Berners-Lee: "Non è detto che Google sia il futuro di Internet"

Berners-Lee: "Non è detto che Google sia il futuro di Internet" LUCA CASTELLI

Google oggi controlla Internet, ma non è detto che sia così in futuro. Lo dice Tim Berners-Lee, l’inventore del World Wide Web, che in un lungo articolo-intervista sul Times spiega come sarà la Rete del futuro e perché nuovi attori potrebbero sostituire non solo Google, ma anche altre realtà di successo come MySpace e Facebook.

Secondo Berners-Lee, che con il WWW nel 1989 contribuì a trasformare Internet da un’infrastruttura per laboratori e università a un network planetario, la chiave del futuro si chiama “Semantic Web”. Internet oggi è un insieme di informazioni, disseminate su miliardi di pagine, che Google è bravissima a scandagliare e mettere a disposizione del pubblico. Nel mondo semantico di domani, i link non saranno più necessariamente legati a una pagina Web. Qualsiasi informazione sarà automaticamente connessa alle altre. E i nuovi sovrani della Rete saranno quelle aziende che riusciranno a interpretare le nuove tecnologie per offrire al pubblico nuovi servizi.

Sul Times, Berners-Lee fa anche un esempio. “Immaginiamo che due cose completamente separate come il tuo rendiconto bancario e la tua agenda parlino lo stesso linguaggio”, spiega. “Immaginiamo che possano comunicare e condividere informazioni. Tu potresti sovrapporli e avere subito un’idea precisa di quando e come hai speso il tuo denaro. E se ancora non fossi sicuro di una particolare transazione economica, potresti richiamare il tuo album fotografico e sapere così che avevi usato la carta di credito quel giorno in cui avevi portato i tuoi figli a un parco di divertimenti”.

Oggetti che comunicano e parlano lo stesso linguaggio tramite Internet? Non è certo un concetto molto semplice da visualizzare. Soprattutto oggi in cui siamo abituati a utilizzare il Web e i suoi servizi in un certo modo e passando attraverso determinate porte d’ingresso (Google su tutte). Ma allo stesso modo, quanto sarebbe stato difficile spiegare negli anni ’90 idee che oggi diamo per scontate come quelle dei “social networks” o del “peer-to-peer”? E cosa avremmo pensato se a metà degli anni ’80 qualcuno ci avesse parlato di un “motore di ricerca” che fattura ogni anno diversi miliardi di dollari?

Se non è detto che in futuro Google dominerà il mondo digitale come avviene oggi, lo stesso discorso vale per MySpace e Facebook sul fronte delle reti sociali. “Oggi sono tutti eccitati di fronte a questi servizi che mettono in connessione le persone”, dice Berners-Lee. “In futuro ci renderemo conto che, oltre alle persone ci saranno molte altre cose che potranno essere collegate tramite il Web”.

Sebbene di Web semantico se ne parli già da diversi anni, dal punto di vista delle applicazioni siamo ancora a un livello molto teorico. In un articolo di commento alle parole di Berners-Lee, CNet News propone una serie di servizi che stanno iniziando a sperimentare un’organizzazione su base semantica della Rete, dei suoi link e delle attività che vi si possono condurre: Twine, Freebase, la Wikia legata a Wikipedia e altri. In tutti i casi, però, si tratta di strumenti in fase “beta” o comunque ancora lontani dal rappresentare quella “killer application” in grado di cambiare il nostro modo di intendere e usare Internet.

Anche Berners-Lee non si sbilancia su quale sarà la natura dell’ipotetica “Google del futuro”, ma prevede che potrebbe non essere tanto diversa da un gigantesco mash-up: un incrocio di servizi diversi nel quale “un’informazione presa in un determinato contesto originale verrà resa utile in un altro contesto tramite il Web”. Un po' difficile da comprendere, oggi. Forse semplicissimo, tra dieci anni.
Fonte: Lastampa.it il 13-03-2008 - Categoria: Internet

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