A nuoto spingono il barcone

PORTOPALO - Il capolinea marino portopalese è a pieno regime per quanto riguarda gli sbarchi di immigrati. Dopo i 28 approdati mercoledì, anche ieri è stata una giornata movimentata, che ha avuto inizio in mattinata con l'arrivo al porto di 27 nordafricani (in stragrande maggioranza etiopi, oltre a qualche nigeriano). L'intervento è stato effettuato dalla motovedetta Cp266 di Pozzallo. Poche ore dopo alcune volanti del commissariato di polizia di Pachino hanno scandagliato la zona balneare, in prossimità del pantano di Punto Rio, vicino l'Isola delle Correnti, alla ricerca di altri extracomunitari che nel frattempo erano riusciti a sbarcare indisturbati. Qualcuno si è buttato in acqua, altri hanno spinto il barcone fino al bagnasciuga. Poi, appena giunti sulla terraferma, si sono sparpagliati nelle campagne circostanti. Gli agenti di Ps hanno controllato tutte le contrade. Nel primo pomeriggio ne sono stati recuperati 27, tre dei quali sarebbero dei minori. Da mercoledì scorso l'edificio della scuola elementare "La Ciura" ospita gli immigrati: nel pomeriggio di ieri si è toccato il picco massimo, con ottanta ospiti, giunti in 48 ore. Un numero sin troppo elevato, che ha messo a dura prova la macchina dei soccorsi. "Siamo in una situazione molto delicata - fanno sapere dall'amministrazione comunale di Portopalo - poiché in loco non abbiamo strutture idonee ad ospitare come si deve questi esseri umani".

Ancora una volta encomiabile il supporto garantito dal volontariato locale: Protezione civile, Misericordia, Croce Rossa Italiana ed Anopas. Tutti pronti per le operazioni di primo assistenza. Alcuni volontari si alternano per garantire puliti i servizi igienici. Tra di loro c'è anche uno delle fiamme gialle. Il clima che si respira è di grande impegno nell'aiutare gli immigrati. Alcuni hanno garantito ininterrottamente la loro disponibilità fino alla tarda serata di mercoledì e per tutta la giornata di ieri. "Lo facciamo volentieri, fa parte del nostro ruolo di volontari", afferma Corrado Scala, già coordinatore del gruppo comunale di protezione civile. Giovanni, un tunisino che dai primi anni ottanta vive e lavora a Portopalo, praticamente non si è mosso dal plesso scolastico per fare da interprete ai nordafricani. Altri hanno effettuato dei turni di servizio. "Viviamo una fase che passerà certamente alla storia, perché questo fenomeno migratorio dal sud del mondo è qualcosa di epocale che segnerà questo primo scorcio di ventunesimo secolo", afferma Giambattista Lombardo dell'Anopas. Un elicottero ieri ha effettuato dei controlli nel tratto di mare antistante Capo Passero. L'ipotesi di altri sbarchi è infatti molto probabile.

SERGIO TACCONE
Fonte: LaSicilia.it il 28-07-2006 - Categoria: Cronaca

Lascia il tuo commento
Cerca su PachinoGlobale.net