le piste ciclabili come opere infrastrutturali importanti da finanziare e, ulteriore anticipazione, ad oggi vi è la volontà di realizzare proprio alcune di quelle contenute nel Piano Direttorio sopra menzionato. Certo, la crisi riduce i finanziamenti, e questo è un motivo in più per sorvegliare e per contribuire che non vadano dispersi e soprattutto dirottati altrove.



Ecco così che si realizza il sogno nel sogno: per una volta tanto la politica non è stata fatta dagli “altri”, ma dagli Utenti, con il contributo di tutti, anche di quei Politici e di quei Amministratori che nel tempo hanno dato ascolto e poi addirittura essi stessi promosso e realizzato quanto richiesto, almeno in parte.



Ora, stando così le cose, tutto quello che si può chiedere a coloro che ritengono che la bicicletta sia lo strumento che rappresenta il modo migliore di vivere il proprio tempo, la propria terra, il rapporto con la gente e, perché no, con la propria famiglia e i propri figli, ai Ciclisti, insomma, è di non restarsene isolati, perché questo non fa massa.



Il ciclista che pedala in solitudine – o che si raggruppa sporadicamente per gite o allenamenti - trasforma la sua attività in puro divertimento individuale: bene, benissimo, ovviamente. Ma facendo solo un po’ di più, farà ottenere molto di più per se stesso, la sua famiglia, il mondo che ci circonda.



E cosa si può fare di più?