Agricoltura, per arginare la crisi va perseguita la cooperazione

Agricoltura, per arginare la crisi va perseguita la cooperazione PACHINO - La cooperazione come strada maestra per resistere alla crisi che attanaglia il settore agricolo e opportunità di rilancio. La Faro, una delle realtà produttive più importanti nel comprensorio Igp, ha avviato la nuova campagna di adesione, forte di cento imprese associate. «La nostra filosofia aziendale - afferma Salvatore Chiaramida - pone al centro della gestione la qualità dello scambio tra socio e struttura aggregante. La qualità del prodotto, l'esperienza e la professionalità hanno fatto sì che la Faro sia riuscita nel tempo a conquistare importanti fette di mercato attraverso la valorizzazione delle proprie produzioni». Quali i vantaggi per chi aderisce?
«Aderire significa cogliere l'opportunità di sfidare un mercato sempre più esigente - aggiunge Chiaramida - assicurandosi un vantaggio competitivo in termini di quantità di prodotto, fatturato sviluppato, occupazione e qualità certificata». Una scommessa che la Faro rinnova e vince sul campo da trenta anni.

«Abbiamo superato notevoli difficoltà grazie all'attaccamento dei soci e del personale. Nel '96 fummo oggetto di due incendi dolosi ed oggi siamo un esempio significativo che facendo sistema si raggiungono i risultati migliori». Fino alla fine di agosto l'iscrizione alla Faro è gratuita. «Alle aziende produttrici associate garantiamo vari servizi di supporto finanziario, fornitura prodotti per l'agricoltura e sementi, assistenza tecnica ed agronomica continua». I tempi sono tutt'altro che facili. Recenti previsioni sul settore agricolo parlano di un rischio chiusura per 250 mila imprese nel territorio nazionale, con la Sicilia tra le regioni più esposte, considerata l'ampia vocazione agricola, soprattutto nel versante sudorientale. Tante le ricette suggerite in questi anni. L'opzione irrinunciabile per numerosi esperti del settore è quella di fare sistema e non muoversi in modo isolato, come di recente ha sostenuto Sebastiano Fortunato, presidente del consorzio Igp «Pomodoro di Pachino». Resta aperto, tuttavia, anche il nodo dei piccoli produttori, titolari di realtà spesso a conduzione prettamente familiare, che risentono in modo più spinto dei morsi della crisi

L. S.
Fonte: LaSicilia.it il 29-07-2010 - Categoria: Economia

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