A scuola con «L’arte dell’intreccio»

PACHINO - Inizierà a settembre il progetto scolastico denominato "L'arte dell'intreccio". Il corso è un progetto Por finanziato dal dipartimento di pubblica istruzione della regione Sicilia e dal fondo sociale europeo. Le lezioni del progetto verranno svolte presso l'istituto professione di stato per l'agricoltura "Paolo Calleri" della città. Il corso vuole offrire ai partecipanti l'opportunità di conoscere le tecniche di lavorazione artigianale, facendo capire ai ragazzi quanto sia importante recuperare gli antichi mestieri che, in una società altamente tecnicizzata come quella attuale, stanno scomparendo.
I docenti vogliono cercare di far acquisire agli alunni le competenze professionali di base, orientarli alla progettazione delle attività pratiche in considerazione delle esigenze produttive del contesto territoriale ed inoltre, uniformare attraverso un patrimonio comune di conoscenze, competenze ed esperienze, la qualificazione dei partecipanti. Per acquisire queste competenze i partecipanti studieranno cenni di storia delle tradizioni popolari della Sicilia, gli antichi mestieri, l'arte dell'intreccio, le tecniche per intrecciare ed infine come si costruisce materialmente un cesto. Imparando l'arte dell'intreccio e i segreti degli antichi intrecciatori i partecipanti alla fine del corso saranno in grado di costruire gli antichi "panara", ovvero dei cesti intrecciati che ormai si trovano solo in qualche bottega o in casa di qualche anziano. Al corso, completamente gratuito, possono partecipare sedici adulti disoccupati e, per favorire la partecipazione ai genitori, è previsto un servizio di assistenza per bambini.

La scelta dei destinatari sarà orientata in maniera prioritaria verso gli adulti senza titolo di studio o con titolo di studio insufficiente, disoccupati o in cerca di prima occupazione e comunque residenti in un qualsiasi comune della regione Sicilia. Qualora il numero delle persone che hanno fatto richiesta di partecipazione sarà superiore a venti unità si procederà ad una selezione. Il progetto avrà la durata di sessanta ore divise in diverse fasi fra queste l'analisi delle competenze all'inizio del corso, la valutazione degli allievi e, infine, la certificazione del lavoro svolto. Ad ogni partecipanti alla fine del corso varrà consegnato un attestato di partecipazione e di qualifica che attesterà le varie competenze raggiunte dell'allievo durate tutto lo svolgimento del corso. Per maggiori informazioni i cittadini potranno recarsi presso la sede dell'istituto o, collegandosi ad internet all'indirizzo www.istitutomarzamemi.it

S.S.
Fonte: LaSicilia.it il 15-07-2006 - Categoria: Cronaca

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Caliti junciu ca passa la cina....

Ma molti non sanno che l'intreccio scientifico era dato dalla produzione del cotone...
A Pachino in molte case c'era il telaio...

Raffia curina e palma nana( scupazzu)
cannucce di pantano e vitusi...

A liari.....
Tipha.....( quella pianta acquatica il cui frutto sono delle escescenze a forma di sigaro)
palma nana...
cannucciato...per "cruveddi"


Bella l'arte dell'intreccio. La memoria naviga superando confini temporali e geografici e si proietta, introettata da navigati pensieri, appalesati dalla visione di un mondo che si trascina fra conflitti regionali e personali, nella tavolozza bianca del mio monitor su cui riverso i miei ricordi...

Maledetto il giorno quando questi scienziati della comunicazione hanno inventato la rete ed internet...Poichè è anch'essa un intreccio inestricabile che fà paura... Ricollega e intreccia memorie sopite dal tempo... e in sito geografico e culturale dove vige la famosa frase che dice tutto: sugnu appuitu na sta cantunera rimmi cu sugnu e nun mi riri quera".
Una frase che nega la memoria e cerca di cancellare la propria storia culturale..con il chiaro obiettivo di rinnegare se stessi per quello che si è stati in passato...
Una socialità senza memoria non ha futuro..Ma francamente queste iniziative cercano di rimediare...
Ho davanti ai miei occhi quel libretto fatto nel 1986 dall'MCL di Pachino che diventa faro e ricerca importantissima per ritrovare arte e usi e costumi edella nostra comunità..
Un passato che nella maggior parte delle occasioni viene rimosso con forza...Un dramma esistenziale collettivo....

E questo per la "nostra"( ma francamente me ne sento fortemente scollegato) mentalità da sub continentali è dinamite pura...Rompe i confini...sradica, alla base, le certezze acquisite...rivoluziona metodi e prospettive di ricerca....
Ecco dunque il mio ricordo su questa antichisima arte dell'intreccio che mi vede, manco a dirlo, partecipe di questa fine arte della curina e dello scupazzu.
Ed immancabilmente mi riporta al pensiero di mio nonno Saro.
Uomo buono, silenzioso e tranquillo...Volontario? nella guerra di Spagna e poi della campagna di Libia...Seduto su via zara su un blocco di arenaria che gli faceva da sedile. Posto sul lato destro del portone incorniciava la bassa facciata del fabbricato ancora esistente dove ai lati erano appesi secchi di latta recuperati dove cresceva rigoglioso basilico e prezzemolo...
Intrecciatore provetto e costante di curina che poi intrecciava con spunzoni di palma nana che costituivano le scope delle case del tempo...
In quelle umili case dove spesso la carretteria era costituita da terra battuta...
Coffe per cavalli, muli e asini e scecci abbardati e appaiati alle lunghe aste dei carretti colorati e scenografati con disegni dell'Orlando furioso...Fra draghi, elmenti e alabarde...Per i ragazzini come me fare il giro delle sponde del carretto era come vedere un film a colori...
Ma l'arte dell'intreccio ha una storia che si collega alla natura del mondo vegetale del luogo...
Pertanto concludo con i silos del grano di case Bonpalazzo che erano mirabilmente costituiti da un intreccio di liste di canne di pantano....

memoriali&intrecciati saluti, Spiros