Colophon-Art plaude al lavoro della Procura

PORTOPALO - Dopo il documentario sul «naufragio del Natale '96» (Flucht in den tod), mandato in onda dalla televisione tedesca Wdr, abbiamo sentito Nuccio Foti, del gruppo Colophon-Art di Catania, che ha seguito l'evolversi delle iniziative culturali all'estero legate a questa tragedia. «Altro che omertà - afferma Foti - a Portopalo c'è stato un gran vociare su questa tragedia. Anche noi ne abbiamo parlato e lo abbiamo fatto davanti ai portopalesi verso i quali al vociare, dopo gli attacchi mediatici, era subentrata una voglia di silenzio.
Con l'aiuto del sindaco abbiamo parlato nella loro piazza del nostro punto di vista sull'intera tragedia, a viso aperto, in mezzo a loro». Foti ribadisce il punto di vista di Colophon-Art sul naufragio. «Non c'è stato alcun silenzio intorno a questa tragedia. Le autorità che se ne sono occupati dall'inizio del '97 lo hanno fatto con correttezza ed impegno. E sul ruolo della magistratura? «Per noi - sottolinea Foti - sulla base del materiale presente su internet, nostra fonte di informazioni, il comportamento della Procura di Siracusa, e del procuratore capo Campisi in particolare, è stato esemplare. E sostenere oggi le istituzioni in una pubblica piazza è quasi un atto rivoluzionario».

Il discorso torna sugli aspetti culturali della vicenda, con le citazioni al dramma «Segnali dal Gorgo» dato a Perugia o all'opera d'arte concettuale «Solid Sea» oltre al documentario tedesco. «Tutte operazioni falsamente benevole e retoriche», dice Foti. Per «Solid Sea» si sono recati lo scorso Settembre in Germania per partecipare al seminario conclusivo della mostra «Documenta 11» incentrato proprio su quell'opera. Colophon-Art ne ha evidenziato le contraddizioni sulla base di prove giornalistiche ed argomentazioni estetiche. «Abbiamo delegittimato quell'opera - aggiunge Foti - come ebbe a dire la nota critica d'arte Anna Detheridge.

E' stato inviato anche un documento alla redazione del canale televisivo tedesco Wdr, per smentire il contenuto di «Flucht in den tod» ma in quest'ultimo caso purtroppo non ci sono stati riscontri alle nostre richieste di chiarimento». Per Foti si è in presenza di un fenomeno nuovo di «arte politica», come la definisce Francesco Bonami, curatore della prossima Biennale di Venezia 2003, che le nostre istituzioni ignorano. «La visione mediatica data della tragedia, con l'eroe locale, è quella tipica della Sicilia del «Giorno della Civetta» con un po' di Montalbano. Dobbiamo cercare - dice - nuovi scrittori contemporanei, penso a Rocco Giudice, che è stato un po' il nostro ispiratore. I nostri intellettuali, i più al di fuori della Sicilia, sembrano preferire gli stilemi della sicilitudine, forse perchè così richiede il mercato mediatico. Ma così si addormentano gli animi».
Fonte: LaSicilia.it il 18-12-2002 - Categoria: Cronaca

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