A Longarini vincoli decaduti

PACHINO - Sono stati dichiarati decaduti i vincoli di inedificabilità nelle aree protette di pantano Longarini, individuate nel 1999 come oasi faunistiche della zona sud del siracusano, all'interno della più grande area denominata Riserva della Sicilia Sud Orientale. Sono stati, infatti, dichiarati decaduti tutti i vincoli di carattere naturalistico che, nel corso degli anni, sin dal 1991, erano stati apposti con alcuni decreti della regione siciliana. Il Tar di Catania, presidente Vincenzo Zingales, consigliere Salvatore Schillaci e Francesco Bruno primo referendario estensore, accogliendo il ricorso presentato dell'imprenditore Franco Spatola, titolare di un'azienda agricolo-ittica, ha dichiarato decaduti tutti i vincoli precedentemente apposti, motivo per cui le zone umide della zona Lungarni, almeno per una sostanziosa parte, sono tornati liberi da qualsiasi tutela ed edificabili.

In particolare il Tar catanese ha dichiarato decaduti i vincoli ambientali e naturalistici apposti nel 1991, così come decaduti sono stati dichiarati i vincoli di inedificabilità apposti dal piano regolatore nel 1988, e quelli derivanti dalla inclusione delle aree nelle zone umide del siracusano, così come i vincoli derivanti dai decreti di istituzione delle zone Sic e Zps sospese con ordinanza cautelare.
Ora la parola passa alla casa municipale che dovrà o reiterare i vincoli scaduti, o regolamentare in maniera diversa le aree. Ciò significa che il comune di Pachino potrebbe riapporre nuovamente i vincoli di inedificabilità con il piano regolatore, mantenendo così intatte le aree di interesse naturalistico, ma per fare ciò dovrà indennizzare il proprietario. In caso contrario, sarà necessario assegnare una destinazione urbanistica ai luoghi. Le zone umide individuate come pantano Longarini, ad oggi sono anche al centro di schermaglie tra le associazioni ambientaliste e le associazioni venatorie. Le prime vorrebbero ulteriormente tutelare le zone vietandone le attività venatorie e vedendo realizzate le riserve della Sicilia Sud Orientale programmate in passato. Le seconde invece ritengono che l'attività venatoria sia compatibile con l'ambiente e la nidificazione faunistica della zona. Al centro della contesa c'è poi il proprietario della zona che, a seguito dell'imposizione dei vincoli, si è visto bloccare per diversi decenni ogni attività di carattere imprenditoriale, attività che si è detto pronto a ricominciare. Prima della tutela infatti, la zona veniva sfruttata per fiorenti coltivazioni ma soprattutto per lo sfruttamento ittico nei canali ricavati artificialmente.

Salvatore Marziano
Fonte: LaSicilia.it il 12-05-2010 - Categoria: Cronaca

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